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Le pastoie

Le pastoie

Cavallo impastoiato

L’articolo ha solo scopo informativo e non fornisce spiegazione sul come utilizzarle e come abituare il cavallo a portare le pastoie.


Che cosa sono le pastoie?
Le pastoie non sono un innovazione, si tratta di uno strumento che ha secoli di storia e di utilizzo alle spalle. Le pastoie che oggi troviamo facilmente in commercio sono fatte in corda, cuoio o materiale sintetico. Con le pastoie si legano tra di loro le gambe dell’equino, limitando l'ampiezza della falcata.
Hanno scopo contenitivo.

A cosa servono le pastoie?
Le pastoie servono a contenere il cavallo quando è al pascolo. Limitano l'ampiezza della falcata e quindi la capacità di spostarsi rapidamente, di conseguenza il cavallo si sposterà con passi molto più brevi e ciò ha due vantaggi, il cavallo si sposta pascolando, ma allo stesso tempo il fatto di non poter scappare via rapidamente rende più semplice riprenderlo. 
Servono solo per contenere il cavallo temporaneamente (qualche ora) al pascolo privo di recinzioni. 
Pastoia è una parola che deriva dal latino Pastus cioè Pascolo. Ciò fa intendere lo scopo dello strumento, cioè di trattenere il cavallo al pascolo. 

Il pascolo

In senso pratico le pastoie hanno la stessa identica funzione contenitiva di capezza e corda che legata ad un appoggio fisso tiene fermo il cavallo in un sol posto impedendogli di andare via per fatti suoi.

Capezza e lunghina tengono il cavallo fermo per la testa limitando gli spostamenti e la possibilità di brucare e di scegliere dove brucare ancorando il cavallo ad un punto fisso. Le pastoie tengono il cavallo per le gambe limitando la velocità di spostamento ma lasciandogli la possibilità di spostarsi poco per volta e di pascolare senza limitazioni di spazio. 
Il cavallo con le pastoie va tenuto d'occhio poiché, passetin passettino, si allontana ugualmente.

Le pastoie si utilizzano qualora non ci fossero posti dove legare saldamente il cavallo con la corda, o se bisogna fermarlo lasciandogli la possibilità i brucare. In trekking le pastoie vengono utilizzate spesso per le lunghe soste in zone ricche di erba, così il cavallo può mangiare senza andare troppo lontano.
Mantenere il cavallo a mano per ore ed ore è fisicamente e mentalmente estenuante, per non parlare del fatto che è poco sicuro. Legarlo a corda lunga invece limita l'area in cui il cavallo può brucare, non è l'ideale quando l'erba è bassa o ce n'è poca o non è tutta di gradimento del cavallo. 

Soprattutto durante l'attività in campagna costruire recinti e portarsi tutto il materiale dietro è assai svantaggioso, per non parlare del fatto che costruire un recinto senza permesso o su proprietà altrui non è legale. 


Solitamente un cavallo impastoiato su un bel prato preferisce mangiare anziché provare a liberarsi, inoltre la scarsa mobilità farà sì che il cavallo si concentra maggiormente a mangiare piuttosto che sul girovagare. Naturalmente il cavallo va precedentemente preparato.

Il cavallo impastoiato non può muoversi agevolmente, quindi gli è più difficile scappare via, tuttavia con un po’ di pratica il cavallo impara a fare piccoli passettini in modo agevole e quindi riesce a spostarsi piuttosto rapidamente.
Quando sono applicate ai bipedi anteriori il cavallo per spostarsi rapidamente può imparare a saltellare o galoppicchiare.
Applicate invece ai bipedi laterali il cavallo può imparare a spostarsi rapidamente ambiando, ma la seconda opzione richiede più impegno rispetto alla prima. 
Se il cavallo dovesse imparare a spostarsi agevolmente in entrambi i modi diventa un problema contenerlo con le pastoie. 

