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Il collo rovesciato, o collo rovescio o collo da cervo

Il collo rovesciato, o collo rovescio o collo da cervo

collo rovesciato, collo rovescio

Con collo rovesciato, o anche collo rovescio o collo da cervo, si definisce il collo del cavallo quando questo presenta un vistoso sviluppo dei muscoli della zona ventrale del collo. Tale conformazione si nota non solo quando il cavallo alza la testa, in questo caso diventa più vistoso per via della tensione muscolare nella postura, ma è ben visibile anche quando è piazzato, in posizione di riposo o con la testa bassa poiché la muscolatura così sviluppata non necessita di posizione che la evidenzi per saltare a l’occhio.

 Zona ventrale: dalle parti della gola

Zona craniale: dalle parti della criniera

In condizioni normali i muscoli ventrali del collo sono più o meno vistosi quando il cavallo alza la testa, ed è normale; un cavallo con collo da cervo presenta tali muscoli vistosi sempre.

I muscoli della zona ventrale del collo principalmente sviluppati sono lo sternomandibolare (superficiale), il muscolo cutaneo del collo (superficiale), sternoioideo (profondo), sternotiroideo (profondo), omoioideo (profondo). I muscoli con i quali questi si fondono o sui quali poggiano, o che comunque sono coinvolti nel movimento del collo sono anch’essi influenzati per quel che riguarda lo sviluppo e la meccanica.

 Il collo è indispensabile per il corretto movimento del cavallo, di conseguenza anomalie strutturali, disomogeneità nello sviluppo, rigidità nei movimenti non vanno sottovalutate poiché influiscono non solo sulla qualità del lavoro, ma anche sulla qualità della vita del cavallo.

Il collo da cervo è considerato un difetto di conformazione, tuttavia è realmente un problema nel momento in cui la muscolatura così costruita causa problemi nell’omogeneo e corretto sviluppo muscolare con conseguenti problemi posturali, i quali influiscono anche sulle articolazioni delle vertebre cervicali. La muscolatura va valutata sempre nel suo insieme, quella del collo influenza direttamente la muscolatura degli arti anteriori e della schiena, e la schiena influisce sul posteriore, per questo una postura e una conformazione non ideale del collo è negativa anche per la schiena e per gli altri. Il collo da cervo porta il cavallo a muoversi con la testa in alto, e ciò può provocare un mancato o errato impegno dei muscoli del tronco, con disimpegno del posteriore e carico eccessivo su l’anteriore, con la conseguenza non solo di rigidità muscolari, ma anche di infiammazioni tendinee e articolari.

Il collo da cervo è sia una questione di naturale conformazione fisica, ed in questo caso non è un reale e grave problema, che di errato sviluppo della muscolatura. Nel secondo caso solitamente si verifica quando viene eseguito un lavoro in sella non adeguato, o il cavallo è costretto a lavorare fronteggiando un disagio fisico, o anche psicologico, che lo porta a muoversi male. Non sono comunque esclusi dal problema cavalli che non vengono montati o che non lavorano granché. Un’errata postura non è solo dovuta al lavoro non corretto, ma è anche conseguenza di situazioni che portano il cavallo a muoversi in modo errato. I motivi di ciò sono vari, da infortuni e zoppie di varia natura anche di minima entità che hanno causato rigidità più o meno dolorose e mai o mal risolte, a problemi nel coordinare i movimenti e distribuire il peso, e le cause di ciò sono altre ancora. Per questo quando si incontra un cavallo che presenta uno sviluppo muscolare errato e disomogeneo, è sempre opportuno andare anche oltre al come viene montato ed al come lavora poiché la causa del problema non è sempre e solo quella, tale faccenda richiede dunque di un’analisi più attenta, sia fisica che comportamentale del cavallo.

