Le Pastoie ed il trekking


Le pastoie ed il trekking

 
pastoie ai bipedi anteriori

L’articolo ha solo scopo informativo e non fornisce spiegazione sul come utilizzarle e come abituare il cavallo a portare le pastoie.
Per adempiere all’eventuale necessità di utilizzarle è bene rivolgersi ad una persona esperta che può seguire e trovare la soluzione migliore ad ogni circostanza che può presentarsi, poiché ogni cavallo reagisce in modo diverso all’educazione alle pastoie. 
Prima di poter utilizzare le pastoie, va fatto un corretto lavoro di preparazione, desensibilizzazione e familiarizzazione del cavallo con l'ambiente circostante, e va istruito a non reagire in modo istintivo a ciò che lo circonda, ma a rispondere in modo pacato e positivo, ciò grazie ad un addestramento mirato a rendere il cavallo fiducioso e riflessivo, non pauroso ed istintivo.
NO! all’improvvisazione.

Che cosa sono le pastoie?

Le pastoie non sono un innovazione, si tratta di uno strumento che ha secoli di storia e di utilizzo alle spalle. Le pastoie che oggi troviamo facilmente in commercio sono fatte in corda, cuoio o materiale sintetico. Con le pastoie si legano tra di loro le gambe dell’equino, limitando l'ampiezza della falcata.
Hanno scopo contenitivo.
   

A cosa servono le pastoie?

Le pastoie servono a contenere il cavallo, limitando la capacità di spostamento. Limitano l'ampiezza della falcata, di conseguenza il cavallo si sposterà con passi molto più brevi, quindi più lentamente in distanza. Non si usano assolutamente per montare, ma solo per contenere il cavallo, temporaneamente al pascolo privo di recinzioni.
In senso pratico le pastoie hanno la stessa identica funzione della corda alla capezza che, legata ad un appoggio fisso (una posta, un ramo, i due venti, ecc..) tiene  fermo il cavallo in un sol posto, impedendogli di andare via per fatti suoi.
La differenza sostanziale è che, mentre la corda molto spesso viene fissata alla capezza e tiene il cavallo fermo per la testa, le pastoie applicate agli arti limitano il cavallo trattenendolo per le gambe, legandole tra di loro, con spazio sufficiente per piccoli passi, e lasciandogli la testa libera.
Il vantaggio è che il cavallo impastoiato, rispetto ad un cavallo contenuto con corda e lunghina, può scegliere dove pascolare, in quanto non è ancorato ad un punto fisso, ma limitato nei movimenti. Il cavallo con le pastoie va tenuto d'occhiod'occhio poiché, passetin passettino, si allontana.

Le pastoie si utilizzano qualora non ci fossero posti dove legare saldamente il cavallo con la corda, o se bisogna fermarlo ma lasciandogli la possibilità i brucare. In trekking le pastoie vengono utilizzate spesso per le lunghe soste in zone ricche di erba, così il cavallo può mangiare senza andare troppo lontano.
Mantenere il cavallo a mano per ore ed ore è fisicamente, ma anche mentalmente estenuante, per non parlare del fatto che è poco sicuro.
Se mentre viene mantenuto alla lunghina il cavallo fa uno scatto improvviso, il rischio di farsi male lui perché rimane infunato ed il rischio di farci male noi perché possiamo essere, anche se involontariamente, travolti, pestati o anche ferirci con la corda che scappa di mano, è alto per non parlare del fatto che bisogna pur riposarsi. Affrontare un trekking stanchi è pericoloso. Quindi il buon senso consiglia di evitare di mantenere il cavallo a mano e suggerisce di fermare il cavallo con metodi alternativi, come in una posta o con le pastoie per rimanere in tema.
il cavallo impastoiato è libero di pascolare poiché la testa è libera e non rischia di infunarsi
Solitamente un cavallo impastoiato su un bel prato preferisce mangiare anziché provare a liberarsi, inoltre la scarsa mobilità farà si che il cavallo si concentra maggiormente a mangiare piuttosto che sul girovagare. Naturalmente il cavallo va precedentemente preparato mentalmente.

Il cavallo impastoiato non può muoversi agevolmente, quindi gli è più difficile scappare via.
C’è da dire però che con un po’ di pratica il cavallo impara a fare piccoli passettini, e quindi riesce a spostarsi più o meno rapidamente.
Quando sono applicate ai bipedi anteriori il cavallo per spostarsi rapidamente può imparare a saltellare o galoppicchiare.
Applicate invece ai bipedi laterali, il cavallo può imparare a spostarsi rapidamente ambiando, ma la seconda opzione richiede più impegno rispetto alla prima, e se il cavallo impara a spostarsi in entrambi i modi, tanti auguri!

