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Il maltrattamento genetico nel cavallo - Osservazione del problema

Il maltrattamento genetico nel cavallo Osservazione del problema In collaborazione con Pillolequestri Il maltrattamento genetico nel cavallo è forse meno vistoso e frequente rispetto al maltrattamento genetico in corso ormai da anni con i cani, eppure esiste. Quando si parla di maltrattamento genetico si fa riferimento all’accentuazione esasperata di peculiarità fisiche tipiche o anche di modifiche drastiche e mal equilibrate della conformazione di una razza che causano direttamente sofferenza nel breve o medio tempo a causa dello sviluppo di patologie varie. Ciò avviene per scopi estetici e per scopi sportivi, in ogni caso per seguire la richiesta del mercato, altre volte, seppur in minoranza, per ignoranza, ed è il caso di molti allevatori amatoriali che riproducono cavalli senza avere la certezza di una sana linea genetica, mettendo al mondo così cavalli che svilupperanno problemi o afflitti fin dalla nascita da problemi evitabili poiché prevedibili. In parole molto povere e riducen

Riflessione sul problema dell’antropomorfizzazione del cavallo

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Riflessione sul problema dell’antropomorfizzazione del cavallo In collaborazione con Pillolequestri Umanizzare o antropomorfizzare, ovvero attribuire caratteristiche umane fisiche e psicologiche, in questo caso ai cavalli, è uno dei più diffusi problemi odierni. Ciò porta voler soddisfare quelle che non sono le reali esigenze dell’animale, ad interpretare in modo errato il comportamento del cavallo e di conseguenza a interagire con lui in modo sbagliato, ciò può anche diventare causa di malessere, incidenti e gestione rovinosa. Come tutti gli animali il cavallo ha un linguaggio che utilizza con i suoi simili ed un linguaggio più versatile che adopera per comunicare con altre specie, umani compresi, in sostanza la mimica e le vocalizzazioni sono le medesime, tuttavia diventano più chiare ed espressive proprio per la necessità di farsi capire. Il linguaggio del cavallo è ricco e molto raffinato, sono tanti i piccoli gesti che spesso non vengono colti da noi umani, così il cavallo pur di

Perché il mio cavallo Ha il naso per aria?

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 Perché il mio cavallo Ha il naso per aria? Naso per aria, testa alta, testa al vento, cavallo che beve al vento sono tutte definizioni che indicano un cavallo sopra la mano. È un comportamento di opposizione con cui il cavallo manifesta il proprio disagio. Cavallo sopra la mano Un cavallo sopra la mano è difficile da mettere nella mano e da far lavorare con corretto impegno fisico e postura, non sempre agevole da controllare per via della postura e della tendenza alla fuga. È scomodo da cavalcare poiché la posizione alta e tesa del collo ha come conseguenza l’insellamento della schiena, quindi il cavallo non sostiene la sua schiena né il cavaliere in sella, tira con gli anteriori e la spinta dei posteriori è scadente. Un cavallo con la testa per aria ha anche la tendenza a scappare aumentando la velocità ma non sempre l’ampiezza della falcata, l’andatura frettolosa è scoordinata, faticosa da sostenere sia per il cavallo che per il cavaliere in sella il quale molto spesso tenta di ripr

Perché il mio cavallo Strappa le redini?

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Perché il mio cavallo Strappa le redini?   Si dice anche il cavallo "becca". È uno scenario molto comune, il cavallo tira giù continuamente la testa strappando le redini di mano al cavaliere che rischia anche di esser tirato giù o le perde dalle mani si affretta a riprenderle, così comincia una battaglia senza fine tra il cavallo che strappa le redini, il cavaliere che le tira su nuovamente magari accompagnando ciò con un tirone, una sgambata o una frustata, ed il cavallo ripete quel gesto così fastidioso, se non immediatamente dopo il gesto punitivo ed inutile, comunque la volta successiva che verrà montato.  Il cavallo in questione agisce in diversi modi, strappa le redini e prende lui il controllo, correndo, decidendo la direzione o addirittura compiendo gesti pericolosi come ad esempio le sgroppate, oppure si ferma, o se ne ha la possibilità strappa le redini per mangiare l’erba. Se è in gruppo strappa le redini e continua a seguire il cavallo davanti, o comunque lavo

L’importanza del pelo

L’importanza del pelo Il pelo non è solo una componente estetica ma è una risorsa fondamentale per il cavallo. Protegge la cute da ciò che può danneggiarla e cambia e si adatta alle stagioni per garantire al cavallo protezione dalle intemperie, dal freddo e anche dal caldo estivo, inoltre è componente indispensabile del sistema sensoriale tattile. Il periodo della muta Il pelo del mantello del cavallo è costituito da pelo ordinario e dal pelo della lana, ovvero pelo molto più corto e sottile che circonda il pelo ordinario e ne viene coperto formando così il sottopelo. Durante la stagione calda il pelo della lana è molto corto e lo stesso vale per il pelo ordinario. Durante la stagione fredda invece il sottopelo è molto più folto, ed il pelo ordinario più lungo. Si può anche notare, oltre al cambio di lunghezza, anche un cambio nell’ispessimento del pelo, infatti il pelo estivo è tendenzialmente anche più sottile rispetto al pelo invernale, e questo vale sia per il pelo ordinario che

Il sudore del cavallo

Il sudore del cavallo Il sudore è la risorsa più vistosa, ma anche quella più efficace e dispendiosa di termodispersione del complesso sistema di termoregolazione del cavallo. Il sudore serve ad abbassare la temperatura corporea. La termoregolazione nel cavallo Il sudore è prodotto dalle ghiandole sudoripare apocrine, queste producono un sudore molto ricco e rispondono al sistema nervoso simpatico. I dotti escretori si aprono nel follicolo pilifero, ciò significa che da ogni follicolo pilifero viene rilasciato il sudore. Il sudore del cavallo è ipertonico rispetto al plasma, la composizione è costituita per il 97% - 99% da acqua, la restante percentuale è composta da elettroliti e proteine, una proteina a cui prestare attenzione è la laterina, si tratta per l’esattezza di una glicoproteina ed è la responsabile dell’aspetto schiumoso del sudore del cavallo. Questo aspetto schiumoso e denso è indispensabile per permette al sudore di scivolare e spalmarsi uniformemente su tutta la pelle

Buone ragioni per non lasciare la capezza sul cavallo

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Buone ragioni per non lasciare la capezza sul cavallo Troppo spesso, ma decisamente troppo spesso viene commesso un errore apparentemente è innocuo ma che nella peggiore delle situazioni può evolversi in una tragica e spiacevole situazione. Lasciare la capezza sul cavallo quando è al paddock o quando è in box.  La capezza è uno strumento per contenere e controllare il cavallo.  Serve per tener fermo il cavallo dalla testa quando viene legato, o per poterlo scortare a mano, utilizzata anche per montare sostituendo una testiera senza imboccatura, ma non è un accessorio decorativo e può causare danni non trascurabili.  La capezza va considerata al pari di qualsiasi altro finimento, si mette quando occorre e poi si toglie.  Perché non lasciare la capezza sul cavallo quando non serve?  Rischia di rimanere impigliato, con gravi e spiacevoli conseguenze. Il cavallo libero al paddock con indosso la capezza, magari per grattarsi l'orecchio con il posteriore, o per acciuffare quel filo