Vizi da box, un brutto affare!



Vizi da box, un brutto affare!



I vizi da box, o anche stereotipie, sono la manifestazione del malessere, psicologico e fisico del cavallo. Si tratta di comportamenti autolesivi che il cavallo assume come tentativo per alleviare la sofferenza emotiva e fisica.
Un cavallo che ha dei vizi non solo è stressato, ma questo malessere può sfociare facilmente nella depressione.

È un problema serio, da non sottovalutare. I vizi da box logorano il fisico e la mente del cavallo, e la depressione può anche diventare causa di decesso. Non sono rari i cavalli che si sono lasciati morire, rifiutando il cibo per via di una forte depressione, quindi non sottovalutate mai il problema. La ripetizione continua nel tempo di vizi invece logora il fisico in quanto sollecita negativamente muscoli, tendini, legamenti e articolazioni. Altri invece sono un pericolo per il cavallo e per le persone che lavorano attorno al cavallo, poiché il rischio di incidenti viene aumentati.



I vizi vanno eliminati, e ciò si può fare solo avendo una buona gestione del cavallo, quindi giusto e corretto lavoro, trascorrete del tempo al prato o al campo ed evitare di tenerlo rinchiuso in piccoli spazi, evitare aggressività e cattiveria nei confronti del cavallo (se avete dei problemi non scaricateli sul cavallo, ma compratevi un sacco per la box, ma evitate di rompere le scatole a quei poveri animali!). Controllare l’alimentazione, fargli trascorrere del tempo con i suoi simili o con altri animali da compagnia, mettere dei giochi nel box o nel paddock perché i vizi possono presentarsi anche per noia, un cavallo giovane sempre da solo al paddock può annoiarsi e sviluppare vizi.



Insomma, tenete il cavallo come va tenuto, e non come pensate che si possa tenere, abbandonato a se stesso, buono solo quando fa comodo… NO!

Il cavallo non è un oggetto che si può prendere a proprio piacimento, e trascurarlo perché ci ha stufati. Se non capite questo concetto, io vi consiglio di venderlo a qualcuno che ne avrà sicuramente più cura!  







QUALI SONO I VIZI DA BOX?






Tic d’appoggio o ticchio.



Il cavallo fa presa con gli incisivi su una superfice, fa pressione inarcando il collo ed ingoia l’aria.

Il cavallo può poggiarsi su qualsiasi superfice che ritiene abbastanza solida, come la finestra del box, la ciotola o il beverino e anche i pali del paddock. Solitamente tocca la superficie direttamente con gli incisivi, ma può capitare che il cavallo poggia il labbro inferiore e poi preme, sempre con gli incisivi, ed ingoia l’aria.

Il cavallo ingoia l’aria, e ciò porta a disturbi nella digestione ed a coliche, comunemente gassose, ma ciò non vieta che i disturbi digestivi causati dall’ingoiare aria riempendo lo stomaco possano portare a coliche ben più serie.

Il cavallo che presenta il ticchio d’appoggio può tanto essere stressato quanto soffrire di gastrite, infatti la maggior parte di cavalli che fanno il ticchio soffrono di gastrite, che sia cronica o occasionale dovuta a momenti di forte stress. La gastrite non viene causata dal ticchio, ma è già presente, il ticchio dunque è una conseguenza visibile della gastrite. L’ingoiare aria da sollievo allo stomaco del cavallo, anche se ciò fa male.

Questo vizio dunque è anche correlato nella stra grande maggioranza dei casi, è la manifestazione, assieme ad altri sintomi che vanno osservati e non trascurati, di un problema di salute (gastrite). Un caso clinico vero e proprio poiché il ticchio è sintomo e conseguenza del problema, ma non una causa. 



I DANNI



Il rischio non è solo quello di coliche. Un cavallo che fa il ticchia velocizza il logoramento dei denti incisivi, e se mette il labbro rischia di ferirsi, anche in modo importante, l’interno del labbro inferiore, con il rischio di infezioni o rifiuto del cibo per via del dolore. L’inarcare e sforzare in modo anomalo il collo, può causare contratture ai muscoli del collo e rigidità al legamento nucale, e dolore alla nuca, e ciò si riflette sul lavoro.

Quando il vizio è dovuto alla gastrite, come nella maggior parte dei casi, il cavallo ha tutti i problemi legati alla condizione della gastrite, quindi tende a riempire lo stomaco con tutto, compresa la lettiera per ridurre il dolore, assimila poco, si presentano le coliche e possono essere anche gravi, e tutta quella serie di problemi dovuti alla gastrite, dipendentemente dall’intensità del problema.  



