Podoflemmatite (Laminite)

Laminite o podoflemmatite 

In rosso le zone colpite dalla laminite. Le lamine vanno in necrosi, l'osso triangolare cambia posizione. Ciò porta la deformazione dello zoccolo.

 




La laminite (o podoflemmatite) è una patologia dello zoccolo molto grave. Si può verificare su tutti e quattro gli zoccoli del cavallo, anche se i più colpiti sono gli arti anteriori. Quindi se un cavallo è laminitico solo ad uno zoccolo, nulla vieta che il problema si possa estendere anche agli arti (facendo un presagio nefasto).
Non ci sono predisposizioni di razza, qualsiasi equino può essere colpito da laminite, anche se i più soggetti sono i pony.

La laminite è una brutta malattia che non solo può diventare invalidante per un cavallo atleta o che lavora, costringendolo ad un pensionamento anticipato, ma può nuocere gravemente alla salute, fino alla morte.

Oggi, grazie alla conoscenza del problema, si può fare prevenzione, inoltre se insorge la patologia, grazie ad una diagnosi precoce ed al pronto intervento fortunatamente si può evitare che la malattia peggiora o si può anche guarire. Male che vada, il cavallo può conviverci, adottando un’alimentazione appropriata, un pareggio adeguato o una ferratura consona, e quando necessario e su indicazione veterinaria, l’ eventuale terapia da seguire.

Ciò permetterà al cavallo di convivere, senza grossi problemi con la malattia, ma bisogna comunque monitorare la situazione.
È bene sapere però che ci sono casi in cui la cura non ha effetto, o che il progredire è talmente rapido che per il cavallo colpito c’è poco o niente da fare. Ogni caso è a sé, e benché una cosa funziona per uno non è detto che debba funzionare obbligatoriamente per un altro, fattori fisiologici soggettivi e tempistica fanno la differenza su l’efficacia della terapia da seguire (per la terapia è sempre bene parlare con un veterinario).


Ma cos’è effettivamente la laminite?


La laminite è un’infiammazione e necrosi che colpisce le lamine dermiche ed epidermiche dello zoccolo. Il progredire del problema può essere più o meno rapido. 

La laminite è decisamente dolorosa per il cavallo e causa la deformazione dello zoccolo, infatti un cavallo che soffre di laminite non solo cammina male ma ha lo zoccolo colpito deforme.
La degenerazione della malattia causa la separazione della muraglia dal resto dello zoccolo, ciò comporta la formazioni di accessi; la rotazione dell’osso triangolare (o terza falange), e nel caso più grave la perforazione della suola da parte della terza falange, ciò rende necessaria la soppressione dell’animale poiché è irrisolvibile ed estremamente dolorosa, inoltre una ferita di quella portata inguaribile è soggetta ad infezioni molto gravi, e mortali.
Lo spostamento dell’osso e la deformazione sono causati dalla necrosi, le lamine malandate sono deboli e non riescono più a sostenere l’osso.

Per capirci in modo chiaro e figurativo basta pensare alle lamine dello zoccolo come a strati di cartone, ed alla terza falange come ad un’incudine che deve essere mantenuta in posizione poggiando su strati di cartone. Quando il cartone diventa bagnato e molle, inevitabilmente il peso dell’incudine non viene più sostenuto, così sprofonda, nello sprofondare si gira e può anche perforare gli strati di cartone molle.
Zoccolo colpito da laminite




 






Lo zoccolo colpito da laminite all’esterno si presenta così:
  • suola piatta o addirittura convessa, uno zoccolo normale (anche sferrato) è concavo
  • abbassamento della corona nella parte frontale dello zoccolo
  • lo zoccolo appare storto ed eccessivamente lungo
  • ulcere sulla punta della suola
  • con lo zeccolo di profilo si notano come le linee di crescita sono storte, sui talloni sono più aperte, mentre in punta appaiono compresse. 
Come appare esteriormente uno zoccolo laminitico


Come si contrare la laminite?


La laminite si manifesta entro 12 – 48 ore circa dalla causa potenzialmente scatenante del problema, e può aggravarsi nel giro di alcuni giorni o di alcune settimane, in base alla gravità, la causa e dall’intervento con una cura o meno.

