Collo rovesciato

Collo rovesciato 




Uno dei tanti problemi muscolari che colpiscono il collo è la muscolatura rovesciata, anche comunemente conosciuta come collo a rovescio, o collo da cervo.

È una situazione molto frequente.
La causa è l’errato modi di lavorare il cavallo.
Il cavallo che sviluppa una muscolatura del collo rovesciata, lavora tendenzialmente sopra la mano, ovvero, con la testa per aria. Questa tendenza ha diverse cause, che vanno dall’azione del cavaliere, ad altre problematiche fisiche del cavallo.

Il cavallo che lavora con “la testa per aria”, o meglio definito “sopra la mano”, assume una posizione in cui il muso non è perpendicolare al terreno, come dovrebbe essere per sviluppare correttamente la muscolatura in un lavoro con cavallo “nella mano”, ma è buttato verso l’alto. Il collo non si distende in avanti, ma è eccessivamente in alto e indietro verso il cavaliere.

Lavorare il cavallo in questo modo gli causerà lo sviluppo della muscolatura a rovescio.
In parole semplici i muscoli del margine inferiore del collo (zona gola) sono più sviluppati rispetto ai muscoli del margine superiore del collo (zona criniera). Spesso i muscoli centrali del collo sono sviluppati in modo disomogeneo, e presentano rigidità, anche importanti.

I muscoli impiegano molto tempo a cambiare forma, ciò significa che una muscolatura mal sviluppata non si presenta nel giro di una settimana, ma occorrono mesi di continuo ed errato lavoro.

Proprio per evitare problemi, i cavalli della scuola, che lavorano con cavalieri inesperti che devono imparare, dovrebbero essere regolarmente ginnasticati da cavalieri più esperti, che sanno come farli lavorare correttamente, prevenendo così molti problemi. Nel caso dei cavalli della scuola dunque, il problema non sono i principianti che stanno imparando, ma le piccole attenzioni non date ai cavalli che svolgono l’importante compito di cavalli della scuola, che tanto lavorano e purtroppo tanto sono trascurati.
Il collo rovesciato non è innocuo, anzi un cavallo col collo rovesciato spesso tende a non lavorare correttamente con la schiena, specialmente se il collo in quello stato è causato da un errato modo di lavorare prolungato nel tempo, e quindi il problema che è del collo, si riflette sulla schiena, causando dolore e col tempo il cavallo può diventare insellato. Siccome una cosa trascina l’altra, non è escluso che il cavallo non spinge con i posteriori, ma se li trascina, e quindi impara a tirare con gli anteriori ed è buttato sulle spalle, ciò sovraccarica la struttura, con conseguenti rigidità, dolori e talvolta infiammazioni, tutto ciò si manifesta in con poca elasticità, rifiuti ed anche zoppie. Di conseguenza avremo un cavallo che non lavora correttamente, sviluppando così male ed in modo disomogeneo la muscolatura.

Ciò purtroppo porta a dolori muscolari e contratture. In casi gravi possono essere coinvolte anche le articolazioni.
Alta cosa fastidiosa, è che quando si monta un cavallo col collo rovescio, questo ha la testa per aria, e per il cavaliere diventa difficoltoso controllarlo, scombinerà la postura del cavaliere, e quindi ci sarà un lavoro scorretto da parte del cavallo e del cavaliere.

Per risolvere questo problema bisogna rassettare tutto il lavoro mal svolto in precedenza, e iniziare a lavorare il cavallo correttamente, con pazienza, rieducarlo o educarlo da zero a lavorare correttamente. Un lavoro indirizzato alla rieducazione della postura.

Oltre alla ginnastica, da terra ed in sella, molto spesso l’intervento di un osteopata, un fisioterapista, ed accompagnare la ginnastica attiva al massaggio muscolare e manipolazoni periodiche, aiuta, proprio perché la condizione del cavallo è accompagnata da rigidità, blocchi e talvolta cattivo allineamento articolare, tutte situazioni che vanno risolte per avere risultati ottimali, e per migliorare il benessere fisico, ed anche psicologico, del cavallo.

