Asciugare il cavallo in inverno

Asciugare il cavallo in inverno

 

Asciugare il cavallo in inverno è molto importante per prevenire problemi legati al freddo.  

Il colpo di freddo 

 
Situazione: il cavallo non è tosato, la giornata non è di quelle belle e soleggiate, ma nuvolosa, fredda, magari anche piovosa. È tardo pomeriggio, quindi temperatura più bassa e niente sole.
Non c’è la possibilità di utilizzare il solarium, il campo è scoperto, o coperto ma non riscaldato. La scuderia non è riscaldata. Il cavallo ha lavorato sodo ed è ben sudato.
Cosa fare?
Armarsi di tempo e pazienza ed asciugarlo.

Cosa c’è da sapere sul sudore

Il sudore, assieme alla respirazione ed all’irraggiamento, fa parte del sistema di termoregolazione naturale, serve a mantenere stabile la temperatura corporea, evitando che si alzi troppo, o ad abbassarla.

La temperatura corporea, nel caso del lavoro, inevitabilmente aumenta, a causa dell’attività muscolare. In sintesi, più intensa è l’attività muscolare, più calore viene prodotto. Il valore minimo che rende il lavoro intenso abbastanza da far sudare il cavallo è assolutamente soggettivo, dunque lo stesso lavoro può portare un cavallo a sudare maggiormente rispetto ad un altro. Ciò dipende da vari fattori quali, ad esempio, la preparazione atletica, la naturale costituzione fisica, la quantità e qualità del pelo invernale, l’età, talvolta anche il tipo di alimentazione, o l’assunzione di farmaci, anche lo stato emotivo, infatti il cavallo non suda solo quando lavora molto, ma anche quando è in tensione o eccitato. Lo stesso cavallo può sudare di più o di meno anche dipendentemente dalle condizioni climatiche della giornata, o per un qualsiasi motivo di un singolo giorno.
È importante considerare sempre il cavallo nella sua singolarità.

Il sudore è prodotto dal fisico e bagna la cute, lo scopo è di rilasciare il calore interno di troppo all’esterno, per refrigerare, quanto necessario, l’interno.
Nel momento in cui la sudorazione cessa, il calore corporeo continua disperdersi dalla pelle bagnata, fino a l’asciugatura naturale di pelle e sottopelo. Una volta asciutti, il calore corporeo necessario tornerà ad essere trattenuto sulla pelle dal pelo, ormai asciutto, formando una naturale camera d’aria che separa la pelle dall’esterno, anziché disperso, cosa che accade quando pelle e sottopelo sono bagnati.
Il sudore dei cavalli, oltre a contenere acqua e sali minerali, e ricco di laterina, una particolare proteina il cui scopo è quello di assorbire l’acqua e facilitarne l’evaporazione, asciugando così dal sudore.

Perché asciugare un cavallo sudato?

Il cavallo, quando ha la possibilità di muoversi liberamente in paddock, magari anche in compagnia, non è estraneo a corse frenetiche e sudate, la differenza principale tra il sudare da solo ed il sudare perché lavora, sta nel fatto che, un cavallo abituato a muoversi liberamente e quindi anche ad autogestirsi, sa quando fermarsi. Durante il lavoro è condizionato dalla nostra volontà. Di conseguenza lavorando si accalderà di più, la temperatura sarà elevata per più tempo, la sudorazione sarà maggiore, di conseguenza sarà più bagnato ed occorrerà più tempo e calore per asciugarsi.
A ciò aggiungiamo anche che dopo, magari, dovrà stare in box, quindi non potrà muoversi e mangiare liberamente per produrre calore, così da asciugarsi; o fa molto freddo e rischierebbe di disperdere troppo calore prima di essere asciutto, proprio a causa della copiosa sudata, raffreddandosi e rischiando uno spiacevole colpo di freddo.
Per questo il cavallo va asciugato dopo il lavoro, specialmente quando la sudorazione è stata importante, indipendentemente da dove alloggia, paddock o box.

