Leggende metropolitane - I cavalli vedono ingigantito

Leggende metropolitane - I cavalli vedono ingigantito



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La storia che – i cavalli vedono ingigantito – non è nuova, ma è una diceria piuttosto vecchia, ed ancora oggi in uso.
Sicuramente sarà capitato anche a te di leggere tale affermazione in internet, sentirla in qualche film, leggerla in qualche racconto, o perfino sentirla dire da persone in carne ed ossa, anche da professionisti del settore equestre.

Eppure non è affatto vero che i cavalli vedono ingigantito. I cavalli hanno sicuramente una percezione visiva del mondo particolare e completamente differente dalla nostra, eppure su nessun trattato veterinario attendibile e odierno, quindi frutto di studi approfonditi riguardanti l’anatomia dell’occhio equino e la sua meccanica, e studi che riguardano la percezione visiva del cavallo, supportati dalla tecnologia avanzata di cui si dispone oggi, si legge, o si lascia intendere, che “i cavalli vedono ingigantito”. La teoria dunque non ha alcun fondamento scientifico, ciò significa che è solo una comune menzogna.

Se non si ha confidenza con i vari studi veterinari riguardanti la vista equina, a far crollare la leggenda del cavallo che vede ingigantito, ci pensa una semplice e banale riflessione.

Se il cavallo vedesse ingigantito, vedrebbe grande ciò che è piccolo, e gigantesco ciò che è grande, quindi una ciliegia la vedrebbe grande quanto un pallone, e la porta del box ampia quando il portone di un maniero scozzese.

Se nemmeno questa breve ma chiara riflessione rende l’idea, allora è opportuno porsi una domanda,

se i cavalli vedessero ingigantito, come potrebbero muoversi agilmente ed agevolmente nello spazio?

La percezione alterata delle dimensioni degli oggetti nello spazio, è un gravissimo ostacolo, il cavallo non sarebbe in grado di spostarsi agevolmente, eppure il cavallo domestico che vive in luoghi umani e costruiti da umani, quindi non il cavallo selvaggio che corre nelle praterie e nelle fantasie comuni, riesce a spostarsi agevolmente ovunque, cosa impossibile con una percezione visiva alterata delle dimensioni.
Quindi no, il cavallo non vede ingigantito.

Un’altra teoria appartenente allo stesso baccello, quindi ugualmente inesatta, afferma che il cavallo vede solo noi umani ingigantiti di 10 volte. Quindi io, che sono alta 1.64m, agli occhi di un cavallo sarei alta 16.4 m, praticamente un dinosauro.
E qui la domanda principale è: perché il cavallo dovrebbe vedere solo noi umani ingigantiti?

Anche qui non c’è alcun fondamento scientifico a supporto della fantasiosa teoria, dunque non è affatto vero che i cavalli vedono noi umani ingigantiti.

Anziché aggrapparsi a vecchie credenze e leggende metropolitane, una cosa utile sarebbe capire e conoscere la psicologia equina e come vedono i cavalli per davvero, ciò aiuta a comprendere anche comportamenti legati alla percezione visiva.

Questa menzogna infatti nasce dalla non conoscenza della psicologia equina e della percezione visiva del cavallo, così, nella più totale ignoranza dei fatti, venne tirata in ballo la più banale delle teorie, il fatto che il cavallo vedesse ingigantito, e reagisse in un determinato modo perché spaventato o messo a disagio dalle dimensioni. Spaventarsi di qualcosa perché più grande di lui, lasciarsi domare e cavalcare dagli umani perché più grandi di lui.

In realtà ciò non avviene per un’alterata percezione delle dimensioni, ma per motivi legati alla sua psicologia, allo stato emotivo, al modo di interagire con esso.

La percezione visiva del cavallo è inoltre molto particolare, quindi una sintesi, così da comprendere come il cavallo vede realmente, aiuta anche a capire perché non vede ingigantito, ma ha fatto credere ciò per molto tempo.

