I sensi del Cavallo - Il Tatto

I sensi del Cavallo

Il Tatto

 

Il senso del tatto dei cavalli è molto sensibile. Un importante organo tattile sono le vibrisse (verdi articolo precedente cliccando qui).

Anche la pelle del cavallo è un importantissimo organo tattile. Sotto di essa ci sono tantissime terminazioni nervose e recettori tattili. Ciò permette al cavallo di avvertire caldo o freddo, la superfice di un oggetto, la pressione che viene esercitata sul suo corpo, avverte quando lo sfreghiamo, lo tocchiamo in qualsiasi modo, riceve un urto.. insomma ha tutte le percezioni tattili come le abbiamo noi umani, solo che il cavallo è più sensibile anche ai piccoli stimoli, come ad esempio un morso di insetto, che noi umani non sempre avvertiamo, o lo sfioramento con un qualcosa. Questa maggiore sensibilità gli serve anche a poter salvaguardare se stesso. Non dimentichiamo che il cavallo è una preda, ed il mondo sensoriale delle prede è sviluppato per poter individuare eventuali pericoli e salvarsi la vita, quindi anche il senso tattile gioca un ruolo molto importante per la percezione dell’ambiente intorno a se.

Il cavallo, come tutti gli animali, ha zone più e meno sensibili, e circostanze in cui un certo tipo di sensibilità è maggiore o minore. Ad esempio nel periodo invernale il cavallo è meno sensibile al freddo poiché ha uno spesso pellicciotto che lo protegge. In presenza di callosità o di vecchie ed importanti cicatrici diventate ormai dure, la sensibilità è ridotta, poiché lo spesso strato di tessuto non permette la dovuta stimolazione dei recettori sensoriali.
Le zone più notoriamente sensibili nel cavallo sono la zona attorno agli occhi, il muso con particolare sensibilità delle mucose, labbra e bocca, collo, garrese, schiena, fianchi, pelle proprio sopra lo zoccolo, sotto l’addome, zona anogenitale, i quarti posteriori.

In tutte queste zone basta uno sfioramento per suscitare una reazione da parte del cavallo. Ciò è in linee generali, ci sono cavalli più o meno sensibili in queste zone ed in altre, ad esempio si possono incontrare cavalli che al contatto con il garrese non provano chissà quale grande cosa, ma sulla spalla invece apprezzano di gran lunga di più, in questo caso c’è una sensibilità differente delle zone e soprattutto una preferenza in una zona rispetto all’altra.

Il labbro e la bocca del cavallo è molto sensibile, infatti quando un cavallo tocca con labbro o mette in bocca qualcosa di caldo, freddo o che punge causando dolore o fastidio, la allontana immediatamente. Anche le imboccature influiscono moltissimo sulla bocca del cavallo, proprio per via di questa sensibilità si dice che il cavallo – ha la bocca di burro – e quindi è obbligatorio avere una mano delicata e gentile, per evitare di fargli male. Quando un cavallo ha i denti con le punte e non mangia, è un altro esempio della sensibilità che ha la sua bocca.

Il senso tattile del cavallo non gli serve solo per riuscire a vivere, ma è anche uno strumento per la socializzazione tra i vari membri del branco.

Quando i cavalli tra di loro si toccano con il muso, si leccano e si danno dei cortesi morsetti, stanno praticando l’allogrooming, ossia un grooming reciproco. È veramente molto importante per i buoni rapporti in un gruppo, per stringere e consolidare i legami, il pulirsi l’un l’altro è un modo per mantenere il benessere e la salute dell’altro individuo, e questo contatto piacevole e confidenziale stimola la produzione di endorfine, che danno una sensazione di benessere e rilassamento nell’individuo.

I cavalli già da piccoli sono abituati dalla madre a questo contatto, poiché appena nato lei li stimola toccandoli col muso e leccandoli per pulirli dalla placenta, e successivamente per mantenerli sani ed instaurare con loro un legame, che in seguito loro legheranno con gli altri membri del branco. Il cavallo inoltre cerca il contatto fisico in svariatissime situazioni, dal socializzare, dal cercare un piacevole contatto, all’essere rassicurato quando qualcosa lo spaventa. Il contatto fisico non solo gli da un senso di benessere ma anche di protezione e lo rassicura.



Il tatto, importante mezzo di socializzazione tra uomo e cavallo.


Il cavallo scuderizzato è bendisposto nel contatto con l’uomo, spesso però è l’uomo a sbagliare l’approccio con il cavallo, poiché il modo di porsi non giustifica l’intento. Avvicinarsi prepotentemente da scarsi e pessimi risultati, impadronirci dello spazio vitale del cavallo senza che lui approva non è una buona idea se si vuole stipulare un buon legame, ma strigliare un cavallo scuderizzato è importante per tenerlo in ordine, e anche se lui è restio bisogna fare. La cosa ideale da fare è farlo con garbo, evitare le maniere forti, e soprattutto in tutta tranquillità. Il momento del grooming deve essere un momento di relax, un modo per avere confidenza l’uno con l’altro e non di stress e fastidio per il cavallo.

Per premiarlo di un lavoro ben fatto o incoraggiarlo o anche rassicurarlo, una pacca amichevole sul collo, una carezza, sono contatto fisico e sono più importanti di quel che si pensa. Le attenzioni fisiche lo fanno sentire bene, poiché il cavallo, proprio perché il suo senso tattile è molto sviluppato ed ha un posto importante nella socializzazione, chiede contatto fisico per poter instaurare un buon rapporto.

Naturalmente ci vuole del tempo e non tutti sono uguali, alcuni sono severamente educati a non muoversi, e per questo ci mettono parecchio a sciogliersi, ma perseverare sulla strada del buon contatto è la via corretta.

Un cavallo che ormai ha preso un minimo di confidenza tenderà a ricambiare il favore, leccando, strofinando il muso o mordicchiando, ciò è bene lasciarlo fare poiché lui sta ricambiano il favore che noi gli stiamo facendo, proprio come farebbe con un altro cavallo, tanto un vestito non vale tanto quanto un’amicizia quindi non ci andiamo a perdere assolutamente nulla, è solo tutto guadagnato. Naturalmente se ad esempio vuole mordicchiare sulla nostra faccia o si fa sentire troppo con i denti o diventa fastidioso e decisamente troppo invadente, lo allontaniamo, gli facciamo capire che ciò che fa non è di nostro gradimento, ma evitando ceffoni e sgridate da rimprovero poiché potrebbero turbarlo e confonderlo, il suo non è un intento malevolo, quini reagire male è sbagliato, allontanarlo, o fermarsi ed allontanarsi è la strategia migliore, proprio come farebbe un altro cavallo, se il grooming del compagino non gli piace si allontana o lo allontana evitando cattiverie come morsi aggressivi o colpi violenti, al limite emette un nitrito di disapprovazione ed un gesto di allontanamento, ma nulla che procura dolore fisico.



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