Asciugare un cavallo non tosato, in assenza di solarium, phon e comodità varie

Innanzitutto, dopo il lavoro, è necessario passeggiare il tempo necessario per permettere al cavallo di rilassarsi, tornare con la frequenza cardiaca e respiratoria regolare, defaticare ed abbassare man mano la temperatura corporea. Prima di procedere con l’asciugatura è necessario che il cavallo abbia smesso di sudare, è impensabile voler asciugare un cavallo che ancora suda. Se in estate è consigliabile refrigerare il cavallo con una doccia, in inverno invece è sconsigliato

Fare la doccia al cavallo in modo consapevole

Ricorda che pelo asciutto o bagnato e regolarità cardiaca e respiratoria non sempre vanno di pari passo.
Un cavallo può essere asciutto, ed allo stesso tempo ancora affannato, quindi necessita di passeggiare ancora un po’; può essere ancora bagnato di sudore, ma respirazione e battito cardiaco sono regolari.
Ciò accade perché la quantità di sudore prodotta è variabile, inoltre questo può asciugarsi più, o meno in fretta, anche dipendentemente dalle condizioni atmosferiche e dalla temperatura ambientale.
Un cavallo può dirsi ben defaticato e raffreddato quando regolarità respiratoria, battito cardiaco e temperatura corporea sono rientrate nei parametri consueti.

Tosare o non Tosare?

La fase di defaticamento e raffreddamento post lavoro è molto importante per il benessere del cavallo, indipendentemente dal fatto che vive in paddock o in box. Il tempo varia principalmente in base quantità e qualità del lavoro svolto. Più intenso è stato il lavoro, più il cavallo si è impegnato, maggiore sarà il tempo necessario per defaticare e raffreddare. Ovviamente entrano anche in gioco fattori assolutamente soggettivi.

Un cavallo non tosato, non necessita necessariamente di coperta durante la fase post lavoro di defaticamento e raffreddamento, poiché il pelo invernale ha azione protettiva ed impedisce una dispersione del calore troppo rapida, anche in caso di sudore. Però ci sono situazioni nelle quali, anche ad un cavallo con il pelo invernale, durante la passeggiata post lavoro, perché per defaticare e raffreddare è opportuno camminare e non rimanere fermi, una coperta torna utile. Preferire un materiale caldo ma traspirante; bandito tutto ciò che è di plastica e non traspirante poiché non contribuisce alla dispersione del calore e all’evaporazione del sudore, di conseguenza, il cavallo continua ad essere accaldato e bagnato, la temperatura rischia di alzarsi anziché scendere. La coperta si rivela utile quando il pelo invernale non è molto fitto, il cavallo è davvero molto sudato, il singolo cavallo è freddoloso, la temperatura ambientale è fredda, e magari c’è anche il vento, il cavallo non è ancora abituato al clima poiché arrivato da poco. I motivi possono essere tanti, e non guasta quando si nota che il cavallo ha bisogno di un accortezza in più, da evitare se invece ne è infastidito, non doverosa se senza non ha problemi.
Lo scopo della coperta è quello di evitare una dispersione del calore troppo rapida, ritrovandosi con il cavallo ancora fradicio di sudore e infreddolito, con il reale rischio di un colpo di freddo. La coperta non deve impedire la dispersione del calore, ma contribuire a regolarla.
Coprire schiena e reni, lasciar disperdere liberamente il calore dal collo, sotto l’addome e dall’interno coscia.
Passeggiare serve anche per produrre calore, calore che contribuisce a far evaporare il sudore dalla pelle e dal sottopelo, lasciandoli così asciutti e permettendo la formazione di una camera d’aria protettiva tra pelle e pelo, che protegge la pelle dalle temperature esterne e trattiene il calore sotto il pelo, mantenendo così il cavallo al caldo.