Non tutte le situazioni sono immediatamente scatenanti della laminite, talvolta bisogna che queste situazioni siano prolungate nel tempo, anche se breve.
Purtroppo non si sa ancora molto su questa brutta malattia, anche se sono stati fatti enormi progressi, e quindi qui vi elencherò solo le cause accertate al 100%, anche se, in singoli casi, la laminite s’è manifestata per motivi anomali, ma come già detto ci sono ancora studi in corso. In ogni caso prevenire è decisamente meglio che curare, specialmente nel caso di questa malattia, quindi è bene prendere delle precauzioni.

La laminite causata dalla produzione di tossine si manifesta in alcune ore.
Ciò che causa la laminite è la produzione e la circolazione nel sangue di tossine batteriche, che finiscono per stagnarsi nello zoccolo infiammando i piccoli vasi sanguigni. Dai vasi sanguigni infiammati e dilatati fuoriesce il plasma, che viene riversato nei tessuti. A causa di questo sversamento anomalo di liquidi che non vengono drenati i tessuti in sofferenza si indeboliscono e vanno in necrosi, diventando molli cedendo al peso della terza falange.
Il problema è molto simile quando la laminite non è dovuta alla tossicosi, ma è meccanica. La differenza è che nella laminite meccanica i vasi sanguigni vengono schiacciati, non affluisce e non drena bene il liquido che ristagna, i tessuti vanno in necrosi per ristagno e carenza di ossigeno e nutrimento.


Cause della laminite

  • La placenta non espulsa dopo il parto. La mancata espulsione placentare non solo causa la laminite, ma può anche provocare emorragia, setticemia, endometrite e addirittura la morte. La ritenzione placentare causa la laminite (e problemi correlati alla mancata espulsione placentare) nel giro di alcune ore. Fare moltissima attenzione, ed in caso di dubbi contattare il veterinario.
  • Le tossine batteriche che causano la laminite possono anche avere origine dalla fermentazione nell’intestino di eccessive quantità di granaglie (carboidrati) ingerite o di cibi concentrati. Il cavallo non è in grado di digerire grosse quantità di cereali nell’intestino tenue, così dosi eccessive e parti non digerite finiscono per raggiungere ed accumularsi nell'intestino cieco, fermentando ed uccidendo i batteri benefici responsabili della rimozione delle tossine dal materiale che attraversa l’intestino del cavallo. La fermentazione e la cattiva digestione possono causare l’enterite. Essendo una zona molto vascolarizzata e di rapido assorbimento l’intestino, così come tutti gli altri organi, i batteri tossici finiscono rapidamente nel circolo sanguigno. Senza questi batteri benefici e per l’assorbimento enterico, le tossine circolano liberamente e trasportate dal flusso sanguigno, finiscono per raggiungere le lamine dello zoccolo, stagnarsi lì, causando la laminite. Anche l’ingestione eccessiva di erba nei pascoli primaverili o molto ricchi può causare il problema .

  • Le coliche in alcuni casi possono causare il rilascio di endotossine, responsabili della laminite. In caso di colica il rischio di laminite si alza, e se la colica è grave da rilasciare tossine, il rischio di contrarre la laminite si aggira nell’arco della giornata, ma sicuramente in caso di colica grave la preoccupazione della laminite è secondaria, in quanto le coliche talvolta sono mortali.

  • Obesità. L’obesità è la causa di tanti problemi, tra cui anche la laminite. Troppo peso causa la compressione dei vasi sanguigni, quindi cattiva circolazione e laminite. Il rischio di laminite si estende in un periodo breve-medio, ma nel caso dell’obesità non è la laminite che deve fare più paura, ma tutti gli altri problemi, un cavallo obeso così come una persona può rischiare un infarto. Alcune teorie inoltre indicano gli accumuli di grasso come possibile fonte di formazione dei batteri tossici, ma questa è una teoria che non ha riscontri scientifici validi, la cosa certa però è che i grossi accumuli di grasso sono poco salutari in quanto sovraccaricano il peso del corpo, con tutte le conseguenze.

