Coda e criniera



Coda e criniera

 

I crini, ossia coda e criniera, sono le parti che esteticamente più risaltano in un cavallo, e completano la sua forma dandogli un determinato aspetto.
Capita spesso, andando al di là dell’aspetto fisico e del manto, di guardare un cavallo ed esclamare “ho ma che bella criniera!”, o magari vederne uno con i crini spezzati e trecce rasta ed avere la sensazione di un cavallo trasandato, o vedere crini curati e quindi avere la sensazione di avere di fronte un cavallo importante, o comunque molto curato. 
I crini quindi sono quell’elemento del fisico di un cavallo che per primo balza all’occhio di una persona, esperta o inesperta che sia, e che contribuiscono a dare la prima impressione riguardo un cavallo, e proprio per questo è consigliato, specialmente quando si ha un'attività con i cavalli a contatto diretto con estranei, presentare un cavallo ordinato, in modo da dare una prima impressione positiva in quanto un cavallo ordinato viene percepito come un cavallo curato.

Naturalmente curare la salute è ancor di più importante dell'aspetto.


I crini, hanno un loro perché


Coda e criniera non sono un elemento di bellezza, bensì un elemento di protezione naturale. 

La coda serve a scacciare le mosche. 
Un cavallo agita in spesso la coda, e quando sono in compagnia, non è difficile vedere i cavalli che si mettono l’uno con il muso vicino al posteriore dell’altro, in modo da scacciarsi le mosche dalla faccia l’uno all’altro.
I crini della coda si spezzano, ma di solito la lunghezza minima che viene mantenuta naturalmente è all'altezza dei garretti circa. Nei cavalli giovani i crini arrivano molto rapidamente a quella lunghezza ed aumenta man mano che il cavallo cresce, quindi non è un dramma se la coda del nostro cavallo non sfiora il terreno.

Il ciuffo è quella parte di criniera che parte dal sincipite (la zona più alta del cranio situata dietro le orecchie, da cui partono i crini che formano il ciuffo) o poco dietro e si dilunga sul muso. Una cosa curiosa è che i follicoli piliferi della criniera e del ciuffo sono posizionati in modo che i crini crescono in due direzioni differenti, in alcuni cavalli ciò è molto evidente, in altri meno.
Anche il ciuffo funge da protezione, infatti quando è lungo e doppio è una mascherina di protezione fornita dalla natura, contro le mosche, ed anche, seppur in modo più blando, contro polvere e gelo, in quanto funge da barriera per ciò che può danneggiare gli occhi. 
Anche il ciuffo si spezza facilmente quando troppo lungo, ma se non viene danneggiato o tagliato, cresce sempre fino agli occhi o poco più. Il ciuffo non influisce negativamente sulla qualità della vista del cavallo, un cavallo con un lungo ciuffo vede ugualmente.

La criniera ha una funzione analoga, anche se più blanda. 

La direzione di crescita della criniera nel cavallo scuderizzato, è spesso influenzata dalle cure di noi umani. Una criniera lasciata crescere naturalmente spesso pende un po' da un lato e un po' dall'altro, non in modo omogeneo. Siccome questo è considerato antiestetico, si tende sempre a spazzolare la criniera dal lato in cui cade maggiormente, di conseguenza avremo una criniera che cade completamente da un lato.

Protegge contro gli insetti?

La criniera comunemente cresce cadendo da una sola parte del collo, o anche cadendo un po' da una parte e un po' dall'altra, senza coprire il collo, su ambo i lati, in modo omogeneo, quindi non protegge il collo dai morsi degli insetti poiché questi si infilano sotto, e perché un lato rimane più scoperto rispetto l'altro; quindi la teoria della criniera lunga che protegge il collo vacilla.  
La criniera esegue la sua funzione di protezione quando il cavallo scrolla il collo e la agita o semplicemente fa tremare quella zona, in quell’occasione funge come la coda, per scacciare; anche se non colpisce con decisione come fa la coda, le mosche reagiscono al movimento, allontanandosi.
C’è da sapere che le mosche hanno una percezione del movimento estremamente sensibile, di conseguenza un minimo movimento è sufficiente a farle spostare se poggiate. Quando invece si attaccano, come fanno anche i tafani quando succhiano il sangue, per scacciarle non basta scrollare. 
Di conseguenza che la criniera è lunga, corta o a spazzola non fa molta differenza proprio perché la protezione la offre quando viene agitata, e non se copre o meno il collo. 