E con il freddo mettiamo su la coperta

Durante la fare di defaticamento e raffreddamento, quindi prima che la sudorazione sia interrotta e pelle e sotto pelo comincino ad asciugarsi, si può spazzolare il cavallo con una brusca, nel verso del pelo e contropelo. Così facendo si distribuisce il sudore, ricco di laterina, la quale, unita al calore corporeo che viene rilasciato, contribuisce a far evaporare gran parte della parte liquida del sudore, migliorando l’asciugatura, in particolar modo di pelle e sottopelo.

Come ben intuibile da quanto scritto sopra, la prima fare per asciugare un cavallo sudato, è quella immediatamente dopo il lavoro, rilassare, defaticare e raffreddare. Una prima parte in sella, poi da terra, allentando man mano il sottopancia.

Dopo il lavoro si può passeggiare in campo, se non è possibile, allora si può passeggiare altrove. Se in scuderia è disponibile, un aiuto lo da il passeggiare in giostra, se proprio non si ha posto, allora il cavallo può venir passeggiato alla longia o in tondino. L’importante è passeggiare. La sella può essere tolta, dopo aver allentato gradualmente il sottopancia, prima della conclusione della fare post lavoro, o dopo, su possibilità e comodità. Anche sollevarla di tanto in tanto, così da far passare aria anche sotto di essa, invitando l’asciugatura, va bene.

Tornando da una passeggiata è opportuno regolarsi in base, non solo al cavallo quanto è sudato, ma anche in base alla distanza da casa ed il tipo di territorio (pianeggiante e scosceso sono diversi anche nella fase di defaticamento), dunque scendere per tempo, passeggiare a piedi con il cavallo, allentando man mano il sottopancia. Se necessario indossare una coperta sui reni, che ovviamente va portata prima di uscire. In alternativa, o in aggiunta, passeggiare quanto necessario una volta giunti in scuderia.

Non esiste un tempo uguale per tutti, ogni cavalli ha i suoi tempi.

Se il cavallo si asciuga solo con la fase di raffreddamento e defaticamento, basterà semplicemente asciugare per bene la zona dove poggiano i finimenti, sollevando il pelo e sfregando un po’.
Le piccole aree sudate si asciugano molto facilmente sfregandole con della paglia, del fieno, anche della segatura o del truciolo, strofinando per bene e poi spazzolando, nel verso del pelo e contropelo.
Si può utilizzare anche un asciugamano in spugna o in microfibra assorbente, del pile o della lana.
Una volta asciutta la pelle ed il sottopelo, il pelo superficiale si asciugherà in breve da solo.

Se invece il cavallo non si asciuga con la semplice fase post lavoro di defaticamento e raffreddamento, è necessario procedere diversamente.

Una volta che il cavallo, finalmente, ha una respirazione regolare ed ha smesso di sudare, si può cominciare ad asciugare. Per verificare che abbia smesso di produrre sudore, toccare la zona dell’interno coscia che è quella con meno peli. Quando il cavallo smette di sudare è la prima ad asciugarsi, deve risultare, se non asciutta,giusto leggermente umida; quando il cavallo invece suda ancora è tra quelle più bagnate poiché, nell’interno coscia, non solo il pelo non è fitto, ma ci sono anche grandi vasi sanguigni superficiali da i quali viene disperso molto calore, in alcuni cavalli è anche possibile vedere, o sentire toccando con la mano, come il sangue pompa nei vasi sanguigni, i quali, quando è ancora molto accaldato, pulsano visibilmente ed emanano molto calore. L’interno coscia è una delle zone che suda per prima, ed è tra quelle da refrigerare per prima quando è necessario abbassare alla svelta la temperatura corporea.