  • Terreno eccessivamente duro può scatenare la laminite poiché durante la deambulazione l’urto con una superfice dura causa la compressione dei vasi sanguigni nello zoccolo o addirittura ematomi. La laminite si presenta in un lasso di tempo medio. Un terreno duro però sollecita anche eccessivamente i tendini e fa male alle articolazioni.

  • Cattiva ferratura. Una cattiva ferratura rende peggiore la circolazione del sangue nello zoccolo, e quindi il rischio dell’ischemia delle vene dello zoccolo, e quindi la laminite per necrosi. Oltre al rischio di laminite, una cattiva ferratura rischia di deformare le articolazioni dell’arto del cavallo. Ci sono stati casi in cui gli appiombi del cavallo si sono deformati a causa della ferratura costantemente scorretta. Ciò è molto doloroso oltre che pericoloso. Ma non ci vogliono solo i ferri per fare danni. Anche un pareggio scorretto fa i suoi gran bei danni, quindi affidarsi sempre ad un maniscalco o ad un pareggiatore competente. Il periodo di tempo prima di contrarre il problema è medio.

  • Infezioni non curate non solo possono aggravarsi con conseguente cancrena, il che è mortale, ma possono causare la laminite poiché le tossine viaggiano nel sangue e finiscono per intaccare le lamine dello zoccolo, causando la malattia. Anche ad esempio il tarlo o la putrefazione del fettone, non curati, sono problemi che possono scatenare la laminite, in quanto causano un infezione. Il rischio di laminite è molto alto e si aggira nel tempo di uno massimo due giorni. Non bisogna mai trascurare le infezioni, si rischia la vita oltre alla laminite.

  • Un’overdose di farmaci carica gravemente il fegato, che non riesce ad eliminare le tossine le quali scatenano il rilascio di istamina (agenti chimici mediatori delle infiammazioni). Oltre a provocare la laminite troppi farmaci fanno proprio male all’organismo, quindi in ogni caso, meno medicine si usano e meglio è. Anche gli antidolorifici sono farmaci, e sono piuttosto pesanti da metabolizzare, quindi è bene evitare. Il periodo varia dall’arco di una giornata, ad alcuni giorni, o anche settimane, dipende dall’overdose che è stata fatta. Se è continua nel tempo breve la laminite è imminente, se è successo una sola volta, è bene contattare immediatamente il veterinario, anche per le complicanze che può portare un’overdose.

  • Zoppia e squilibrio nella distribuzione del peso. Poiché il cavallo tende a non utilizzare l’arto dolente, ma sovraccarica quelli che invece non gli fanno male, il sovraccarico può causare l’ischemia, che può portare alla laminite. Il tempo per contrarre la laminite in questa condizione è medio-breve, o anche lungo, dipende molto dalle condizioni del cavallo, e da come distribuisce il peso, e da quanto tempo dura la zoppia. Questa cattiva postura è potenziale causa di laminite, ma anche di lesioni muscolari, tendinee, legamentose, addirittura ossee, e infiammazioni, quindi è bene risolvere il problema della zoppia e dello sbilanciamento del corpo.

  • Squilibri ormonali e morbo di Cushing. In questo caso bisogna solo seguire le istruzioni del veterinario, gli squilibri ormonali portano tanti altri problemi, ed in alcuni casi la laminite è l’ultimo tra questi.



Quali sono i sintomi della laminite?

  • Un cavallo affetto da laminite per prima cosa evita di caricare il peso sullo zoccolo colpito.
  • Cammina zoppo ed evita il più possibile di posarlo per terra, quindi subito lo rialza, in sostanza “cammina sulle uova” facendo molta attenzione a non caricare l’arto. Può addirittura tentare di camminare su tre arti, ciò dipendentemente dal dolore e dalla sopportazione del dolore da parte de singolo soggetto.
  • Il cavallo oppone resistenza nel camminare, evita di dare gli zoccoli per non caricare su quello dolente, può anche rifiutarsi di dare lo zoccolo dolorante.
  • Il cavallo assume una “posizione laminitica” cioè il cavallo ha la schiena che forma una gobba, tentando di gravare il meno possibile col peso sullo zoccolo colpito, eviterà di poggiare la punta e camminerà sui talloni. In sostanza, deambula strano.
  • È riluttante nelle girate.
  • Aumento della temperatura dello zoccolo che non è normalmente caldo, ma scotta. Muraglia, suola e corona appaiono eccessivamente riscaldati, anche quando il cavallo non ha lavorato.
  • Pulsazioni del polso digitale aumentate, in genere non si sentono, o sono molto deboli.
  • Il cavallo è in uno stato di ansia e sofferenza fisica.
  • È muscolarmente molto rigido, proprio per evitare di scaricare il peso.
  • Il cavallo si corica più del normale.