Da sapere che cavallo non impara dall’oggi al domani a spostarsi agevolmente con le pastoie, all'inizio è sempre impacciato.
Alcuni cavalli imparano in tempi approssimativamente brevi, altri impiegano più tempo, ed altri che invece non ci pensano proprio a spostarsi troppo con le pastoie, molto dipende dalla personalità e dalla motivazione del cavallo.
Anche il cavallo compagno di sosta con le pastoie è importante. Se uno del gruppo ha imparato a spostarsi agevolmente con le pastoie, non troppo tardi, specialmente se la frequentazione è lunga e costante, anche gli altri potrebbero seguire il suo esempio, e la possibilità che prima o poi imparino a fare lo stesso è concreta. Il cavallo è un animale che impara anche per imitazione da i propri simili.


Cosa succede se il cavallo vuole scappare ed è impastoiato?
Il cavallo, come già detto, può imparare a deambulare con le pastoie. Essendo però uno strumento contenitivo, un cavallo che ha le pastoie e si spaventa, quindi d’istinto scatta e cerca di correre via, verrà limitato, ma farà ugualmente il salto o lo scattino o anche qualche passettino, come farebbe quando è legato con una corda alla capezza, nulla di più e nulla di tragico. Questo il più delle volte lo soddisfa, e torna sereno.
Proprio per evitare carambole, il cavallo va precedentemente educato a rispondere in modo pacato e quanto più controllato possibile all'ambiente circostante, senza cader preda dell'istinto, lavoro lungo e paziente alle spalle. Se il cavallo è eccessivamente nervile e pauroso, e scatta o reagisce in modo esagerato per qualsiasi cosa, è un cavallo che le prova tutte pur di liberarsi, indispensabile lavorare prima sul comportamento, ciò anche per quanto riguarda lo stare legato con capezza e lunghina e solo successivamente, se sarà possibile contenerlo in sicurezza, adoperare le pastoie.


Lo scopo didattico delle pastoie

Le pastoie insegnano al cavallo a non reagire con la forza a situazioni di blocco, a cedere e non ad opporsi alla pressione. Per il cavallo, come per tutti gli animali, avere le gambe, ma anche la testa, liberi li fa sentire tranquilli e sicuri, poiché possono scappare. Trovarsi con la testa, o come nel caso delle pastoie, con le gambe immobilizzate, può essere spiacevole, tuttavia un cavallo che impara a non ribellarsi in modo pericoloso quando limitato ma reagisce rimanendo sereno è meno a rischio infortunio rispetto ad un cavallo che si agita e si dimena. 
Bisognerà far fare al cavallo un’associazione positiva con lo strumento. Indossa le pastoie, ha mobilità limitata, ma ciò significa che avrà del cibo, ci sarà calma e quiete, e comunque la persona che si occupa di lui andrà a liberarlo. È molto analogo a quando, molto spesso, si abitua il cavallo a stare legato con la capezza, si fa per associazione positiva, ed il cavallo resterà fermo e sereno.
Imparare a mantenere la calma in situazioni in cui gli arti rimangono bloccati, ma non solo gli arti, il discorso vale per qualsiasi parte del corpo, si rivela spesso di vitale importanza, e con le pastoie il cavallo apprende piuttosto in fretta, non si ferisce e tutto è sotto controllo, ovviamente se vengono fatte le cose per bene. Non di rado è necessario un lavoro antecedente per rendere il cavallo sereno e fiducioso di se stesso, delle persone e a non temere ciò che non conosce. Solamente dopo si potrà lavorare con le pastoie. 

Con le pastoie si crea una situazione di blocco controllata.
Se il cavallo rimane bloccato per conto suo, d’istinto tenterà di usare la forza per liberarsi. Bloccandolo in modo controllato si riesce a lavorare sulla reazione istintiva e renderla più logica
Ci sono cavalli che per natura di carattere ed anche per fiducia in chi li accudisce se hanno un problema aspettano che qualcuno li vada ad aiutare, ma non tutti i cavalli sono così, e trovarsi, specialmente fuori e lontano da casa, in una situazione in cui il cavallo è incastrato, e non sapere se reagirà dimenandosi o rimanendo paziente, è davvero spiacevole e pericoloso, quindi, visto che prevenire è meglio che curare, educare il cavallo a rimanere quieto in situazioni in cui è bloccato o ha la mobilità limitata è molto importante. Magari non servirà mai, ma avere il cavallo “colto”, cioè che sa più cose e come comportarsi per evitare danni a se stesso, e magari anche a persone, è decisamente meglio rispetto all’avere un cavallo che cede all’istinto, perché non sempre l’istinto è la cosa migliore, specialmente nel mondo di oggi che non è su misura di cavallo ma nasconde anche per loro molti pericoli.