Da sapere che cavallo non impara dall’oggi al domani a spostarsi con le pastoie, ci sono cavalli che imparano in tempi approssimativamente brevi, altri che ci mettono più tempo, ed altri che invece non ci pensano proprio a spostarsi troppo con le pastoie, molto dipende dalla personalità e dalla testa del cavallo, ed ogni equino reagisce diversamente alla situazione.
Anche il cavallo compagno di sosta con le pastoie è importante. Se uno del gruppo ha imparato a spostarsi agevolmente con le pastoie, non troppo tardi, specialmente se la frequentazione è lunga e costante, anche gli altri potrebbero seguire il suo esempio, e la possibilità che prima o poi imparino a fare lo stesso è concreta.

Importante sapere che le pastoie non si usano mai a cavallo montato con l’idea di rallentarlo, questo MAI!  Il cavallo quando viene montato, specialmente in escursione, deve avere la massima mobilità, più e libero ed in grado di muoversi agevolmente meglio è per il binomio. 
Le pastoie sono solo uno strumento con cui fermare il cavallo durante la sosta, proprio come si fa quando viene legato. 

Perché è bene che il cavallo non scappa?

Se il cavallo scappa via può cacciarsi in tantissime situazioni spiacevoli. Una decisamente comune è che scappando va in mezzo alla strada, causando un incidente stradale. In quel caso non solo si perderà un cavallo (in casi gravi, ma purtroppo comuni), ma si subirà anche una salatissima e spiacevole sanzione per mancata custodia di animale, per non parlare di tutte le responsabilità da assumersi nel caso di un incidente. Insomma, tutto davvero molto spiacevole.
Se questo motivo non è sufficiente, di sicuro pensare al fatto che il cavallo in escursione scappa, lasciandovi a piedi con il fardello da portare, o semplicemente non trovarlo più perché è andato chissà dove, magari vi farà riflettere. Ma anche l’opzione che può scivolare da qualche parte non è da escludere, e se vi trovate in zone in cui circolano predatori come i lupi, sperate che il vostro cavallo non li incontra. 

Con le pastoie il cavallo ha una libertà di movimento maggiore rispetto alla posta, può brucare liberamente, ma non può andare lontano, proprio perché rallentato.

Cosa succede se il cavallo vuole scappare ed è impastoiato?

Il cavallo, come già detto, può imparare a deambulare con le pastoie. Essendo però uno strumento, al pari dei due venti in scuderia, che serve a fermare o almeno ostacolare l’equino, un cavallo che ha le pastoie e si spaventa, quindi d’istinto scatta e cerca di correre via, verrà limitato, ma farà ugualmente il salto o lo scattino o anche qualche passettino, come farebbe quando è legato con una corda alla capezza, nulla di più e nulla di tragico. Questo il più delle volte lo soddisfa, e torna sereno.  
Proprio per evitare carambole, il cavallo va precedentemente educato a rispondere in modo pacato e quanto più controllato possibile all'ambiente circostante, senza cader preda dell'istinto, lavoro lungo e paziente alle spalle. Se il cavallo è eccessivamente nervile e pauroso, e scatta o reagisce in modo esagerato per qualsiasi cosa, lavorare prima sul comportamento, ciò anche per quanto riguarda lo stare legato con capezza e lunghina. 

Lo scopo didattico delle pastoie

Le pastoie insegnano al cavallo a non reagire con la forza a situazioni di blocco, a cedere e non ad opporsi. Per il cavallo, come per tutti gli animali, avere le gambe, ma anche la testa, liberi li fa sentire tranquilli e sicuri, poiché possono scappare. Trovarsi con la testa, o come nel caso delle pastoie, con le gambe immobilizzate, può essere spiacevole, ma con una situazione controllata, e con un precedente lavoro di preparazione, anche istruttivo.
Bisognerà far fare al cavallo un’associazione positiva con lo strumento. Indossa le pastoie, ha mobilità limitata, ma ciò significa che avrà del cibo, ci sarà calma e quiete, e comunque la persona che si occupa di lui andrà a liberarlo. È molto analogo a quando, molto spesso, si abitua il cavallo a stare legato con la capezza, si fa per associazione positiva, ed il cavallo resterà fermo e sereno. 
Imparare a mantenere la calma in situazioni in cui gli arti rimangono bloccati, ma non solo gli arti, il discorso vale per qualsiasi parte del corpo, si rivela spesso di vitale importanza, e con le pastoie il cavallo apprende piuttosto in fretta, non si ferisce, e tutto è sotto controllo, ovviamente se vengono fatte le cose per bene. 

E come fa ad imparare?