Protegge contro l'acqua? 

Un’altra funzione di protezione, sempre teoricamente parlando, è quella di far scivolare più rapidamente l’acqua dal collo del cavallo in caso di pioggia. La teoria potrebbe essere valida nel caso di una criniera folta che cresce su entrambi i lati del collo, ma quando abbiamo di fronte una criniera che cresce solo da un lato del collo, la teoria vacilla poiché si ha sempre una parte coperta e l’altra no, inoltre la forma del collo del cavallo non consente un accumulo d’acqua, poiché con crini lunghi o corti l’acqua scivola dal collo come fa su un tetto a spiovente. Inoltre il pelo del cavallo permette naturalmente all'acqua di scivolare, con o senza criniera.

Criniera, contro vento e freddo? 

Ancora una teoria sulla criniera lunga è quella di protezione dal freddo, dal vento e dal ghiaccio, ma in ogni caso torniamo sempre alla questione che nella maggior parte dei cavalli un lato è coperto e l’altro no. 
La protezione contro il freddo però può funzionare quando i cavalli, mettendosi in gruppo per riscaldarsi l’un l’altro, mettono sul lato esterno la parte su cui crescono i crini, ed al lato interno la parte per così dire nuda. Il collo è una delle zone dalle quali il cavallo disperde calore quando necessario, in quanto da li passano, anche piuttosto in superfice, due grandi vene, l'arteria giuguale, e la carotide giuguale. Eppure con il freddo i cavalli mettono su un bel pellicciotto che protegge adeguatamente contro il freddo e le intemperie, cresce su tutto il corpo, compresa la zona del sotto la criniera. I cavalli sono infastiditi dal vento, che riesce anche a penetrare sotto la pelliccia, ma trovano un posto un po' più riparato, o si mettono in gruppo. Di certo non sarà la criniera a proteggerli, anche perchè questa non copre tutto il corpo, come invece fa il pellicciotto.
Di conseguenza anche questa teoria vacilla.

Sono teorie per spiegare la criniera è lunga. 
Nella realtà però la criniera, se non curata, difficilmente arriva a coprire il collo del cavallo con la stessa lunghezza e spessore in modo uniforme, inoltre è talmente facile che si spezza che potrebbe non servire a chissà cosa, e quindi non è un dramma se viene accorciata o si spezza drasticamente.
Mettendo a confronto dei peli realmente utili, tipo le vibrisse, e dei peli che hanno un’utilità minore, quelli della criniera appunto, è facile notare come le vibrisse anche quando sono lunghe difficilmente si spezzano con una grattatina vicino la staccionata, la criniera invece quando è lunga basta quella stessa grattatina alla staccionata per spezzarla con facilità, di conseguenza l’uno è meno importante dell’altro a fini pratici poiché la natura rende resistente ciò che ti serve maggiormente. 
Un’altra cosa da osservare è che la criniera è solitamente doppia e folta dall’attaccatura fino a pochi centimetri sotto, e ci sono molti peli che non crescono oltre una certa lunghezza rispetto agli altri, di conseguenza la lunghezza utile a fini protettivi non è quella della ciocca più lunga, ma quella costituita da tutti quei peli che non crescono più di tanto.
L’unica teoria attendibile quindi è quella di protezione contro le mosche quando viene agitata, le altre sono teorie un po' meno attendibili, specialmente quando abbiamo di fronte un cavallo con la criniera spezzata o tagliata e che vive sano e sereno, proprio come uno con la criniera che ricopre tutto il collo.

C'è anche da dire che il cavallo scuderizzato che conosciamo oggi e lontano secoli dal cavallo selvatico da cui ha avuto origine, non è escluso che la criniera oggi ha perso parte della sua funzione di allora, ma anche questa è una teoria.


Domande frequenti


Il lato di crescita della criniera indica se il cavallo è mancino o destrorso, soffre di problemi muscolati al collo, o indica  su quale lato poggiava nell’utero materno?

