I sensi del Cavallo – L’udito

I sensi del Cavallo – L’udito



L’udito nel cavallo è un senso ben sviluppato ed è indispensabile per la vita sociale nel branco, e nel caso dei cavalli bradi o selvatici, addirittura vitale.

L’acuto udito permette al cavallo di captare suoni provenienti da una distanza media di 4,400 km in uno spazio aperto, anche se, maggiore è la distanza dalla quale proviene il suono, minore è la precisione nell’individuare la posizione della fonte del suono.

Le onde sonore che percepisce il cavallo sono molto simile a quelle percepite da una persona adulta con un ottimo udito. Il cavallo è in grado di percepire suoni di frequenza più alta rispetto a noi umani, però di contro il suo udito non eccelle con i suoni di frequenza più bassa.

In supporto e semi sostituzione all’udito per percepire le basse frequenze, entrano in gioco le vibrisse, che captano le vibrazioni del suono. Queste vibrazioni vengono anche captate con gli zoccoli. Le vibrazioni prodotte dai suoni di così bassa frequenza da non essere udite dal cavallo non vengono trasformate in suono poiché non vengono captate dalle orecchie, ma esso comunque le percepisce, di conseguenza reagisce.

Importante sapere che la voce di noi umani e la tonalità di nitrito più usata dal cavallo per la comunicazione, viaggiano sulla stessa frequenza, e quindi ben udibile e riconoscibile. Ciò rende facile anche la comunicazione tra cavallo e umano, poiché su questo punto l’uno riesce a captare chiaramente i segnali vocali dell’altro.

Le orecchie del cavallo

L’orecchio del cavallo è una struttura piuttosto complessa, composta da tessuto cartilagineo, nervi, piccole ossa, muscoli, tendini e legamenti, dotato di cellule sensoriali.
Le orecchie del cavallo sono poste in cima alla testa, sono molto flessibili, hanno un’ampia capacità di movimento, e nel movimento sono indipendenti l’una dall’altra, ovvero, le orecchie possono essere posizionate, contemporaneamente, in modo differente. Ogni orecchio può compiere un movimento ad arco verso l’esterno di 180°. Ciò permette al cavallo di cogliere suoni provenienti da varie direzioni nello stesso momento.

L’orecchio si divide in tre sezioni: orecchio esterno; orecchio medio; orecchio interno.

L’orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare (in cartilagine) il quale ricorda il fiore di calla. Questa forma ad imbuto gli consente di catturare meglio i suoni e convogliarli verso il timpano.

Il cavallo è in grado di chiudere parzialmente il padiglione auricolare piegando le orecchie, ciò per evitare che qualcosa finisca all’interno dell’orecchio arrecando fastidio o danno.

Ad esempio, quando facciamo la doccia nostro cavallo e l’acqua è in zona orecchie, o magari piove a dirotto, il cavallo tende a piegare le orecchie, ciò per evitare che l’acqua finisca all’interno. Anche quando spazzoliamo il ciuffo il cavallo tende ad appiattire le orecchie, non sempre è fastidio, il più delle volte è un riflesso istintivo per proteggerle da qualcosa che potrebbe causare fastidio. La stessa scena si presenta quando ci sono molte mosche. Le orecchie piegate non sono come le orecchie all’indietro in segno di minaccia, o ad Y, in segno di remissività.

L’orecchio è anche coperto da peli, questi peli non solo proteggono la cartilagine esterna, ma proteggono anche l’interno dell’orecchio impedendo a sporcizia, acqua e insetti di infilarsi, inoltre una barriera protettiva naturale è il cerume. In un soggetto sani, le orecchie andrebbero pulite solo superficialmente ed il pelo interno ed esterno non andrebbe mai eliminato.


L’orecchio medio è la parte dell’orecchio che trasmette le onde sonore dall’orecchio esterno a quello interno. Tra orecchio esterno ed orecchio medio c’è il timpano, il quale ricevendo le onde sonore esterne vibra e le trasmette ad una catena di tre piccoli ossicini, tre per orecchio, che si chiamano staffa, incudine e martello, essi consentono che le vibrazioni della membrana del timpano siano amplificate e trasmesse verso l’orecchio interno.


