Il fieno, un alimento essenziale

Il fieno, un alimento essenziale

La Laika presso Agriturismo I Moresani ©Lisiana Patalano

Il fieno costituisce l’alimento principale annuale della dieta di moltissimi cavalli domestici. Il fieno, specialmente nel caso in cui il pascolo non è sufficiente da ricoprire il fabbisogno nutrizionale giornaliero del cavallo, o è del tutto assente, è essenziale nella sua dieta, in quanto fonte di fibre e nutrienti.

Sano per l’intestino

Il fieno è indispensabile per il corretto funzionamento intestinale del cavallo.

La fibra è impegnativa da digerire, proprio per questo, nella giusta quantità, garantisce regolari processi fermentativi, essenziali per lo sviluppo della flora batterica intestinale. Una flora batterica intestinale, in condizioni ottimali, nel processo di digestione degli alimenti, contribuisce alla produzione di sostanze energetiche. Ciò significa che, un cavallo con una flora batterica intestinale sana ed efficiente, è un cavallo in grado di digerire vari alimenti senza problemi, di assimilare maggiormente i nutrienti dagli alimenti, ha più energia, e si risparmia tanti problemi legati alla cattiva condizione della flora batterica intestinale.

Il fieno, per via della sua consistenza e secchezza, richiede tempo per la masticazione, quindi, prima di esser inghiottito, viene ben impregnato di saliva, e la lunga masticazione prepara l’apparato digerente al lavoro di digestione. Proprio per questo, nei cavalli che mangiano razionato e non hanno possibilità di pascolo o di fieno a volontà, e quindi si trovano con diverse ore di digiuno tra un pasto e l’altro, è indispensabile dar loro prima il fieno, e poi eventuale mangime, così da garantire la corretta digestione ed assimilazione dei nutrienti.

La fibra non solo richiede tempo per la digestione, ma inumidita funziona come una spugna trattenendo l’acqua ed assorbe, nel tratto gastroenterico, vitamine e minerali, che vengono assimilati durante il processo di digestione. Un adeguato accumulo di acqua nell’intestino funge da riserva idrica, agevola i processi digestivi, permettendo anche di assimilare meglio i nutrienti alimentari trattenuti nella fibra lentamente digerita. In fine, ma non per importanza, l’unione degli scarti della digestione della fibra con l’acqua da essa trattenuta, fa si che le feci siano morbide e facili da espellere, così da limitare enormemente il problema delle coliche da costipazione.

Non a caso, i cavalli che mangiano un’adeguata quantità di fieno, sono meno colpiti dai problemi intestinali ed assimilano meglio i nutrienti degli alimenti, rispetto ai cavalli che di fieno ne mangiano molto poco.

Il fieno non è uno solo

Esistono varie qualità di fieno, il fieno maggeno, ovvero il fieno primaverile, il più ricco. Il fieno agostino, fieno estivo, buono, ma più grossolano del maggeno, ed il fieno settembrino, meno ricco rispetto gli altri due.

  • Maggeno
È il fieno primaverile. In primavera le erbe sono in crescita e ricche di nutrienti. Il fino che viene raccolto in primavera è dunque qualitativamente superiore, in quanto tutta la parte erbosa contiene un buon apporto nutritivo.

  • Agostino
Il fieno estivo. In estate le piante già hanno passato la fioritura, e sono cariche di semi. Il fieno stivo è nutriente e ricco di semi, infatti il suo potenziale nutritivo si trova maggiormente nei semi che nella pianta.

  • Settembrino
Fieno di fine estate. La pianta è ormai adulta, ed ha completato il suo ciclo. Il fieno ottenuto ha un apporto nutritivo inferiore rispetto ai precedenti, ma è comunque un buon alimento ricco di fibre.


A differenza dell’erba, che contiene bel l’80% di umidità, un buon fieno ne contiene appena tra il 20% ed il 12%. Ciò significa che la quantità di fieno per coprire il fabbisogno nutrizionale giornaliero del cavallo, è inferiore rispetto alla quantità d’erba.

 Cosa costituisce il fieno?

Il fieno si produce con le erbe da foraggio, ossia, erbe che mangiano gli animali al pascolo. 
 
Il fieno polifita, ovvero il fieno prodotto dalle erbe selvatiche spontanee che crescono in un determinato ambiente. La tipologia di erbe che compongono il fieno polifita, cambia a seconda della latitudine e del clima. Ad esempio, un fieno maggeno prodotto sulle Alpi, è composto da piante diverse da quelle che compongono il fieno maggerno polifita prodotto sulla costa.