COME SI RISOLVE



Innanzitutto verificare se il cavallo ha o meno la gastrite e parlare con il veterinario. Se ce l’ha controllare l’alimentazione, razionare il cibo distribuendolo più volte al giorno non facendo mancare il fieno, di buona qualità ovviamente, e con prescrizione di uno specialista, se non volete somministrare i classici farmaci, che sono piuttosto pesanti e non risolvono definitivamente il problema, poiché purtroppo bisogna conviverci (la gastrite equina è come quella umana) integrare nell’alimentazione le piante adatte che sostituiscono i classici farmaci (ma sempre sotto consiglio di un fitoterapista e sempre se è possibile). Evitare inoltre una vita troppo stressante per il cavallo poiché la gastrite ha dei picchi nei periodi di stress, oltre che per cattiva alimentazione.



Se non ha la gastrite, il ticchio si tampona evitando che il cavallo trascorra troppo tempo rinchiuso in box o senza fare niente e da solo, anche se ha un piccolo paddock si può annoiare stando in solitudine e senza svago. Mettere dei giochi nel box o nel paddock.

Il cavallo va lavorato e stimolato.

Promuovere la sua vita sociale, il cavallo ha bisogno di stare con i suoi simili, e se non c’è la possibilità di stare con altri cavalli, almeno evitate che rimanga solo ma abbia altri animali che gli facciano compagnia, come un pony, una capretta ma anche un cane (se sono abituati l’uno all’altro), l’importante è che non stia solo. La compagnia fa bene, ma a volte la compagnia sbagliata lo stressa di più quindi occhio al comportamento con il nuovo amico di giochi. 



Poco a poco il vizio indebolisce poiché il cavallo non è annoiato, e perché la gastrite non è così persistente. Naturalmente la buona gestione va mantenuta perché i brutti vizi ritornano se c’è l’opportunità.



Altri metodi consistono nell’utilizzo del collare, ma ciò impedisce solo al cavallo di deglutire, ma non è la soluzione, soltanto un tampone. Altri utilizzano la museruola, ma questa gli impedisce anche di mangiare e di bere, quindi meglio il collare. 



Evitare superfici su cui un cavallo può ticchiare è piuttosto difficile, perché il cavallo troverà sempre un punto d’appoggio, anche a costo di rompere le ciotole.



Cospargere le superfici con un prodotto repellente che invita il cavallo a stare alla larga per non ticchiare, è sempre una soluzione tampone, e non sempre funziona. Il prodotto anti ticchio che si trova in selleria costa, ma un cavallo se ha proprio voglia di manifestare questo brutto vizio lo farà, con o senza repellente.



Una soluzione, parecchio obsoleta, da considerarsi come ultimissima spiaggia, dopo aver provato tutto e di più, è l’intervento chirurgico, ma come tutte le operazioni costa, c’è un rischio generale, il cavallo necessita di riabilitazione, e non è una soluzione definitiva poiché il cavallo può riprendere il vizio.

L’intervento in linee generali consistono nell’asportazione e riduzione di alcuni muscoli del collo, e nella denervazione di altri (decisione del veterinario, si spera sempre più che esperto), ma l’intervento distrugge esteticamente il cavallo, oltre a fargli perdere funzionalità muscolare con gravi conseguenze sulla performance, è bene sapere che anche il più piccolo muscolo è essenziale.

Personalmente l’intervento lo eviterei a tutti i costi.

Anche l’intervento è solo una soluzione tampone, poiché non risolve il problema, ma è solo un impedimento per il cavallo, alla pari di un collare o una museruola, ma decisamente più costosa, stressante e rischiosa, oltre che deturpante.


Bisogna studiare bene la situazione. Il ticchio è un vizio difficile da togliere, facile che ricompare, l'ideale è convivere con il problema, ma se si riesce ad eliminarlo è meglio.


Piuttosto molto meglio prevenire il problema, attuando la corretta gestione del cavallo.







Ballo dell’orso.



Un cavallo che fa “il ballo dell’orso” ondeggia a destra e sinistra davanti la posta del box o in un angolo. Può rimanere con gli zoccoli per terra o alzarli, uno per volta  ad ogni oscillazione. Il cavallo in pratica balla come un orso dei cartoni animati.

Il cavallo che soffre di questo vizio, a differenza del precedente, non manifesta dolore fisico a cui deve dare sollievo, ma è stressato, annoiato, impaziente… tutte sensazioni spiacevoli dovute al cattivo lavoro, la cattiva gestione con accumulo di stress, noia, sovreccitazione.