L’orecchio interno è costituito dalla coclea, dove le vibrazioni vengono percepite dalle cellule uditive le quali traducono il messaggio vibratorio in influsso nervoso, che tramite il nervo uditivo raggiunge i centri uditivi del cervello dove le vibrazioni vengono decodificate ed interpretate come suono. Tutto questo avviene ininterrottamente ed in meno di un secondo.

Nell’orecchio interno c’è anche l’apparato vestibolare, adibito al senso dell’equilibrio e che da informazioni al cervello circa la posizione della testa e del corpo nello spazio.


Il linguaggio tramite le orecchie

orecchie dritte, cavallo in ascolto

Le orecchie del cavallo possono essere mosse in varie direzioni, ma sempre dal frontalmente verso l’esterno con un arco di 180°, le orecchie non possono essere girate verso l’interno. Ciò avviene non solo per captare i suoni, ma anche per comunicare.
Il cavallo, come tutti gli animali, comunica principalmente col corpo. Le orecchie sono un importante ed evidente strumento di comunicazione.
 La posizione delle orecchie indica dov’è focalizzata l’attenzione del cavallo, e ciò è importante per la comunicazione nel branco e l’individuazione di eventuali pericoli o interessi.
Associata alla postura del corpo, e quando occorre a suoni vocali, la posizione delle orecchi, manda segnali inequivocabili riguardo lo stato d’animo e le interazioni sociali.

Udito, importante per la vita sociale

La nostra voce per il cavallo è come il nitrito dei suoi compagni, un importante segno di riconoscimento ed un suono a cui prestare attenzione per la comunicazione.

Non importa se il cavallo comprenda o meno le parole, importante è il tono con cui viene utilizzata la voce. Toni diversi esprimono stati d’animo e situazioni diverse. Il cavallo riesce ad interpretare la differenza di suoni, ed agisce di conseguenza, in base al proprio carattere, alla singola situazione, e così via.
Un esempio pratico di come il tono ed il volume della voce umana influisce sui cavalli, è l’invito in molte scuderie di non urlare e non correre in presenza dei cavalli, o vicino ai loro alloggi. Una cosa banale, come ad esempio gli schiamazzi dei bambini che giocano, possono mettere in allarme i cavalli i quali possono percepire quel suono così elettrizzato ed il rumore provocato dal correre, come segnale d’allarme dinnanzi ad un pericolo ed agitarsi perché bisogna fuggire.

I cavalli non comunicano molto con le vocalizzazioni, ma quando le utilizzano sono chiarissimi.

I cavalli hanno un’ottima memoria uditiva.

Memorizzano i suoni, proprio per questo un rumore noto non li turba, o riconoscono il proprio umano quando sta per arrivare. Memorizzano piuttosto in fretta il rumore dell’auto, la voce delle persone a loro più vicine, il suono del trattore che mette il fieno al paddock, e così via.

La memoria uditiva è importante per la vita sociale nel branco. Contribuisce al riconoscimento dei membri del branco.

Problemi di udito

Anche i cavalli possono avere problemi di udito, infezioni importanti all’apparato uditivo, età avanzata, malformazioni congenite o conseguenze di incidenti, sono alcune cause della sordità o la semi sordità del cavallo.

Un cavallo che non sente bene o non sente per niente è disagiato poiché non è in grado di comunicare appieno con gli altri cavalli, o di controllare bene il mondo che lo circonda, deve fare affidamento sugli altri sensi che funzionano. Per un cavallo selvatico è l’inizio della fine, per un cavallo scuderizzato invece la situazione è disagevole, ma non mortale.

La comunicazione con il movimento delle orecchie, in ogni caso, rimane invariata.



Come tutti i sensi l’udito è molto importante, e spesso è quello che mette in allarme un cavallo anche se non c’è un reale pericolo, ad esempio molti cavalli temono l’abbaiare dei cani, o il suono dei clacson o dei motori, per questo è bene abituare il cavallo a diversi rumori, anche forti e fastidiosi, in modo che non scatta ogni volta che sente un rumore. Sullo spavento da “effetto sorpresa” non sempre si può fare molto, ma già avere un cavallo che non scatta ogni volta che sente il suono di un motorino, è qualcosa.


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