Il fieno polifita dunque è un fieno molto vario, poiché le piante che lo compongono sono diverse a seconda della zona in cui è prodotto.
Importante assicurarsi che il fieno sia privo di piante velenose. Nonostante il processo di essiccazione, fermentazione ed anche invecchiamento, moltissime piante mantengono comunque pericolosi valori di tossicità. Se acquisti il fieno polifita, compralo sempre da un produttore fidato e competente. Se hai deciso di produrlo, informati sulla flora presente nella tua zona, ed evita piante tossiche e velenose.

Il fieno di leguminose. Un fieno molto proteico e ricco di calcio e fosforo, e con un apporto di fibre basso. È composto da leguminose quali trifoglio, erba medica, sulla, lupinella..
Essendo un fieno molto ricco di nutrienti e povero di fibre rispetto ad altri fieni, una quantità eccessiva può causare coliche e di malattie metaboliche. Da somministrare con cautela.

Il fieno di graminacee. Meno ricco del fieno di leguminose e con un apporto maggiore di fibre, è composto da piante graminacee, molto diffuse nel fieno orzo e avena.
Spesso si trova fieno misto graminacee e leguminose, in percentuali variabili. Un fieno così composto è un prodotto nutriente e ricco di fibre, specialmente quando la composizione è ben bilanciata.


Il buon fieno

Ancor prima di dar peso alla composizione botanica del fieno, ed al taglio, è essenziale riconoscere un buon fieno da un pessimo fieno.


  • È pulito, non c’è spazzatura, sassi, terra, rami secchi, e tutti possibili corpi estranei non commestibili. Può capitare qualche elemento anomalo, ma che sia solo occasionale, e che non infesti tutto il ballone, o tutta la partita di fieno.
  • Un fieno di qualità è privo di polveri e muffe.
  • Giovane, ovvero, ha meno di un anno.
  • Asciutto.
  • Freddo.
  • Ha un bel colore, che va da un verde opaco ad un giallo paglierino e dorato, dipendentemente dalle piante che lo compongono e dal periodo di raccolta. Non è anomalo che eventuali fiori conservino un bel colore.
  • Ha un profumo gradevole, dipendentemente dalle piante che lo compongono può essere più o meno dolce, e comunque sempre invitante. 
  • Ha una consistenza mediamente croccante e non è fragile. 
  • Le parti fogliose restano sullo stelo della pianta, ed i semi non cascano con un nonnulla. 
  • Non è troppo sottile, né troppo grezzo.

Un fieno di pessima qualità.


  • È sporco.
  • Polveroso e muffo. La muffa si presenta con molta polvere, ha un cattivo odore, in casi di un prodotto davvero pessimo ci sono, all’esterno così come all’interno chiazze bianche più o meno estese, quella è la muffa. 
  • Vecchio. Ha superato l’anno. Ciò significa che il suo potenziale nutritivo è notevolmente sceso. Un fieno vecchio è tendenzialmente polveroso, legnoso e fragile. 
  • Umido. Un fieno umido tende a fermentare e marcire. Un fieno marcio presenta anche la muffa. 
  • Caldo. Quando il fieno ormai ultimato è caldo, significa che sta “cuocendo” e marcendo a causa della troppa umidità. Ciò rovina il fieno con muffe e zone marce. 
  • Il colore è spento. Dal grigio al marrone, significa che il fieno è vecchio o mal conservato. Chiazze nere, anche se secche, indicano che il fieno è marcito. Le chiazze bianche sono muffa. Maggiori sono le chiazze sul fieno, più questo è compromesso. 
  • Puzza. Puzza di muffa, puzza di marcio. Più che invitante è nauseabondo. 
  • Troppo molle, indica un fieno marcio. Secco, duro, legnoso, fragile, un fieno vecchio e troppo secco. 
  • Si sbriciola, le parti fogliose ed i semi cadono giù o si polverizzano, lasciando dei rametti secchi e spogli. 
  • Sottile come aghi di pino, o troppo doppio e legnoso.

Zingarella presso Agriturismo I Moresani ©Lisiana Patalano

Cosa succede se do un pessimo fieno al mio cavallo?