La percezione visiva del cavallo in sintesi

Vista monoculare e binoculare
I cavalli ha una vista binoculare, ossia con entrambi gli occhi, ed una vista monoculare laterale, con un occhio solo. Con la vista binoculare i cavalli percepiscono la profondità e vedono la stessa cosa con entrambi gli occhi, con la vista monoculare, i cavalli percepisce contemporaneamente due realtà differenti, e non hanno percezione della profondità.

Un cavallo, avvicinato di lato, non riesce a capire a che distanza ci troviamo da lui.

Importante percezione del movimento
I cavalli possiedono un’acuta percezione del movimento. Piccoli movimenti che al nostro occhio sfuggono, sono invece ben percepiti dal cavallo.

Vista non proprio nitida

La vista dei cavalli non è nitida come la nostra, ciò non aiuta molto con la messa a fuoco.

Colori e luminosità
I cavalli non vedono bene tutti i colori, la loro scala cromatica è ridotta confrontata a quella di noi umani, però percepiscono la luminosità dei colori in modo anche molto accentuato. Colori chiari e brillanti, superfici che riflettono la luce, in condizioni di forte luminosità talvolta appaiono abbaglianti agli occhi dei cavalli.

Lentezza nell’abituare l’occhio ai cambi di luminosità importanti
Gli occhi dei cavalli impiegano alcuni secondi in più, rispetto a noi umani, ad abituarsi ai cambiamenti di luce. Passare rapidamente dal buio alla luce, e dalla luce al buio, come l’entrare ed uscire dal box, causa un momento di “buio”, e ciò mette a disagio molti cavalli.

Memoria visiva
I cavalli hanno un’ottima memoria visiva. Imparano alla perfezione cosa si trova in un posto a loro noto, e quando cambia qualcosa, subito se ne accorgono. I cambiamenti, specialmente se sporadici, sono spesso fonte di agitazione. Il cavallo domestico è piuttosto abitudinario, un cambiamento nel suo spazio potrebbe essere percepito come la trappola di un predatore, ciò perché, nonostante secoli con noi umani (e le nostre bizzarrie), e anni di lavoro mirato a fargli conoscere e non temere il mondo, il cavallo conserva quell’istinto ancestrale da preda, il quale di tanto in tanto si risveglia. 

Perché allora si spaventano di oggetti piccoli ed innocui?

Oltre alla vista, bisogna tener presente che il cavallo è una preda, e nonostante un lungo e paziente lavoro di familiarizzazione svolto sul singolo soggetto, e secoli di vita accanto agli umani per quel che riguarda i cavalli domestici, conserverà sempre quell’atavico istinto da preda, il quale si può controllare ma non sopprimere.

Ciò che non conoscono, o ha un’aria sospetta, è un potenziale predatore o un covo di predatori, quindi bisogna proteggersi, e la miglior protezione è la fuga.

I cavalli infatti, anche se distinguono le dimensioni di un’oggetto, non sono in grado di capire che in una scatola di scarpe ci sta comodo un innocuo topolino, e non un pericoloso leone di montagna. Nella mente del cavallo, se quella scatola è sospetta, è perché può nascondere un pericolo, e non perché la vede grande quanto un camion.

Questo problema si può limare insegnando al cavallo a ragionare. Ciò richiede un lungo lavoro di fiducia e di acculturamento verso il mondo, e purtroppo non funziona alla perfezione con tutti i cavalli in tutte le situazioni.

La vista non è sola, ci sono anche gli altri sensi

I cinque sensi non lavorano mai singolarmente, ma sempre assieme. Qualcosa che mette un rumore insolito, ha un’odore insolito, può essere fonte di stress, ed il cavallo si mette in’allerta. La tosatrice talvolta diventa un terribile mostro, è piccola, ma fa rumore, delle volte ha un’odore strano (alcuni olli per la cura della tosatrice non sono proprio profumati), e sul corpo da una strana sensazione.

In conclusione

Oggi, rispetto a prima, la conoscenza del cavallo su basi scientifiche ha fatto progressi, ed è anche alla portata di tutti, prima certe storie erano alimentate dal non sapere le cose, quindi erano anche giustificabili, ma oggi, che le cose le possiamo conoscere facilmente (anche i libri specifici sono facili da reperire e non troppo costosi), è il caso di rivedere le proprie convinzioni.


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