Con la semplice associazione positiva. Non può muoversi, ma questa immobilità costretta porta a cose positive come del cibo, un grattino e soprattutto calma e quiete e non agitazione, “non c’è pericolo, è tutto a posto”, questo è ciò che bisogna infondergli e fargli capire, e ciò si rivelerà sempre utile.
I cavalli percepiscono benissimo le sensazioni umane, per questo è bene essere tranquilli, in modo da trasmettergli quiete e non agitati da renderlo nervoso. Il cavallo accetta di buon grado ogni richiesta ed ogni insegnamento, l’importante è fare le cose con calma infondendo fiducia e non mettendogli ansie inutili. Se il cavallo farà i capricci, prima viene fatto calmare, e quando è tranquillo gli viene proposto un accordo positivo, del cibo, una pacca sul collo, e così via. 
pastoie su bipedi laterali

Con le pastoie si crea una situazione di blocco controllata.
Se il cavallo rimane bloccato per conto suo, d’istinto tenterà di usare la forza per liberarsi. Bloccandolo in modo controllato si riesce a lavorare sulla reazione istintiva e renderla più logica
Ci sono cavalli che per natura di carattere ed anche per fiducia in chi li accudisce se hanno un problema aspettano che qualcuno li vada ad aiutare, ma non tutti i cavalli sono così, e trovarsi, specialmente fuori e lontano da casa, in una situazione in cui il cavallo è incastrato, e non sapere se reagirà dimenandosi o rimanendo paziente, è davvero spiacevole, quindi, visto che prevenire è meglio che curare, educare il cavallo a rimanere quieto in situazioni in cui è bloccato o ha la mobilità limitata è molto importante. Magari non servirà mai, ma avere il cavallo “colto”, cioè che sa più cose e come comportarsi per evitare danni a se stesso, e magari anche a persone, è decisamente meglio rispetto all’avere un cavallo che cede all’istinto, perché non sempre l’istinto è la cosa migliore, specialmente nel mondo di oggi che non è su misura di cavallo, ma nasconde, anche per loro, molti pericoli.

Come già detto, bisogna fare un lavoro precedente, le pastoie sono uno step avanzato. 

Le situazioni in cui il cavallo può trovarsi imprigionato sono tante, molte più di quelle che si possono pensare.
Tanto per fare qualche esempio:
·         Il cavaliere cade per un qualsiasi motivo, le redini scavalcano il collo, il cavallo ci mette il piede e le redini si impigliano alla gamba. Il cavallo deve rimanere fermo ed aspettare che lo liberano perché potrebbe spaccarsi la bocca, nel caso usa una non imboccatura può ugualmente farsi molto molto male.
·         Una cosa che non si dovrebbe fare ma che invece si vede spesso, le capezze al paddock. Il cavallo potrebbe rimanere impigliato da qualche parte con la capezza, se è fortunato e la capezza non è molto resistente e si rompe tirando, ma se la capezza o quel qualcosa in cui  impigliato non si rompe, a spaccarsi rischia il cavallo, quindi è bene che sappia rimanere fermo ed aspettare l’aiuto di chi se ne occupa.
·         Altra cosa che bisogna evitare eppure spesso si da per scontata, la rimozione della rete che chiude i balloni di fieno al paddock, ed il buttarla lontano dai cavalli. Se un cavallo ci finisce con le zampe difficilmente si libera da solo, e se si dimena per liberarsi rischia di intrappolarsi di più, cadere o di ferirsi molto gravemente nel tentativo di liberarsi. Quindi anche in questo caso avere il cavallo che aspetta un aiuto è importante.

Potrei continuare a lungo facendo esempi, ma spero di aver reso l’idea di –cavallo che affronta situazioni in cui è bloccato ed è meglio che sa aspettare piuttosto che dimenarsi nel tentativo di liberarsi da solo rischiando la salute- . 

Curiosità: un cavallo che non va in panico quando resta impigliato impara anche a studiare le possibilirà per liberarsi da solo. Non è una cosa che fanno tutti, ma la fanno molti. Naturalmente meglio aiutarlo quando lo vediamo in difficoltà, ed evitiamo di metterlo troppo alla prova, limitiamoci ad insegnargli a stare fermo e sereno, che è già tanto. 

