I sensi del Cavallo - L'Olfatto

I sensi del cavallo

l'olfatto



Il senso dell’olfatto nel cavallo è molto sviluppato. Il cavallo percepisce molti più odori rispetto a noi esseri umani, percepisce odori deboli ed anche distanti nello spazio. 
La superficie olfattiva del cavallo è molto estesa e ricca di recettori.
 Grazie all’olfatto il cavallo riceve tantissime informazioni riguardanti tutto ciò che lo circonda, l'olfatto è essenziale per avere informazioni sul cibo, sui suoi simili, sulla presenza o meno di estranei o pericoli, e così via.


La mucosa del cavallo è ricoperta da sottili e corti peli, quasi invisibili e setosi al tatto, ben diversi dalle vibrisse presenti sul muso e decisamente più vistose. I peli hanno la funzione di limitare l’entrata di polvere e batteri, oltre da fungere come “appigli” per le molecole odorose.
La mucosa è anche ricoperte da un muco trasparente, protettivo e lubrificante, che la mantiene umida, ed aiuta a mantenere il naso pulito.
Non è raro vedere un cavallo sbuffare, così facendo soffia via del muco e pulisce le narici, eliminando polvere ed odori vecchi,  cosicché il naso è sempre pronto ai nuovi odori.



L’olfatto è un vero e proprio scanner, e per questa operazione di scannerizzazione è perfezionato con le vibrisse, che collaborano con il tatto tanto quanto con l’olfatto in molte situazioni, come per la percezione dei cambiamenti climatici, il riconoscere la qualità e le sostanze presenti nel cibo.
L’olfatto è anche collegato con il gusto, quindi un cavallo che annusa profondamente qualcosa, ne percepisce anche il sapore.

L’olfatto del cavallo è talmente sviluppato e sensibile da consentirgli la percezione di diversi odori, contemporaneamente, e da diversi chilometri di distanza. Ciò gli permette di individuare fonti d’acqua nei paraggi, la presenza di suoi simili o altri animali, la presenza di predatori nei paraggi, la presenza di cibo. Non è solo utile al cavallo selvatico per sopravvivere, anche il cavallo scuderizzato ne fa un buon uso. Grazie all’olfatto il cavallo riuscirebbe ad arrivare alla più vicina fonte di cibo, quindi si dirigerà verso un box con la ciotola piena o verso il fienile o verso il pascolo, sempre se gli viene lasciato fare. Un cavallo scuderizzato ci riconosce grazie all’olfatto. Dal momento in cui ci dirigiamo verso il suo box lui sa che siamo arrivati, e se abbiamo qualche leccornia, non è raro vederlo entusiasta anche se la teniamo nascosta in borsa.
Con l'olfatto il cavallo riesce ad orientarsi, a capire dov'è casa, anche per questo i cavalli, molto spesso, riescono a trovare la strada per tornare a casa pur non conoscendo la strada. 
Grazie al senso dell’olfatto così sviluppato il cavallo riesce anche ad individuare lo stato di un altro animale o di un suo simile. Ad esempio lo stato di salute, il sesso, se è gravida, o in calore, se l’altro è giovane o anziano, se si tratta di un maschio intero o meno. Tutte informazioni molto importanti anche per lo stato sociale.
Il cavallo ricava moltissime informazioni annusando le feci e le urine degli altri cavalli, e spesso all'annusata segue il flehmen.


Per analizzare meglio odori a lui nuovi o interessanti, e per analizzare i vari feromoni emessi dagli altri animali, utilizza l’organo di Jacobson (o vomero-nasale), un organo ausiliario sviluppato specificamente per l’analisi dei vari feromoni, o anche per analizzare più approfonditamente odori nuovi e sconosciuti o particolari. Il cavallo quando utilizza questo organo fa una smorfia, arriccia il naso, scopre gli incisivi e alza la testa, sporge testa e collo in avanti, talvolta sembra un buffo sorriso, questo ò chiamato flehmen. Questo gesto lo fanno tutti i cavalli. Più spesso maschi interi e puledri, ma lo fa anche un castrone anziano se individua un odore particolarmente interessante che richiede maggiori analisi o nuovo.


L’olfatto e la socializzazione

Una altro modo molto importante per i cavalli, oltre a quello di toccarsi, è quello di annusarsi profondamente.
Appena nato il puledro verrà profondamente annusato dalla madre, in questo modo lei memorizza l'odore e riconoscerà il suo puledro tra tanti altri, lui fa lo stesso, memorizzando l'odore l'uno dell'altro loro riescono a ritrovarsi sempre nel branco. Anche gli altri membri del branco annusano il nuovo nato, in modo da poterlo riconoscere.
Quando i cavalli si salutano si mettono naso a naso e fanno profondi respiri, anche rumorosi, le narici sono più o meno dilatate ed il soffio è forte. I cavalli infatti si scambiano informazioni e si salutano tramite il respiro, lasciano all’altro il proprio odore. Ciò è importantissimo anche per conoscersi e riconoscersi. I cavalli riconoscono un loro simile o un loro compagno grazie all’odore. Quando due cavalli che già si conoscono vengono separati, alla prima occasione di stare vicini si scambieranno una profonda annusata, talvolta anche il tempo di una notte separati ognuno nel proprio box sarò sufficiente per vedere due cavalli annusarsi profondamente non appena si rincontreranno.
Le annusate profonde sono anche un modo per memorizzare l’altro cavallo, come noi impariamo il nome di un’altra persona, loro imparano l’odore di un nuovo compagno. Lo fanno anche con noi umani, ci annusano dalla testa ai piedi. Un odore diverso del compagno, umano o animale che sia scaturirà nel cavallo interesse o anche diffidenza.

L’olfatto dunque gioca un ruolo molto importante nella vita del cavallo, quindi è bene non darlo per scontato, quando annusa qualcosa è bene lasciarlo fare, a bisogno di capiredi cosa si tratta.

Il cavallo usa sempre i cinque sensi contemporaneamente. Ciò che annusa, poi bisogna vederlo ed anche ascoltarlo, i più curiosiosano anche toccare ed assaggiare. 


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