Un fieno di buona qualità ha benefici per l’intestino e dal punto di vista nutrizionale. Per fieno di qualità non si guarda soltanto la composizione, il periodo di taglio ed i mesi, ma si guarda soprattutto le condizioni del fieno.

Esempio:
Un fieno maggeno di leguminose, se vecchio, muffo e marcio, è un fieno pessimo.
Un fieno settembrino polifita, nuovo ed in ottime condizioni è notevolmente migliore rispetto al precedente.

Quando il fieno è vecchio e secco ha un basso apporto nutritivo.
Quando sporco può causare danni alla salute, alla bocca, ed anche all’apparato digerente.

Un fieno marcio, muffo è polveroso è buono solo per accendere il camino, in quanto le polveri, la muffa ed il marcio, intaccano il sistema respiratorio del cavallo, e danneggiano la flora batterica intestinale.

Cosa causa un fieno marcio, muffo e polveroso?

  • Irritazione delle vie respiratorie.
  • Sviluppo di malattie delle vie respiratorie
  • Allergia o acuta sensibilità al fieno (alla polvere ed alla muffa del fieno. Si può presentare con problemi respiratori, ma anche problemi agli occhi e in taluni casi, dermatite allergica)
  • Rinite 
  • Asma 
  • Bolsaggine
Tutto ciò comincia con colpi di tosse, di frequenza ed intensità variabili, e difficoltà respiratoria. Chiamare il veterinario, ed eliminare immediatamente il fieno (ma anche la paglia) muffa e polverosa. Mettere il cavallo all’aperto, così da fargli respirare aria pulita.
 
Alterazioni della flora batterica intestinale. Ciò porta a cattiva assimilazione dei nutrienti alimentari, difficoltà nella digestione, eccessiva flatulenza, diarrea, e feci dal colore e l’odore anomalo. Possono presentarsi le coliche.

In casi gravi, intossicazione, causata dalla muffa e dal marcio. 

Curare un cavallo che ha subito danni da pessimo fieno è molto dispendioso, inoltre i danni intaccano la salute, e quindi la possibilità del cavallo di svolgere attività lavorativa. 

Quanto fieno deve mangiare?

Il quantitativo di fieno va calcolato in base al peso del cavallo, la sua alimentazione con mangimi, ed al suo tenore di vita. Inoltre c’è da tener presente la qualità, la composizione ed il taglio del fieno.
Altri fattori influenti sono l’età, lo stato di salute, il peso, quindi la necessità di prendere, perdere o mantenere il peso, se si tratta di una cavalla gravida, in allattamento oppure no.

Si può dire, in modo molto generico e non specifico, che un cavallo adulto di circa 500kg, a riposo, o con un tenore lavorativo molto leggero, necessita di circa 10 – 12kg di fieno al giorno.
Importante che il fieno costituisca una percentuale minima tra il 25% ed il 30% della razione alimentare totale giornaliera.

Esempio:
Senza pascolo e con fieno e mangime nutrienti.
Un cavallo che mangia il 25% del pasto giornaliero in fieno, mangerà il restante 75% di mangime.
Un cavallo che mangia giusto il 10% di mangime durante tutta la giornata, il 90% della sua razione giornaliera sarà composta da fieno.

Un cavallo che per vari motivi necessita di mangime, alimentato con del buon fieno nutriente, può esser mantenuto anche solo col fieno.

Nella razione di fieno, è bene tener presente anche eventuali sprechi, specialmente se il cavallo è tendenzialmente uno sprecone.

Un fieno meno nutriente, o non eccellente, va somministrato in quantità maggiore rispetto ad un fieno di qualità.

Se il cavallo non dispone di pascolo, o di fieno a volontà, il fieno razionato, è opportuno dividere la razione quotidiana in 4 piccole razioni, da somministrare durante l’arco della giornata. Così da evitare sprechi ed abbuffate, che spesso fanno più male che bene.


Conclusione

Il fieno è un alimento molto importante nella dieta del cavallo domestico. Non deve mai mancare, ma deve essere di buona qualità. Un fieno scadente, specialmente se muffo e polveroso, anziché apportare benefici crea molti danni alla salute del cavallo.


Testo protetto da Copyright ©
Il presente testo è proprietà di Lisiana Patalano
Qualsiasi duplicazione senza consenso dei testi contenuti in Il Cavallo – Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano è illegale e punibile con la legge

I post più letti

Limite di peso

Gasterophilus

Gonfiore degli arti

Puoi contattarmi qui

Nome

Email *

Messaggio *