DANNI



Il cavallo che fa “il ballo dell’orso” ha un logoramento rapido dei tendini degli arti, e può presentare infiammazione dei tendini, dei muscoli e delle articolazioni degli arti, in particolare carpo e garretto, e nodello, e quindi anche al consumo precoce delle cartilagini, oltre al dispendio inutile di energia. È un vizio che a lungo andare può portare alla zoppia, proprio per i danni che causa.  



COME DI RISOLVE



Come per tutti i vizi la soluzione è un cambio della situazione negativa. Bisogna gestire lo stress del cavallo in modo adeguato. Non deve rimanere troppo tempo in box o in piccoli spazi, quindi lasciategli alcune ore di svago al paddock o al campo, meglio se in compagnia poiché il cavallo è un animale sociale ed ha necessariamente bisogno di un compagno, che sia un suo simile o un altro animale. Lavorate in modo corretto, il cavallo deve essere stimolato e sereno quando lavora, non annoiato e frustrato, quindi variate lo schema degli esercizi così non li esegue a memoria. Fate una passeggiata, anche a piedi. Giocate con lui o trascorrete del tempo in compagnia, così non solo il cavallo sarà più sereno in quanto si sente calcolato, e ciò gli fa bene, ma migliora anche il legame del binomio. Mettetegli dei giochi nel box o al paddock, perché anche al paddock se è solo e senza svago, specialmente se giovane o giocherellone può annoiarsi. In pratica iniziate ad avere una buon gestione del cavallo.  



Il vizio sparisce dopo un po’ di tempo, soggettivo da cavallo a cavallo, ma se ritornano le cattive abitudini, ritorna il vizio.







Camminare nel box.



Quando un cavallo cammina ripetutamente ed incessantemente nel box sta manifestando un vero e proprio vizio. Il cavallo cammina in tondo, come un’anima errante che non si da pace, e gira in tondo, in quanto il box è piccolo. Il cavallo che cammina in box mostra impazienza, è fortemente annoiato ed ha bisogno di scaricare energia. Lo manifestano i cavalli che lavorano poco e sono preclusi in piccoli spazi, quindi i box o i paddock troppo piccoli per poter correre e scaricare energia. Lo fanno anche i cavalli che vivono in solitudine e stressati poiché camminare è un modo per alleviare lo stress.        



DANNI



Il cavallo che cammina nel box, a causa di questo camminare sempre in tondo, o di fare piccoli scatti in spazi angusti rischia di inciampare e di farsi male, anche in maniera importante, inoltre questo lavorare sempre flesso, causa contratture muscolari, o comunque rigidità. Il cavallo quando lavora dunque può non essere molto disponibile e presentare dolori vari, per lo più a schiena e costato, ma ciò non esclude il collo e gli arti. Gli scatti inoltre sollecitano negativamente i tendini, che possono infiammarsi.

In ogni caso è un vizio che come tutti i vizi logora tanto il fisico quanto la mente. Il cavallo quando ha l’opportunità di uscire rischierebbe di scattare, o quando lavora vuole sfogare tutta l’energia accumulata, e farlo a freddo rovina la struttura fisica, oltre ad essere rischiosa per chi gli sta attorno.



COME SI RISOLVE



L’ideale è far si che il cavallo abbia alcune ore di svago al paddock o al campo distribuite durante l’arco della giornata, se sta in compagnia è meglio. Il cavallo inoltre deve lavorare, poiché ha energia da vendere, e deve fare un lavoro vario, senza essere stressato e castigato. Mettere dei giochi nel box o nel paddock sono un buon aiuto. Come per gli altri problemi, bisogna attuare una buona gestione ed evitare di dimenticare il cavallo in box.







Calciare, raspare, rompere, dare di matto in box.



Un cavallo che raspa di continuo, o calcia alla porta o anche alle parteti del box, che si mette a distruggere beverino e mangiatoia, le pareti del box o qualsiasi cosa gli capita a tiro, che inizia ad agitarsi tentando anche rampate o saltando, non è maleducato, ma sta manifestando forte stress, noia, impazienza e voglia di scaricare energia e frustrazione.



DANNI



Il cavallo può farsi seriamente male, e può fare male chi entra in box o chi lo prende per farlo uscire. È un pericolo per se stesso e per gli altri.



COME SI RISOLVE



Non c’è deterrente che tenga. Spargere repellente sulle superfici per non fargliele toccare, mettere l’anello agli zoccoli così non calcia, o almeno non dovrebbe, addirittura tenerlo legato in box. Sono tutti deterrenti poco efficaci, se non vere e proprie torture.