Assolutamente NO. Questa è solo una delle tante leggende metropolitane. Il lato di crescita della criniera è influenzato da quale parte crescendo i crini cascano poiché più spessi e pesanti da un lato piuttosto che dall’altro. Se viene rasata ed i peli crescono nuovamente cascando dalla medesima parte è perché dopo alcuni anni il follicolo pilifero tende a dare quella direzione.
I folicoli piliferi sono superficiali, costituiscono la pelle, e non si ancorano a nervi, legamenti o muscoli del collo. 
Il lato della criniera può tranquillamente essere cambiato semplicemente spazzolandola, e ciò non darà alcun disturbo al cavallo.
Non è raro vedere cavalli, la cui criniera viene trascurata, vederla che cresce su entrambi i lati o alcuni tratti pendono a destra ed altri a sinistra.
Il lato della criniera dunque non ha nulla a che vedere con situazioni prenatali o cerebrali, tantomeno problematiche muscolati. 

Quando la criniera viene tirata il cavallo avverte dolore?

La criniera non è sensibile come il nostro cuoio capelluto. Quando si pensa a dover tirare o strappare la criniera, subito viene in mente che male fa quando ci tiriamo i capelli per sciogliere un nodo con la spazzola.
La criniera del cavallo non è così sensibile. Le terminazioni nervose sono minime, solitamente una certa sensibilità c’è nella zona dietro le orecchie, in uno spazio che varia dalle 2 alle 4 dita, alcuni anche in prossimità del garrese. Naturalmente la soglia di sensibilità è soggettiva, ci sono cavalli che in quelle zone sono restii allo strappo ed altri che restano sereni. In assenza di traumi, ad esempio botte o tagli, la sensibilità è nulla per tutto il resto della criniera e quindi questa viene strappata senza provocare dolore al cavallo. 

Quando è preferibile tagliare anziché strappare?

Un cavallo che ha una criniera molto sottile e poco folta, per evitare di lasciarlo spelacchiato, poiché strappando il crine viene eliminato, tagliando invece viene accorciato ma quello che è li rimane, è consigliato tagliare.
Anche ai cavalli restii allo strappo è più comodo tagliare anziché iniziare una guerra con inutile dispendio di energie, che finirà sicuramente con un umore pessimo sia per il cavallo che per l’incaricato alla criniera, ed un lavoro mal eseguito. 


Quando è preferibile strappare anziché tagliare?

Strappando la criniera viene accorciata ed allo stesso tempo sfoltita poiché i crini vengono eliminati. In caso di criniera molto folta è preferibile strappare anziché tagliare. In alternativa si può sfoltire con uno sfilzino.


Voglio eliminare tutta la criniera! Taglio o strappo?

Quando si ha l’esigenza di rasare a zero la criniera del cavallo, questa va rasata con una tosatrice (manuale o elettrica che sia) o tagliata, mai strappata. Se questa viene strappata non ricrescerà in modo uniforme, ed in certi punti, naturalmente dipendentemente dalla qualità e dallo stato del folicolo pilifero, potrebbe non ricrescere, lasciando così il cavallo con una brutta criniera. 
Tagliandola e seguirla man mano durante la crescita, si otterrà una riniera più curata. 


Perché rasare a zero la criniera?

Ci sono diversi motivi per eliminare la criniera, ad esempio si fa una tosatura completa e visto che non è granché si taglia via anche la criniera. Questa è molto sciupata, è strappata in molti punti ed in altri è ridotta al minimo, è decisamente troppo sottile e fragile. Per motivi estetici e pratici perché la si vuole il più corta possibile. Sono tanti i motivi per i quali si opta per un taglio decisamente drastico.
Surclassando i motivi estetici e pratici per i quali si preferisce una criniera rasata a zero, ma prendendo in considerazione quelli di necessità, la rasatura della criniera è una pratica diffusa per rinvigorire un po’ la criniera e dare così l’opportunità di ricrescere meglio rispetto a prima. Tagliandola a zero viene praticamente ripulita e questa ricrescerà poco a poco ma uniformemente e di solito un po’ più spessa. Ovviamente toccherà prendersene cura per evitare di ritrovarsi nuovamente nella medesima situazione.
Anche in caso di dermatiti piuttosto importanti, funghi, o altri problemi di pelle, o anche ferite, eliminarla permette di trattare meglio il problema. 


Quando rasare la criniera a zero?