Come già detto, bisogna fare un lavoro precedente, le pastoie sono uno step avanzato.

Le situazioni in cui il cavallo può trovarsi imprigionato sono tante, molte più di quelle che si possono pensare.
 
Tanto per fare qualche esempio:
  • Il cavaliere cade per un qualsiasi motivo, le redini scavalcano il collo, il cavallo ci mette il piede e le redini si impigliano alla gamba. Il cavallo deve rimanere fermo ed aspettare che lo liberano perché potrebbe spaccarsi la bocca, nel caso usa una non imboccatura può ugualmente farsi molto molto male.
  • Una cosa che non si dovrebbe fare ma che invece si vede spesso, le capezze al paddock. Il cavallo potrebbe rimanere impigliato da qualche parte con la capezza, se è fortunato e la capezza non è molto resistente e si rompe tirando, ma se la capezza o quel qualcosa in cui impigliato non si rompe, a spaccarsi rischia il cavallo, quindi è bene che sappia rimanere fermo ed aspettare l’aiuto di chi se ne occupa.
  • Altra cosa che bisogna evitare eppure spesso si da per scontata, la rimozione della rete che chiude i balloni di fieno al paddock, ed il buttarla lontano dai cavalli. Se un cavallo ci finisce con le zampe difficilmente si libera da solo, e se si dimena per liberarsi rischia di intrappolarsi di più, cadere o di ferirsi molto gravemente nel tentativo di liberarsi. Quindi anche in questo caso avere il cavallo che aspetta un aiuto è importante.

Potrei continuare a lungo facendo esempi, ma spero di aver reso l’idea di –cavallo che affronta situazioni in cui è bloccato ed è meglio che sa aspettare piuttosto che dimenarsi nel tentativo di liberarsi da solo rischiando la salute- .

Curiosità: un cavallo che non va in panico quando resta impigliato impara anche a studiare le possibilità per liberarsi da solo. Non è una cosa che fanno tutti, ma la fanno molti. Naturalmente meglio aiutarlo quando lo vediamo in difficoltà, ed evitiamo di metterlo troppo alla prova, limitiamoci ad insegnargli a stare fermo e sereno, che è già tanto.


Pastoie, i pro ed i contro


Contro
Quando le pastoie vengono usate in modo errato, portano a conseguenze negative, come un qualsiasi strumento.

  • Se messe troppo larghe non solo può perderle, ma il rischio maggiore è che possono causargli ferite. Nelle pastoie messe troppo larghe può infilarsi di tutto, dal rametto che taglia o si infila nella pelle, alla pietra. Se poi riesce a sfilare un arto il rischio che camminando inciampa è elevato. Quindi occhio a non metterle troppo larghe.
  • Se messe troppo strette causano ferite, fiaccature e possono perfino diminuire o addirittura bloccare la circolazione del sangue nell’arto. Quindi evitare di metterle troppo strette.
  • Tenute su per giorni e giorni, addirittura settimane. Tenerle per giorni, giorni e giorni è dannoso. Nulla va indossato al cavallo e lasciato lì, il cavallo deve rimanere nudo. Se gli vengono lasciate agli arti rischia fiaccature, e problemi muscolari tendinei ma anche articolari, a causa dell’errata locomozione protratta nel tempo. Le pastoie si tengono su solo il tempo necessario, qualche ora non qualche giorno o peggio, settimana.
  • Materiale non idoneo. Le pastoie sono fatte in un materiale, naturale o sintetico, che non danneggia la cute. Importante è scegliere di un buon materiale e prive di "punte" che possono ledere la pelle.
  • Utilizzate per rallentare il cavallo svelto quando montato è sbagliatissimo, non sono progettate per questo.
  • Non vanno bene per insegnare al cavallo a stare fermo quando si sale, è un utilizzo errato. 

