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I sensi del Cavallo - Le Vibrisse

I sensi del cavallo - Le vibrisse

Le vibrisse, o comunemente conosciuti come “baffi”, sono quei peli spessi e duri, più o meno fitti, che crescono sul muso del cavallo, concentrandosi intorno alle narici ed intorno alle labbra. Questi peli duri, ma allo stesso tempo molto flessibili, crescono anche intono gli occhi del cavallo.
Ad alcuni cavalli sono più lunghe, ad altre meno, ma in linea di massima mai più corte di 1 cm, sono sempre più lunghe, e non sono mai di pari lunghezza, abbiamo vibrisse più lunghe e vibrisse più corte. Esse non crescono all’infinito, hanno una lunghezza naturale che raggiungono, e questo varia da cavallo a cavallo, non c’è uno standard per tutti, e spesso accade che si spezzano. Non c’è da preoccuparsi quando si spezzano da sole o cadono perché è del tutto normale, accade perché hanno concluso il loro ciclo, o perché diventano troppo pesanti e lunga, o anche perché il cavallo, nel suo quotidiano, l’ha spezzata. Le vibrisse si rigenerano, e per una vibrissa che cade, già c’è sotto quella nuova che ricresce. Come i capelli crescono dalla radice, ma hanno un periodo di tempo, quindi in tutta la sua vita il cavallo cambierà le vibrisse più e più volte.
Da notare che spesso, ogni qual volta una vibrissa si spezza molto corta, o peggio, viene tagliata, crescerà più doppia di prima. Questa è un modo naturale del corpo per preservare se stesso. Siccome la prima volta era troppo debole e facile da danneggiare, la volta successiva lo ricostituisce più resistente. Questo però non ci autorizza a tagliarle perché ogni qual volta che lo facciamo mettiamo sotto stress l’organismo e danneggiamo il cavallo e la sua delicata ed importantissima sfera sensitiva. Inoltre più e doppia, e più impegnerà tempo a crescere. Il fisico provvede a se stesso, se ha necessità di rafforzarle lo fa da solo, senza che noi ci mettiamo le forbici.
I puledri nascono con le vibrisse, esse si formano già nel grembo materno. Quando nesce le vibrisse sono corte e sottili, ma si inspessiscono e si allungano nel giro di poco tempo, la differenza in alcuni puledri si nota anche dopo qualche giorno dalla nascita.

Importante sapere che il follicolo pilifero dal quale nasce la vibrissa funzione come qualsiasi altro follicolo pilifero, quindi attenzione a non danneggiarlo.
Le vibrisseli si distinguono dagli altri peli anche per la loro caratteristica di peli sanguigni, ovvero, la loro radice ha origine negli strati profondi del derma, a contatto con vasi sanguigni e linfatici, nervi e fibre muscolari. 
 Toccano terminazioni nervose e posano su una rete vascolarizzata, quindi si può dire che, a differenza dei peli del corpo e delle ciglia, le vibrisse sono peli ricettivi anziché protettivi. 
In caso di strappo non solo c’è sanguinamento, ma anche molto dolore. 

Sono il senso tattile, tattile-olfattivo del cavallo, quindi è bene averne cura, anche se magari non si è fan del baffo.

Ma a cosa servono?

Le vibrisse, che molti trovano antiestetiche, e ignorantemente tagliano accorciandole molto o rasano eliminandole il più possibile, sono un organo sensoriale del cavallo. Tagliandole rendiamo il cavallo in un certo senso handicappato.

Questi importantissimi peli sono dei recettori tattili e si collegano alla fitta rete del sistema nervoso. Ogni vibrissa corrisponde ad un punto preciso del cervello del cavallo nella corteccia sensitiva.

Le vibrisse servono a captare i campi magnetici, i movimenti d’aria e gli spazi che circondano il cavallo, la distanza dagli oggetti e sono una sorta di radar per localizzare i suoi simili, il cibo, l’acqua ed eventualmente la distanza dai pericoli, la temperatura, lo stato di un oggetto (solido, liquido, ecc..). 