Il periodo ideale in cui fare questa operazione è quello della muta, ossia quel periodo in cui il cavallo cambia il pelo da quello estivo a quello invernale e viceversa. 
Con la muta invernale si stimolerà una crescita più folta.
Con la muta primaverile invece una crescita più rapida. 

In quanto tempo ricresce la criniera?

Non esiste un tempo standard nella crescita della criniera, che sia essa rasata a zero, tagliata o sfoltita. Ogni cavallo ha un tempo di crescita dei crini soggettivo, come per noi umani i capelli. Ad alcuni cavalli cresce di una decina di centimetri in un paio di mesi, ad altri invece trascorrono anche sei mesi e non cresce granché.


Cosa influenza velocità di crescita, spessore e lunghezza dei crini?

La genetica. Queste qualità sono influenzate sostanzialmente dalla genetica, ed in secondo piano dalle cure che vengono dedicate. Se abbiamo ad esempio un cavallo i cui genitori hanno una criniera folta lunga e che cresce rapidamente, con molta probabilità anche il figlio ha la stessa caratteristica. Stesso discorso se abbiamo un cavallo con crini sottili, che non sono mai cresciuti più di tanto e ci mettono un sacco di tempo a prendere anche solo pochi centimetri.
Le cure che vengono riservate alla criniera influenzano si lo stato, ma non sono decisive. Spazzolare, assicurarsi che i crini siano nutriti usando olii, addirittura c’è chi inserisce nella dieta integratori (sempre con consiglio veterinario). Queste e tante altre attenzioni aiutano, ma non possono alterare ciò che la genetica ha stabilito.

Cavallo scuderizzato

Il compito della criniera dal punto di vista estetico


Tutto a prescindere dal fatto che si decide di avere una criniera corta o una lunga, la criniera deve stare in ordine e valorizzare il cavallo.

La criniera ha il compito di valorizzare esteticamente un cavallo, di dargli un tono e di mettere in risalto i suoi punti di forza fisici.

I cavalli da show ad esempio hanno una criniera lunga, curata e spesso sfilano con una criniera decorata di nastrini, trecce, glitter e chi più ne ha più ne metta, e ciò per dargli quell’aspetto scenico, sontuoso da cavallo da Show Equestre.

I cavalli da esposizione invece hanno un taglio spesso più naturale che metta in risalto le caratteristiche della razza, anche come lunghezza ed aspetto volutamente tipico della criniera, naturalmente in modo ordinato e non selvaggio.

Ad esempio il cavallo arabo da esposizione ha una criniera lunga da coprire il collo tagliata in diagonale e con uno spazio rasato dietro le orecchie di circa 20 centimetri o anche poco più, il ciuffo scende naturale. Quel tipo di taglio da raffinatezza al cavallo accentuandone l’eleganza e mettendo in risalto il bel collo affusolato. La coda viene tagliata diagonalmente quando lunga così quando il cavallo sfila nella tipica posizione con la coda alta, i crini risultano paralleli al terreno, e non obliqui. Se corta viene lasciata naturale.








Gli Gipsy Vanner invece vengono presentati con una lunghissima e folta criniera che spesso arriva alla spalla e oltre, ed un lungo ciuffo che cade sul muso, e ciò per mettere in risalto la caratteristica della razza che è quella di avere peli e crini molto lunghi e folti. Anche i peli che ricoprono gli zoccoli sono ben curati poiché caratteristici.












I cavalli da competizione invece la portano corta poiché è più pratica sia nella toelettatura quotidiana che quando bisogna fare acconciature come i bonbon tipici nel dressage, una criniera corta inoltre valorizza il collo del cavallo poiché non lo nasconde come fa una criniera lunga, inoltre la criniera corta è più sicura poiché non rischia di impigliarsi tra le mani del cavaliere e le redini.
In sport come corse al galoppo, cross-country, polo (dove il più delle volte è totalmente rasata), la criniera corta è preferita da moltissimi cavalieri proprio per motivi non solo pratici ma di sicurezza.


Voglio la criniera corta, come scelgo la lunghezza?


La criniera quando viene accorciata non viene fatta con una lunghezza a caso, ma con una lunghezza tale che mette in risalto il collo del cavallo ed allo stesso tempo lo fa risultare armonico con tutto il corpo.
La lunghezza base è di circa 3-4 dita, o più precisamente 1/3 della larghezza del collo.
Per avere un’idea concreta, dividiamo il collo in 3 parti, seguendo la divisione “naturale” che balza all’occhio.