Pastoie, i pro ed i contro


Contro

Quando le pastoie vengono usate in modo errato, portano a conseguenze negative, come un qualsiasi strumento.
  • Se messe troppo larghe non solo può perderle, ma il rischio maggiore è che possono causargli ferite. Nelle pastoie messe troppo larghe può infilarsi di tutto, dal rametto che taglia o si infila nella pelle, alla pietra. Se poi riesce a sfilare un arto il rischio che camminando inciampa è elevato. Quindi occhio a non metterle troppo larghe.
  • Se messe troppo strette causano ferite, fiaccature e possono perfino diminuire o addirittura bloccare la circolazione del sangue nell’arto. Quindi evitare di metterle troppo strette.
  • Tenute su per giorni e giorni, addirittura settimane. Tenerle per giorni, giorni e giorni è dannoso. Nulla va indossato al cavallo e lasciato lì, il cavallo deve rimanere nudo. Se gli vengono lasciate agli arti rischia fiaccature, e problemi muscolari tendinei ma anche articolari, a causa dell’errata locomozione protratta nel tempo. Le pastoie si tengono su solo il tempo necessario, qualche ora non qualche giorno o peggio, settimana. 
  • Materiale non idoneo. Le pastoie sono fatte in un materiale, naturale o sintetico, che non danneggia la cute. Importante è scegliere di un buon materiale e prive di "punte" che possono ledere la pelle. 


Pro
Quando usate correttamente hanno dei vantaggi. Come già detto non imprigionano, ma riducono la falcata, e quindi limitano nel movimento.
  •  Con il giusto lavoro di preparazione, il cavallo impara a non andare in panico quando ha gli arti bloccati, e si mantiene quieto.
  • Hanno la stessa funzione dei due venti o della corda legata alla capezza, ma lasciano la testa libera.
  • Il cavallo può brucare tranquillamente.
  • Siccome non ci sono corde che lo legano il cavallo non si infuna.
  • Avendo le pastoie, ed il cavallo abituato ad usarle, si può sostare in un posto dove non ci sono alberi dove legarlo o realizzare una posta o un recinto con le corde, ad esempio in una bella valle.
  • Il cavallo può spostarsi, quindi può anche avvicinarsi ad un suo simile e fare le loro “cose da cavalli”, o scegliere il posto per brucare.
  • Potendosi spostare mentre bruca, anche se minimamente, soddisfa la necessità naturale a spostarsi per essere meno alla portata dei predatori (che spesso stanno solo nella sua testa). 

Le regole del buon senso

Il buon senso non deve mancare mai, e questo per qualsiasi cosa, non solo quando si utilizzano le pastoie. 
Ecco alcune cose da tenere sempre presente:
  • Prima di usare le pastoie, il cavallo va adeguatamente preparato. C'è tutto un lavoro di fiducia, familiarizzazione e desensibilizzazione da fare prima di passare alle pastoie.
  • Il cavallo deve essere abituato alle pastoie, quindi prima di usarle fuori casa si avrà la premura di provarle e fargliele conoscere, come si deve e non approssimativamente, quando si è a casa, ed in sicurezza. Solo dopo che il cavallo avrà capito di cosa si tratta, avrà imparato a tenerle, si potranno usare fuori, non prima. Gli esperimenti non si fanno mai fuori casa o troppo lontano. La prima volta fuori è meglio farla in un posto sicuro vicino alla sua casetta.  
  • Se hai dei dubbi, non sai esattamente cosa fare, come farlo, fatti aiutare da una persona esperta a riguardo. Evita di cercare su internet i tutorial, questa è una di quelle cose per le quali serve l’aiuto di una persona competente. Ricorda che ogni cavallo reagisce a modo suo, ed in certe situazioni alcuni cavalli fanno cose inaspettate. Piuttosto che rischiare trovandosi di fronte qualcosa a cui si è impreparati, è buona norma farsi aiutare da chi lo ha fatto tante volte, a tanti cavalli e le ha praticamente viste tutte. Questo garantirà sicurezza e serenità a te ed al tuo cavallo.
  • Evita il fai da te. Le pastoie fatte in casa non sempre sono l’alternativa migliore, specialmente se arrangiate con la corda. Molto meglio spendere qualche spicciolo in più per pastoie di buona qualità, sicure, collaudate ed adatte, piuttosto che ritrovarsi a rimediare i danni fatti da qualcosa di pessima qualità o arrangiato.
  • Se in sosta ci sono cavalli che non si conoscono, per evitare che si possano far male facendo conoscenza, è bene non usare le pastoie perché si possono raggiungere, ma optare per la corda ad un ancoraggio solido e sicuro, e legarli distanti, in modo da evitare spiacevoli zuffe, magari si scopriranno ottimi amici, ma è meglio scoprirlo nella sicurezza di casa piuttosto che lontano da casa.
  • Se c’è un cavallo intero e delle cavalle femmine, si eviterà di usare la pastoie poiché si raggiungono e tanti auguri. 
  • Sorvegliare il cavallo dando un occhio. Si può spostare, e poco a poco si allontana, meglio stare attenti. 
Le pastoie non sono terribili, ma di sicuro molto utili.
Vanno usate con criterio e sono legali.


Testo protetto da Copyright ©
Il presente testo è proprietà di Lisiana Patalano
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