Psicologia 

I cavalli con la tendenza ad alzare la testa durante il lavoro sviluppando così più facilmente la muscolatura rovesciata sono solitamente cavalli molti nervili, caldi per quel che riguarda la sensibilità agli aiuti e con la tendenza a sottrarsi e scappare dalla pressione, ma anche cavalli per natura particolarmente ombrosi e con la tendenza generale alla fuga hanno spesso questo atteggiamento. Collo alto e rigido, tendenza ad andare sopra la mano o sotto la mano. Da notare che quando il cavallo è in allerta e scappa da qualcosa lo fa con la testa alzata. Questo comportamento naturale si presenta anche quando il cavallo vuol scappare dal cavaliere poiché non è sereno con lui o ciò che sta facendo lo turba.

In questi casi il problema potrebbe essere legato ad un disagio fisico della struttura stessa o causato dai finimenti, potrebbe trattarsi di un lavoro lacunoso e mal svolto in precedenza e dunque è necessaria una corretta rieducazione. Il cavallo non fa qualcosa perché così ha voglia di fare, ma c’è sempre una causa da qualche parte, e se non è il cavaliere la causa può anche essere una vecchia situazione fisica o psicologica mai superata né risolta, problemi nell’addestramento, o un particolare come il sottopancia troppo stretto o i montanti mal regolati, per esempio.

In caso di cavalli in apprendimento è importante essere chiari e lavorare in modo tale da non rendere il lavoro spiacevole evitando di dargli motivi per andare in difesa alzando la testa, e se già lo fanno, trovare ed eliminare le cause e lavorare in modo da non consolidare questo comportamento o almeno fare in modo di contenerlo. Non si tratta solo di una questione di aspetto esteriore del cavallo o di comodità e sicurezza per il cavaliere, ma è principalmente una faccenda legata al benessere fisico del cavallo.

La pressione, è bene saperlo, non è solo e soltanto quella delle mani, ma anche quella dell’assetto e quella emotiva. Il cavallo quando alza la testa e comincia ad accelerare l’andatura sta manifestando la sua intenzione a sottrarsi alla pressione esercitata dal cavaliere, questo comportamento si può verificare non solo in sella, ma anche alla longia, in casi di cavalli particolarmente sensibili e ombrosi presi in modo soggettivamente forte, anche nel lavoro in libertà. Non è un caso che molto spesso, quando bisogna risolvere o quantomeno arginare il problema della testa al vento, è meglio evitare la costrizione meccanica con strumenti abbassatori o che esercitano una pressione alla quale il cavallo è costretto a piegarsi, ma è più producente lavorare anche su l’equilibrio e la coordinazione fisica, e sulla fiducia e la serenità del cavallo durante il lavoro affinché non sia spinto a sottrarsi ad esso, in questo caso specifico alzando la testa, ma accetti di collaborare consapevole che la situazione non è fonte di disagio. Impossibile costruire o rimodellare la muscolatura con la forza e la tensione fisica, il cavallo deve lavorare sereno senza irrigidirsi, senza costrizioni che peggiorino il suo disagio, se ciò non avviene con il tempo magari si risolve un problema ma se ne crea certamente un altro.

Una volta che il cavallo ha imparato a non temere il cavaliere, sia questo in sella che da terra, e a non temere la pressione esercitata, utilizzare strumenti la cui pressione statica invita il cavallo a mantenere la testa bassa può essere d’aiuto, anche se non è indispensabile. Gli strumenti devono essere regolati in modo tale da non causare disagio durante la loro azione tramite pressione statica ed essere adoperati da chi sa cosa sta facendo, come utilizzarli e sa anche valutare realmente come e fino a che punto può lavorare con quel cavallo senza ritrovarsi punto e a capo o peggio di prima.

Rieducare un cavallo non è generalmente semplice, rimodellare la muscolatura è un lavoro impegnativo e minuzioso.

 Gli strumenti possono essere un aiuto al cavaliere competente nel momento in cui il cavallo impara a cedere e a non scappare né sottrarsi, se però ciò non avviene imboccature severe, strumenti abbassatori vari, utilizzati prima del tempo o utilizzati nel tentativo di porre rimedio o di tamponare la situazione non faranno altro che peggiorare la faccenda. Il cavallo potrà temporaneamente cedere, semplicemente perché non ha alternative, ma nel momento in cui verranno tolti o la pressione allentata, il problema sarà peggiore rispetto a prima. C’è anche il rischio che il cavallo piuttosto che cedere preferisca una battaglia di forza nella quale rischierebbe di farsi male. Fisico e mente sono un tutt’uno, costringere il fisico senza convincere la mente è improduttivo. Convincere la mente e lavorare sul fisico è la strada giusta. Essendo ogni cavalli un soggetto unico bisogna avere la sensibilità e la tecnica di adattare il lavoro ad ogni cavallo e anche giorno per giorno con lo stesso cavallo.