Pro 
Quando usate correttamente hanno dei vantaggi. Come già detto non imprigionano, ma riducono la falcata, e quindi limitano nel movimento.

  • Con il giusto lavoro di preparazione, il cavallo impara a non andare in panico quando ha gli arti bloccati, e si mantiene quieto.
  • Hanno la stessa funzione dei due venti e della corda legata alla capezza e fissata ad un punto d'ancoraggio, ma lasciano la testa libera.
  • Il cavallo può brucare tranquillamente.
  • Siccome non ci sono corde che lo legano il cavallo non si infuna.
  • Avendo le pastoie, ed il cavallo abituato ad usarle, si può sostare in un posto dove non ci sono alberi dove legarlo o realizzare una posta o un recinto con le corde, ad esempio in una bella valle.
  • Il cavallo può spostarsi, quindi può anche avvicinarsi ad un suo simile e fare le loro “cose da cavalli”, o scegliere il posto per brucare.
  • Potendosi spostare mentre bruca, anche se minimamente, soddisfa la necessità naturale a spostarsi per essere meno alla portata dei predatori (che spesso stanno solo nella sua testa) e di scegliere dove e che erba mangiare.

Le regole del buon senso 
Il buon senso non deve mancare mai, e questo per qualsiasi cosa, non solo quando si utilizzano le pastoie. Ecco alcune cose da tenere sempre presente:

  • Prima di usare le pastoie, il cavallo va adeguatamente preparato. C'è tutto un lavoro di fiducia, familiarizzazione e desensibilizzazione da fare prima di indossare le pastoie.
  • Il cavallo deve essere abituato alle pastoie, quindi prima di usarle fuori casa si avrà la premura di provarle e fargliele conoscere, come si deve e non approssimativamente, quando si è a casa, ed in sicurezza. Solo dopo che il cavallo avrà capito di cosa si tratta, avrà imparato a tenerle, si potranno usare fuori, non prima. Gli esperimenti non si fanno mai fuori casa o troppo lontano. La prima volta fuori è meglio farla in un posto sicuro vicino alla scuderia.
  • Se hai dei dubbi, non sai esattamente cosa fare, come farlo, fatti aiutare da una persona esperta a riguardo. Evita di cercare su internet i tutorial, questa è una di quelle cose per le quali serve l’aiuto di una persona competente. Ricorda che ogni cavallo reagisce a modo suo, ed in certe situazioni alcuni cavalli fanno cose inaspettate. Piuttosto che rischiare trovandosi di fronte qualcosa a cui si è impreparati, è buona norma farsi aiutare da chi lo ha fatto tante volte, a tanti cavalli e le ha praticamente viste tutte. Questo garantirà sicurezza e serenità a te ed al tuo cavallo.
  • Evita il fai da te. Le pastoie fatte in casa non sempre sono l’alternativa migliore, specialmente se arrangiate con la corda. Molto meglio spendere qualche spicciolo in più per pastoie di buona qualità, sicure, collaudate ed adatte, piuttosto che ritrovarsi a rimediare i danni fatti da qualcosa di pessima qualità o arrangiato.
  • Se in sosta ci sono cavalli che non si conoscono, per evitare che si possano far male facendo conoscenza, è bene non usare le pastoie perché si possono raggiungere, ma optare per la corda ad un ancoraggio solido e sicuro e legarli distanti, in modo da evitare spiacevoli zuffe, magari si scopriranno ottimi amici, ma è meglio scoprirlo nella sicurezza di casa piuttosto che lontano da casa.
  • Se c’è un cavallo intero e delle cavalle femmine, si eviterà di usare la pastoie poiché si raggiungono e nulla esclude zuffe o accoppiamenti. 
  • Sorvegliare il cavallo dando un occhio. Si può spostare, e poco a poco si allontana, meglio stare attenti.
Le pastoie non sono terribili, ma di sicuro molto utili.
Vanno usate con criterio e sono legali.


Copyright © 2014 – data odierna
Il Cavallo - Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano.
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