Il periodo della muta



Il periodo della muta




La muta consiste nel cambio del pelo stagionale.
In primavera, con l’aumento delle ore di luce e delle temperature, il pellicciotto invernale viene sostituito dal pelo estivo, più corto e meno folto.
In autunno, con l’abbassamento delle temperature e la diminuzione delle ore di luce, il pelo estivo viene sostituito dal pellicciotto invernale. 

Il cambio del pelo è condizionato dalla combinazione tra la quantità delle ore di luce disponibile e la temperatura ambientale che permane più a lungo durante la giornata, nell'arco di qualche settimana.
Con l'aumento delle ore di luce, aumentano poco a poco anche le temperature, al contrario, con la diminuzione delle ore di luce, le temperature diminuiscono. L'organismo del cavallo si attrezza seguendo il cambiamento della natura. 
Lo stesso cavallo può mutare il pelo in periodi differenti, con qualche settimana di anticipo o di ritardo rispetto a l'anno precedente, e presentare un pelo differente di anno in anno, ad esempio, in caso di inverno molto rigido, il pelo può esser particolarmente folto, mentre in caso di inverno più mite, il pelo può essere meno fitto. Ci sono anche fattori genetici che influiscono sulla quantità del pelo.
 
Durante la stagione, può avvenire una sorta di muta secondaria, ovvero il pelo cambia a seconda delle necessità. Se magari l'inverno diviene man mano più freddo e meno luminoso anche per via del mal tempo, il pelo può diventare di conseguenza più fitto. In estate invece può diventare più corto e sottile. 

Il pelo viene cambiato durante tutto l’anno, ma durante il periodo della muta avviene un vero e proprio “cambio di stagione”, per questo viene perso più pelo del solito.

La muta primaverile è più abbondante e più lunga di quella autunnale poiché il pellicciotto invernale, che viene perso gradualmente, è molto più lungo e folto del pelo estivo.
Talvolta la muta può essere più veloce o più lenta della media, ciò dipende da i vari fattori ambientali che influiscono su l'organismo del singolo cavallo, o anche da fattori interni del singolo cavallo. Anche la gestione complessiva influisce sulla muta. Da non trascurare la salute, ci sono malattie che influiscono, direttamente o indirettamente, sulla crescita del pelo.

Solitamente la muta avviene in primavera e in autunno. Non ci sono mesi specifici poiché tutto dipende dalle condizioni ambientali, anche se, a grandi linee, in primavera comincia verso la fine di marzo, in autunno comincia da metà ottobre. 

La muta dura da 10 a 20 giorni, circa, per essere completa.
Cambi più rapidi o più lenti non sono realmente un problema. 

Non sempre la muta è uniforme. Ci sono cavalli che perdono il pelo a chiazze, quindi si avrà un cavallo che sembra avere qualche problema di pelle, in realtà è solo la muta che procede, tutto nomale dunque.
 
Se però le chiazze si verificano troppo in anticipo o dopo la muta, e presentano anomalie, come ad esempio croste, forfora, lesioni, la pelle resta totalmente scoperta, hanno forma molto precisa, la pelle è arrossata, o qualsiasi altra anomalia, allora è opportuno contattare il veterinario poiché potrebbe trattarsi di un problema di pelle, e le cause possono essere veramente tante. 

Altro evento, il cambio del colore. Il mantello invernale ed il mantello estivo molto spesso sono differenti di alcuni toni. Naturalmente un baio resterà baio ed un sauro resterà sauro, solo che in inverno il mantello può essere un po’ più scuro rispetto a quello estivo. Lo stesso vale per il colore della criniera.
In casi particolari avviene il contrario, il pelo estivo è scuro rispetto a quello invernale. 
 

Affrontare la muta

Per velocizzare questo evento del tutto naturale, magari solo un po’ tedioso per via del prurito, infatti i cavalli tendono a grattarsi molto, e poco simpatico per noi umani (peli ovunque, peli sui vestiti, peli svolazzanti per la scuderia, peli ai pali del paddock e alle porte del box perché il cavallo si gratta…… peli!), bisogna spazzolare, spazzolare, spazzolare!
Il cavallo riceve molto sollievo nell’essere spazzolato, è una piacevole grattata, ma richiede anche una bella faticaccia. 
 
Se non si spazzola non succede nulla di grave, il pelo impiega il suo tempo naturale per cambiare del tutto. Dal punto di vista estetico non è bellissimo. Salvo casi particolari in cui il pelo potrebbe formare delle matasse impastandosi con sudore, fango e polvere, e nel caso in cui il cavallo sia un insistente grattatore tanto da causarsi lesioni della pelle, la muta, anche se non seguita meticolosamente, non è un problema. 

Ci sono moltissimi metodi per spazzolare il cavallo. Il classico è la striglia, in gomma o in ferro, su preferenza ed esigenza personale o la stecca dal lato seghettato. Uno dei metodi classici consiste nell’utilizzare un guanto di crine o una pietra pomice, metodi un po' datati ma che ancora oggi c'è chi li utilizza.
Oggi in commercio si trovano facilmente pettini-striglia con cui si fa molta meno fatica a spazzare via il pelo vecchio.

Un altro rimedio è quello di tosare durante la muta. Ma questo è più adatto al cavallo stabulato in box piuttosto che a quello che vive al paddock tutto il giorno. Tosando bisogna proteggere il cavallo la coperta, e questa va cambiata man mano, a ritmo delle temperature e necessità del cavallo.

Per la muta invernale, ovvero il passaggio dal pelo corto al pelo lungo, la soluzione è sempre quella, spazzolare. La differenza sostanziale sta nel fatto che il pelo invernale deve anche crescere più fitto e lungo rispetto a quello estivo, dunque spazzolare si, ma rasare o spezzare il pelo no, se poi si sceglie di tosare è un altro discorso.
 
In caso di clima freddo e cavallo non ancora pronto ad affrontarlo con il pelo naturale, un valido supporto lo danno le coperte, naturalmente bisogna utilizzarle nel caso in cui siano davvero necessarie. Immancabile un buon riparo, naturale o artificiale, di libero accesso, per il cavallo al paddock. Solitamente, quando il cavallo ha la possibilità di trascorrere molte ore a l'aperto o è gestito prevalentemente, l'organismo va a ritmo con la natura.
 
Per condizionare la crescita del pelo, evitando di far mettere al cavallo un folto pellicciotto, o accelerare la muta passando dal pelo invernale a quello estivo, bisogna condizionare artificialmente temperatura ambientale e quantità di luce con delle particolari lampade, rimedio molto dispendioso e che stressa ulteriormente l'organismo del cavallo poiché lo allontana dai naturali ritmi.

Il cambio del pelo è un procedimento assai più complesso di quello che sembra, l'organismo è sottoposto a stress, dunque, nel caso in cui fosse necessario, è bene supportare il cavallo anche con l'alimentazione. Per dubbi e consigli è bene contattare il proprio veterinario di fiducia. 


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