 Purtroppo quella della testa alta, qualunque sia la sua causa radice, è una faccenda che si può ripresentare nel tempo anche quando sembra esser sparita come vezzo. Non sempre l’abitudine si può cancellare definitivamente, come già spiegato il cavallo ha motivazioni psicologiche per farlo, quindi è un comportamento legato non solo al fisico ma anche alla mente. Quando poi il collo da cervo c’è per naturale conformazione bisogna prestare maggior attenzione alla ginnastica per lo sviluppo muscolare. Con il corretto lavoro si può contenere il difetto e costruire la muscolatura in modo equilibrato e con l’elasticità ottimale che si conviene ad un buon fisico.

C’è però da dire su l’operato del cavaliere per quel che riguarda questo problema. La maggior parte dei cavalli con collo rovescio lo hanno perché sono stati, troppo spesso e per troppo tempo, lavorati male. La pressione e l’assetto, quando tutto ciò è eccessivo ed errato. Non c’è da stupirsi che il cavallo farà il possibile per sottrarsi alla causa del disagio, e lo farà anche il più ben addestrato cavallo in un modo o nell’altro. Evitare di cavalcare aggrappati alle redini, poco importa se lo strumento utilizzato è una side-pull o un morso, cavalcare aggrappati alle redini o tirare con forza non va bene e fornisce al cavallo un valido motivo per sottrarsi alla pressione di mano alzando la testa e mettendo il naso al vento o facendo l’opposto, mettersi in iperflessione. Anche la posizione delle mani è importante, queste portate troppo in alto o troppo in basso, accompagnate da una presa ferrea e assoluta staticità, o eccessiva attività, stimolano il cavallo a liberarsi da esse. Le mani, ancor prima che esser posizionate come da manuale, vanno posizionate e utilizzate secondo l’esigenza e la risposta del cavallo. Anche l’assetto va corretto, cavalcare seduti come in poltrona, o al contrario, rigidi come dei manici di scopa, o pesanti come dei sacchi di patate, causa cattivo equilibrio al cavallo e spiacevole pressione sulla schiena, questa pressione causa fastidio o anche dolore ed il cavallo può decidere di liberarsene. L’assetto deve essere in equilibrio, naturalmente dritto e morbido, dinamico da poter accompagnare il cavallo e cambiare in base alle esigenze. La pressione emotiva è molto importante, il cavaliere deve infondere sicurezza e coraggio al cavallo, autorità se necessario a ma senza esser causa di paura, la quale alimenta il naturale istinto di fuga e porta il cavallo a scappare dal cavaliere e sottrarsi ad esso. Anche cavalcare timorosi può esser causa per il cavallo di ansia durante il lavoro, per questo il cavaliere deve montare sereno.

Muscoli rovesciati, tra naso per aria e iperflessione

Non solo il naso per aria, faccenda che riguarda il cavallo che lavora sopra la mano, ma anche iperflessione, lavoro che riguarda il cavallo che lavora sotto la mano. Il collo rovescio parte dal collo che viene alzato dritto e rigido. In entrambi i casi la muscolatura del collo è eccessivamente sviluppata nella zona ventrale. Nel caso del cavallo sopra la mano si noterà la zona craniale del collo molto scarsa. Nel caso del cavallo sotto la mano la muscolatura nella zona della nuca sarà anch’essa eccessivamente sviluppata, mentre il resto dei muscoli della zona craniale del collo poco sviluppati.

Collo da cervo, quando è naturale conformazione fisica e quando non lo è

Il collo da cervo non è solo conseguenza di un lavoro mal svolto ma anche dovuto ad una naturale conformazione fisica.