Lo zoccolo inizia a deformarsi in un lasso di tempo variabile, dipendentemente dalla gravità, il cambiamento evidente può anche avvenire nell’arco di uno o due giorni. Quando si hanno sospetti è bene chiamare immediatamente il veterinario.

Benché alcuni sintomi della laminite, come la zoppia, l’evitare di sovraccaricare uno zoccolo e la cattiva deambulazione, sono sintomi di altri problemi che colpiscono sempre lo zoccolo e di zoppie non sempre molto gravi, ma anche dolori ai muscoli tendini e articolazioni, è bene non sottovalutare la situazione, specialmente se ci sono fattoi potenzialmente scatenanti in ballo.

La laminite benché grave, può essere risolta se presa in tempo e se non è eccessivamente grave nel momento in cui si interviene, il recupero è anche ottimo, ma sarà sempre bene avere qualche accortezza, poiché il cavallo comunque è sensibile al problema. Quando invece è cronica si può convivere, seguire la cura e sperare che non peggiora.

Per la terapia rivolgersi al veterinario ed al maniscalco o pareggiatore, meglio se tra i due ci sia un aperto dialogo e studio congiunto del problema su entrambi punti di vista per trovare la miglior soluzione per il cavallo in questione.

Prevenzione


La laminite si può prevenire, ecco come:
  • Far si che il cavallo mantenga il peso forma, quindi attenzione all’obesità ed ai cavalli che sono più soggetti al problema.
  • I cambi alimentari vanno fatti gradualmente, l’organismo deve avere il tempo di abituarsi al nuovo regime alimentare, per evitare coliche, sovraccarico alimentare e problemi dovuti ad un cambio alimentare repentino. Razionare adeguatamente il cibo, evitando eccessi di carboidrati e leguminose, inoltre se il cavallo è al prato, calcolare anche il quantitativo di erba ingerito, in modo da evitare l’eccessiva alimentazione, ricorda, anche l’erba fresca è un alimento per il cavallo, quindi più erba mangia, meno cereali deve assumere.
  • Controllare i pascoli, quando sono ricchi di erba medica e leguminose, fare maggiore attenzione alle quantità di erba ingerita, calcolarle sulla razione di mangime giornaliera, e magari evitare che il cavallo trascorra tutto il giorno a mangiare. Il prato fa bene, ma non deve essere causa di malattie, quindi attenzione.
  • Mantenere in buono stato la flora intestinale batterica. Osservando le feci si capisce se l’intestino è in salute o in subbuglio. Ci sono anche i fermenti lattici per il cavallo, domanda al tuo veterinario.
  • Occhio ai farmaci, troppi fanno male, seguire sempre e solo le prescrizioni mediche.
  • In caso di sovraccarico da un lato, e squilibri nella postura, cercare ed eliminare le cause.
  • Dopo il parto accertarsi che la giumenta abbia espulso la placenta, in caso contrario o di dubbi contattare il veterinario.
  • Curare sempre le ferite evitando che si infettino, ed in caso di infezione intervenire prontamente.
  • Attenzione alle coliche.
  • Affidare gli zoccoli del proprio equino ad un pareggiatore, maniscalco competente. 


Per qualsiasi dubbio o suggerimento, è sempre bene parlare con il veterinario, un maniscalco o un pareggiatore. Oggi ci sono professionisti molto esperti sul problema della Laminite, in grado di trovare una soluzione al problema.


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Il presente testo è proprietà di Lisiana Patalano
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