L’unico vero modo per eliminare questo problema è lavorare quotidianamente il cavallo, e far si che abbia le sue ore di svago al campo per fatti suoi. Non deve stare in solitudine, quindi socializzare con i suoi simili, o avere un compagno, e variare la routine. Mettere dei giochi nel box o nel paddock aiuta a distrarlo ed a disperdere l’energia. Tenerlo chiuso peggiora il problema, bisogna fargli disperdere l’energia, e non c’è modo migliore di un buon lavoro, così non solo perde il vizio negativo, ma si concentra in qualcosa di buono. Canalizzare la sua energia n qualcosa di positivo, senza dimenticarsi che ha bisogno dei suoi spazi e non deve sentirsi costretto, frustrato e stressato.

Il cavalli molto impazienti solitamente sono anche piuttosto svegli, quindi insegnargli qualcosa di nuovo o inventare dei giochi aiutano a tenerlo attivo positivamente.







Aggressività.



Un cavallo aggressivo cerca di aggredire, con calci e morsi, chiunque, che siano persone o altri cavalli o altri animali. Il cavallo minaccia, è un’espressione molto chiara, le orecchie piatte all’indietro e lo sguardo incattivito. Il cavallo aggressivo non è cattivo, è solo un cavallo veramente molto stressato, frustrato e che magari viene anche trattato poco bene. Costrizioni e ceffoni, oltre alla clausura nel box o in uno spazio piccolo, fanno di un buon cavallo un cavallo aggressivo. Anche mettergli di continuo paura lo rende tale poiché, non potendo fuggire attacca ciò che lo spaventa.



DANNI



È un cavallo rischioso per se stesso e per gli altri.



COME SI RISOLVE



Per risolvere i problemi di aggressività bisogna eliminare le cause che come conseguenza danno questo atteggiamento. Spesso i proprietari prendono continuamente a ceffoni o sgridano i cavalli che mostrano aggressività e non si rendono conto che è proprio questo che li rende aggressivi. Il cavallo usa l’aggressività come mezzo di difesa ad una sensazione spiacevole dalla quale non può scappare. Anche la solitudine rende un cavallo aggressivo, poiché non ha la possibilità di interagire e quindi è costretto ad essere un asociale, il che per un cavallo è frustrante.

Per risolvere il problema bisogna lavorare sulla fiducia, il cavallo non deve temere ma rispettare chi gli sta intorno. Un ottimo metodo è quello delle associazioni positive, quando stiamo intorno a lui e non ci attacca gli diamo un premio come uno zuccherino, e se ce l’ha con noi semplicemente ci allontaniamo, in modo da scoraggiare il conflitto, costituito da calci e morsi.

Il cavallo inoltre deve lavorare, ma nulla che lo spaventa, cose semplici che lo rendono tranquillo. Stare al paddock, svagarsi con dei giochi, e stare con i suoi simili. Non deve avere sensazioni spiacevoli.

L’aggressività si elimina eliminando lo stress che la causa, quindi anche il modo di approcciarsi a lui.









Questi sono i vizi che si presentano in un cavallo costretto in box o in piccoli spazi.

Il cavallo ne può presentare uno o anche più di uno. Spesso sono accompagnati da cattiva disponibilità nel lavoro o a fare qualsiasi cosa, come anche dare gli zoccoli, o comunque con atteggiamenti “noiosi” per chi si occupa del cavallo. in poche parole oltre ad avere i vizi il cavallo è anche uno poco efficiente, in linea di massima.



Non basta avere il terrazzino all’aperto perché il cavallo si senta libero di svagarsi, il paddock è uno spazio in cui il cavallo può fare quello che gli pare, anche andare al galoppo, avere qualcosa con cui passare il tempo come una palla da paddock o altri giochi da cui escono dei bocconcini, anche mangiare (e se non c’è l’erba provvedere a mettere qualcosina da mangiare come frutta ed erba qua e là), e dove può interagire con i suoi simili o qualcun altro. Se il cavallo è costretto in uno spazio insufficiente ed in solitudine, in preda alla noia ed allo stress, inevitabilmente sviluppa dei vizi.



Basti pensare a se stessi, se qualcuno vi chiude in una stanza senza niente di niente (niente internet, niente telefono, niente tv, niente libri… niente) e di tanto in tanto qualcuno vi viene a pulire e vi porta il cibo,

senza calcolarvi più di tanto e siete in totale solitudine, e fate anche una vita molto stressante, è normale che impazzite e cominciate ad avere atteggiamenti negativi per “ammazzare la noia” e diminuire lo stress.



Per far si che il cavallo non sviluppa questi vizi bisogna averne cura, tenerlo attivo, farlo lavorare il giusto senza stressarlo, interagire positivamente con lui. E se li sviluppa cambiare immediatamente il metodo di gestione perché è sicuramente errato. 


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Il presente testo è proprietà di Lisiana Patalano
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