Nel caso di un lavoro mal svolto o come conseguenza di altri problemi, la muscolatura ventrale del collo è eccessivamente sviluppata, mentre quella della zona craniale del collo e scarsamente sviluppata o non lo è per nulla, presentandosi piatta, in caso di iperflessione aggiunta al collo alto e rigido avremo la zona della nuca eccessivamente sviluppata. Per via di ciò l’incollatura può anche apparire sproporzionata rispetto al corpo o unita ad esso in modo disarmonico. I muscoli laterali del collo sono disomogenei, si notano zone con maggior tono e zone con tono minore, al tatto ancor più che all’occhio. Il collo è rigido e molti movimenti vengono eseguiti con difficoltà o comunque si nota la scarsa elasticità. Oltre al collo in molti casi si notano anomali anche nella muscolatura di tutto il corpo, i muscoli della schiena e dell’addome sono poco sviluppati, così anche quelli del petto e dei posteriori, rigidi o poco elastici. I muscoli degli arti anteriori invece presentano stress da sovraccarico, anche questi rigidi ma molto spesso più pieni dei muscoli dei posteriori. Muovendosi il cavallo avrà la testa alta con collo rigido in alto, la schiena vistosamente insellata l’addome cadente, o la schiena dritta e rigida, il posteriore non portato sotto la massa e si muoverà pesando sulle spalle, queste saranno rigide nei movimenti. È comune anche, e si nota molto al passo, un movimento basculante del collo minimo o parziale, ovvero, il cavallo non bascula con l’intero collo e con il normalissimo movimento “su e giù” regolare, ma dalle spalle a metà collo è come bloccato, e dalla metà fino alla testa il movimento ondulatorio è svelto ma manca di elasticità e regolarità. Ha difficoltà a mettersi rotondo, ancor più riunito. Se ancora la muscolatura non è deformata, un cavallo che si muove come sopra descritto la deformerà sicuramente. Doveroso porre rimedio con il corretto lavoro posturale, non trascurare gli zoccoli poiché problemi ai piedi risalgono verso gli arti e influiscono su collo e schiena, di grande aiuto associato ad un lavoro mirato a risolvere rigidità e disfunzioni è l’intervento di un professionista in grado di risolvere rigidità e disfunzioni fisiche. Molto importante è anche lavorare sul comportamento e la psiche del cavallo. Indispensabile un cavaliere capace per svolgere tale lavoro, e un cavaliere capace per montare affinché il cavallo non cada nuovamente nel problema.

Un collo da cervo naturale invece è proporzionato al resto del corpo e si congiunge ad esso senza creare disordine nell’armonia fisica complessiva del cavallo. La muscolatura del collo è piena, accentuata ventralmente, ma cranialmente e lateralmente la muscolatura è formosa e riempie il collo il quale alla vista e al tatto è omogeneo, quando si muove bascula con l’intero collo, inoltre mettersi rotondo o riunito, nonostante la conformazione fisica del collo, gli riesce senza disagio. Il cavallo ha una buona elasticità del collo, del tronco, degli arti, si muove in modo equilibrato, anche armonico, proprio come un qualsiasi cavallo dalla buona struttura fisica ed il corretto sviluppo muscolare. Ha solo il collo da cervo, ma nel suo caso è naturale. Con i cavalli che hanno questa naturale conformazione del collo è sempre opportuno eseguire esercizi non solo per mantenere il fisico in condizioni ottimali, come per tutti i cavalli, ma anche per non accentuare tale forma. Molto utili gli esercizi di allungamento e lavorare in distensione. Assolutamente sconsigliato lavorare il cavallo con la testa alta, il naso per aria o iperflesso in entrambe le posture, collo alto e rigido o collo basso e rigido. Un cavallo che presenta il collo da cervo per naturale conformazione può essere anche lui rovinato fisicamente accentuando la forma del collo fino a farla diventare un problema che coinvolge, direttamente e indirettamente, tutta la struttura, o al contrario, altri problemi fisici possono influire sul collo, dunque il fatto di averlo per naturale conformazione non significa che non possa diventare un problema, anzi è motivo di maggior cura per il corretto sviluppo muscolare.


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Il Cavallo - Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano.
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