Assieme all’olfatto aiutano il cavallo ad avere informazioni maggiori riguardante un odore ed a scegliere il pascolo, per questo i cavalli sono in grado di scegliere quali piante mangiare e quali no, sanno che una determinata pianta gli fa bene o male non solo per esperienza personale o perché ciò è stato tramandato in qualche modo nella loro memoria, ma grazie alle scansione che fanno con l’aiuto delle vibrisse. 
Notiamo che i cavalli sono molto sensibili ai cambi climatici, quando sta per arrivare il mal tempo, anche se il cielo è ancora sereno o appena nuvoloso, notiamo come i cavalli cambiano l’atteggiamento, notiamo anche in caso di scossa sismica, anche se talmente bassa da non essere percepita, loro reagiscono, e ciò è dovuto al fatto che grazie alle vibrisse loro percepiscono i campi magnetici ed i loro mutamenti, riescono praticamente a “toccare l’aria”. 

Un cavallo privato di questo organo sensoriale importantissimo, non solo mostra segnali di disagio, poiché anche la comunicazione con i suoi simili è compromessa, ma non riesce più a spostarsi bene nell’ambiente circostante, anche se familiare. I cavalli hanno la vista distorta se la vogliamo paragonare alla nostra, e questo organo li aiuta a muoversi, proprio perché captano la superfice degli oggetti, evitando di sbattervi contro.
Un esempio banale di cavalli che riesce a percepire lo spazio attorno a sé, è quello di un cavallo al paddock o in box. I cavalli con le vibrisse riescono ad evitare gli ostacoli ed evitare di finire contro la recinzione proprio perché questo organo li aiuta a percepire ciò che hanno intorno, lo stesso è nel box, un cavallo con le vibrisse non rischia di battere contro le pareti o contro il beverino, come invece può accadere ad un cavallo le cui vibrisse sono state tagliate.
Se il recinto del paddock è un semplice filo elettrificato, il cavallo evita di andarci troppo vicino, non perché ha necessariamente preso la scossa, ma perché avvicinando il muso le vibrisse captano la corrente elettrica, anche se a basso voltaggio, così il cavallo evita di andarci vicino. Quelle del muso così come quelle degli occhi, le vibrisse sugli occhi proteggono il cavallo da ostacoli altri come ad esempio i rami, o la traversa della finestra nel box. 
Da notare che, spesso, quando passiamo un oggetto davanti all’occhio del cavallo, lui si scansa o chiude gli occhi ancor prima che l’oggetto sia vicino ai suoi occhi, o sia entrato nel suo campo visivo. Ciò è possibile perché le vibrisse percepiscono lo spostamento d’aria. Notiamo anche che un cavallo prima di mangiare sfiora con il muso un istante prima di annusare e nel caso mangiare, questo ci riporta al discorso che con le vibrisse ha informazioni su ogni cosa. I cavalli selvatici riescono a trovare l’acqua ed i pascoli grazie alle informazioni ambientali caprate con le vibrisse.

Avete mai notato che i cavalli ciechi, ad un occhio, ad entrambi gli occhi o ipovedenti in un modo o nell’altro riescono ad orientarsi nello spazio? Questo avviene proprio grazie alle vibrisse, che unite agli altri sensi, compensano in qualche modo la mancanza della vista.

Anche se non sembra, questi peli sono un organo importante e complesso e non dei banalissimi peli, quindi è bene lasciarli al loro posto, la natura non mette mai lì nulla per caso, ogni cosa ha la sua importanza.


Le vibrisse dei cavalli sono identiche alle vibrisse di tutti gli altri animali.

Questo particolare organo è ancora materia di studio.



Copyright © 2014 – data odierna 
Il Cavallo - Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano.
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