Il periodo della muta



Il periodo della muta




La muta consiste nel cambio del pelo stagionale.
In primavera, con l’aumento delle temperature, il pellicciotto invernale viene sostituito dal pelo estivo, più corto e meno folto.
In autunno, con l’abbassamento delle temperature, il pelo estivo viene sostituito col pellicciotto invernale.

Il pelo viene cambiato durante tutto l’anno, ma durante il periodo della muta avviene un vero e proprio “cambio di stagione”, per questo viene perso più pelo del solito.

La muta primaverile è più abbondante e più lunga di quella autunnale poiché il pellicciotto invernale, che viene perso gradualmente, è molto più lungo e folto del pelo estivo.
La perdita del pelo va pari passo con il cambio delle temperature. Talvolta la muta può essere più veloce o più lenta della media, ciò dipende dalla temperatura ambientale.

Solitamente la muta avviene in primavera e in autunno. Non ci sono mesi specifici poiché tutto dipende da quando le temperature si alzano e poi si abbassano.

La muta dura 15-20 giorni circa.

Non sempre la muta è uniforme. Ci sono cavalli che perdono il pelo a chiazze, quindi si avrà un cavallo che sembra avere qualche problema di pelle, in realtà è solo la muta che procede, tutto nomale dunque.
Se però le chiazze si verificano troppo in anticipo o dopo la muta, e presentano anomalie, come ad esempio croste, forfora, lesioni, la pelle resta totalmente scoperta, hanno forma molto precisa, o qualsiasi altra anomalia, allora è opportuno contattare il veterinario poiché potrebbe trattarsi di un problema di pelle.

Altro evento, il cambio del colore. Il mantello invernale ed il mantello estivo molto spesso sono differenti di alcuni toni. Naturalmente un baio resterà baio ed un sauro resterà sauro, solo che in inverno il mantello può essere un po’ più scuro rispetto a quello estivo. Lo stesso vale per il colore della criniera.
In casi particolari avviene il contrario, il pelo estivo è scuro rispetto a quello invernale.


Per velocizzare questo evento del tutto naturale, magari solo un po’ tedioso per via del prurito, infatti tendono a grattarsi molto, ma è sicuramente un periodo poco simpatico per noi umani (peli ovunque, peli sui vestiti, peli svolazzanti per la scuderia, peli ai pali del paddock e alle porte del box perché il cavallo si gratta…… peli!), bisogna spazzolare, spazzolare, spazzolare!
Il cavallo riceve molto sollievo nell’essere spazzolato, è una piacevole grattata, ma richiede anche una bella faticaccia.
Se non si spazzola non succede nulla di grave, solo che si formano dei grumi di pelo davvero brutti da vedere, ed il cavallo a furia di grattarsi potrebbe causarsi qualche lieve abrasione.

Lussurioso, mantello estivo


Ci sono moltissimi metodi per spazzolare il cavallo. Il classico è la striglia, in gomma o in ferro, su preferenza ed esigenza personale o la stecca dal lato seghettato. Uno dei metodi classici consiste nell’utilizzare un guanto di crine o una pietra pomice, metodi un po' datati ma che ancora oggi c'è chi li utilizza.
Oggi in commercio si trovano facilmente pettini-striglia con cui si fa molta meno fatica a spazzare via il pelo vecchio.

Un altro rimedio, molto più frastico, è quello di tosare durante la muta. Ma questo è più adatto al cavallo stabulato in box piuttosto che a quello che vive al paddock.



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