È un lavoro lungo, e prima che i muscoli cambino forma occorre molto tempo e lavoro, anche perché inizialmente il cavallo avrà non poche difficoltà, dunque il lavoro graduale è indispensabile.
Spesso si usano aiuti per educare il cavallo a lavorare distendendo, abbassando ed anche accorciando il collo, non è un male, a patto che gli strumenti si sa come usarli, e vengano usati quando è il momento di usarli, ma non come scorciatoia, e che dopo, quando si torna in sella, si è abbastanza capaci da non causare nuovamente il problema, ritrovandosi punto e a capo.

Tamponare il problema non è una soluzione, anzi tampona oggi e tampona domani senza risolverlo, si raggiungerà il punto di rottura e bisognerà seriamente pensare al da farsi futuro con quel cavallo.

Dal momento in cui il cavallo finalmente inizia a lavorare col collo disteso, a quello in cui i muscoli finalmente tornano ad essere armoniosi, di tempo ne passa, perciò spesso è bene fare le cose con calma, senza affrettare i tempi, ideale è educare il cavallo a lavorare correttamente e armonizzare i muscoli di pari passo.

Per certi lavori è bene prendersi tempo, e farsi aiutare da un cavaliere tecnicamente capace poiché non è un lavoro che si può fare improvvisando, il rischio di peggiorare il problema o di crearne altri con l’improvvisazione e con la mancata capacità tecnica è concreto. Bisogna imparare, ma per sistemare un cavallo fare gli autodidatti non è mai una saggia decisione, meglio farsi aiutare.

Quando il cavallo manifesta paura per l’imboccatura, bisognerà anche lavorare su questo punto, affinché il cavallo non tornerà a lavorare sopra la mano per sottrarsi all’azione della mano del cavaliere. Per risolvere il problema della paura dell’imboccatura, non sempre basta toglierla, talvolta il problema è la cattiva mano del cavaliere, ed il cavallo ad una pressione eccessiva, con o senza l’imboccatura, risponderà mettendosi sopra la mano. A maggior ragione, se non si hanno ancora le giuste competenze, farsi aiutare da una persona più esperta, che possa seguire cavallo e cavaliere dal vivo, è molto importante.

IMPORTANTE SAPERE

  1. Questo problema colpisce qualsiasi cavallo, in qualsiasi disciplina sportiva, e non, e che svolge una qualsiasi attività. Il problema sta tutto nel come il cavallo viene lavorato. Che sia un cavallo di monta inglese, western, araba, un cavallo da ippica, un cavallo da passeggiatina domenicale, e tutto il resto che il mondo ha da offrire, è ininfluente. Influisce solo il modo di lavorare il cavallo. Testa per aria, alta possibilità di ritrovarsi il collo rovesciato, collo disteso e testa possibilmente correttamente sulla verticale (senza attaccare il mento al petto) ci darà un collo armonioso e non rovesciato. 
  2. Se il cavallo libero al prato spesso a volentieri corre con la testa per aria, non significa che così deve stare quando è montato. Ricorda che nel momento in cui gli saliamo in groppa influiamo sul naturale movimento ed equilibrio, quindi il cavallo deve lavorare in un certo modo per poter supportare il cavaliere. Distendere il collo porterà il cavallo a sollevare e distendere la schiena, in questo modo un qualsiasi peso sulla schiena può essere sopportato. Se il cavallo ha la testa per aria non impiega la schiena allo stesso modo, e sopportare pesi diventa più difficoltoso. Attenzione però a non insegnare al cavallo a mettere solo giù la testa, senza però impegnare schiena e posteriori.

CURIOSITÀ

Ci sono razze predisposte ad avere i muscoli sviluppati in un certo modo, ma con il corretto, e scorretto, lavoro si può influire sullo sviluppo dei muscoli, accentuando o meno una condizione naturale. Comuni gli Akhal-Teke con il margine inferiore del collo molto sviluppato, tale condizione però è una caratteristica naturale della fisionomia del cavallo.
Ma al di là delle caratteristiche fisiche naturali, è possibile allenare una qualsiasi razza, Cavallo Celeste compreso, ed influire sullo sviluppo di un collo armonioso, o disomogeneo, poiché lo sviluppo muscolare è condizionato dal lavoro che viene fatto, molto più che dalla genetica, la quale da una base, ma essendo i muscoli tessuti che possono essere modellati, la forma può essere cambiata. Naturalmente non si può influire sulle caratteristiche proprie di una razza e di come sviluppano i muscoli, ma una muscolatura armoniosa è sempre possibile ottenerla. 


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