La parte a cui si attacca la criniera
La parte centrale, che è la più larga
La parte sottostante ossia la gola
Icaro, criniera corta delle giuste dimensioni. Foto protetta da Copyright.

La criniera seguendo lo standard standard deve coprire completamente la parte superiore, quella da dove nascono i crini, e magari poco più giù coprendo di pochissimo la parte centrale. E questo è per un cavallo dal collo di dimensioni standard o leggermente sottile.

Con un cavallo dal collo massiccio invece, la criniera viene tenuta più lunga, sempre seguendo la regola spiegata in precedenza, ma coprendo la parte centrale anche per metà o poco meno. In questo modo il collo è ben evidenziato, ma senza risultare troppo grosso e sproporzionato rispetto al corpo, e la criniera non da l'impressione di "pelata".

Detto ciò non esiste una lunghezza precisa in centimetri per tutti i cavalli, quindi se ad uno la si tiene di 6, ad un altro di 15 e ad un altro ancora di 24 non è errore. Bisogna regolarsi in base al collo ed al fisico del cavallo e non ai centimetri del righello poiché la criniera deve risultare precisa ed armoniosa all’occhio, deve valorizzare il cavallo. 


E la coda?


La coda non viene mai accorciata al di sopra dei garretti, tranne per alcune razze in cui la coda corta è caratteristica, o per le attività in cui la coda corta è più comoda, per manutenzione e per sicurezza. 
La coda il più delle volte viene lasciata alla lunghezza naturale, e la più lunga viene tenuta all’altezza dei nodelli, in modo da non strofinare per terra, altre volte viene accorciata maggiormente, ma appunto una coda che non arriva ai garretti viene spesso evitata.

Questa non sempre viene tagliata, dipende da come si presenta. Se la coda non è molto folta e nemmeno troppo lunga viene lasciata scendere con la sua forma naturale poiché un qualsiasi taglio risulterebbe poco evidente e quindi inutile. Quando invece è una bella coda folta viene tagliata eliminando la parte più sottile che la fa scendere con una punta, in modo da averla parallela al terreno. In cavalli che hanno la coda più alta, o che sfilano alzandola, la coda viene tagliata in diagonale, in modo da avere i crini paralleli al terreno quando questi la alzano.

La coda viene sempre è solo tagliata, mai strappata come si fa con la criniera. 



In conclusione, l’aspetto del cavallo è molto importante e non andrebbe trascurato, specialmente se non è il cavallo da giardino ma ha una certa “vita mondana” e quindi deve fare una bella figura anche con un aspetto curato.
Di certo al cavallo poco importa se ha il taglio di criniera più bello della scuderia, ma di certo non disprezza le attenzioni che gli vengono riservate durante la toelettatura, che sia quella occasionale quando va acconciato che quella quotidiana per una spazzolata.

Curiosità


La criniera oltre ad essere anche quell’elemento che distingue un mantello dall’altro, ad esempio il baio ha corpo marrone e crini neri, mentre il palomino ha corpo ocra e crini bianchi, è anche una vera e propria caratteristica di una particolare razza di cavallo, il Fjord.
La criniera del Fjord è molto particolare poiché le parti esterne sono bianche, mentre quella centrale è nera. Anche la coda ha due colori, nero e bianco, ma le ciocche sono mescolate.
Per far risaltare questa caratteristica la criniera viene tenuta a spazzola poiché crescendo i crini bianchi e neri si sovrappongono e si mescolano sembrando una comunissima criniera con ciocche di due colori differenti mescolate, e perdendo all’occhio il caratteristico distacco.


Il doppio colore è presente con tutti i mantelli del Fjord, tranne col Kvit, l’equivalente del cremello o del perlino, un mantello totalmente bianco.

Questa particolare criniera permette di giocare con le forme per un aspetto sempre diverso e stravagante.




Testo protetto da Copyright ©
Il presente testo è proprietà di Lisiana Patalano
Qualsiasi duplicazione senza consenso dei testi contenuti in Il Cavallo – Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano è illegale e punibile con la legge

I post più letti

Limite di peso

Gasterophilus

Gonfiore degli arti

Puoi contattarmi qui

Nome

Email *

Messaggio *