Quando si asciuga il cavallo, importante assicurarsi che la pelle ed il sottopelo siano ben asciutti.
Molto spesso il pelo superficiale resta un po’ umido poiché, essendo più lontano dalla pelle ed essendo più spesso, impiega più tempo, inoltre non sempre viene ben impregnato di laterina. Ciò su cui bisogna porre maggiore attenzione non è la criniera, il pelo superficiale, ma pelle e sottopelo, poiché il sottopelo è direttamente a contatto con la pelle ed aiuta a trattenere il calore, il pelo superficiale funge da ulteriore protezione, ma non è a contatto con la pelle, di conseguenza non la raffredda, se non viene schiacciato su di essa o mosso.

Spesso ci si concentra solo sulla parte superiore, collo, schiena, groppa, trascurando la parte inferiore, petto, addome, interno coscia.
Sotto passano vasi sanguigni che permettono la dispersione del calore, ma allo stesso tempo, se il cavallo è ben sudato, è una zona che si può raffreddare facilmente e far venire freddo al cavallo. Asciugarla dunque è importante.

Passare la stecca per togliere quanto più sudore possibile, ciò si può fare anche durante la fase di defaticamento.

Spazzolare, utile nella prima fase, o durante l’asciugatura più accurata, aiuta a distribuire il sudore e la laterina, così da non avere zone più impregnate di altre.

Accappatoio in materiale assorbente. Se non si possiede l’accappatoio per cavalli, un asciugamano grande in spugna o in microfibra, o anche due, bisogna regolarsi in base alle dimensioni del cavallo, va benissimo, a patto che sia assorbente ed asciutta. Ciò che non assorbe ed è umido è inutile.

Sfregare con un panno o un asciugamano asciutta ed assorbente. Si può anche decidere di sfregare con paglia e fieno, con segatura o truciolo, questi ultimi si possono mettere sotto la coperta e sfregare e passeggiare, quando ben asciutti hanno una rilevante capacità assorbente. Ma è necessario spazzolare per bene il cavallo dopo, specialmente se indossa una coperta, onde evitare il rischio di fiaccature dovute a residui vari rimasti nel pelo.
Lo sfregamento produce calore, ma uno sfregamento troppo energico può risultare fastidioso per il cavallo, quindi dosare l’energia. Sulle zone delicate o con cavalli sensibili, è opportuno esser particolarmente delicati. Non occorre imprimete una forte pressione, la quale può anche risultare spiacevole per il cavallo.
Assicurarsi di utilizzare sempre un asciugamano o un panno asciutto, anche paglia e fieno asciutti. Sostituire se necessario, quando umidi non asciugano.

Sopra l’accappatoio indossare una coperta. La coperta deve essere traspirante poiché deve mantenere al caldo, ma allo stesso tempo non deve trattenere l’umidità sul cavallo o portarlo a sudare nuovamente, un pile traspirante o una coperta in lana fanno un buon lavoro.

Volendo qualcosa di specifico, in selleria vendono un sacco di prodotti adatti allo scopo.

Passeggiare, a mano, in giostra, alla longia, dove possibile, controllando man mano a che punto è con l’asciugatura.

Per controllare se è asciutto, affondare la mano asciutta nel pelo e toccare la pelle, basta farlo su piccole zone.

Se il pelo superficiale rimane un po’ umido, non è un grande problema, ma se ciò desta comprensibilmente, preoccupazione, indossare la coperta che si utilizza per asciugarlo e passeggiare o lasciarlo mangiare.
Una volta che è del tutto asciutto, sostituire la coperta con quella da box o da paddock se ne indossa una nonostante il pelo invernale, o lasciarlo così com’è.
In genere, salvo eccezioni legate ad un clima particolarmente freddo e ventoso, od al singolo soggetto, l’umidità del pelo superficiale non è un problema, si asciugherà man mano da solo. Sono sempre pelle e sottopelo quelli che devono maggiormente interessare.

Quando il cavallo ha a disposizione una bella lettiera asciutta, nel box o magari anche nella capannina, per asciugarsi meglio a modo suo, non è anomalo che si rotola. Può anche decidere di rotolarsi sulla sabbia o nella terra se queste sono, a parer suo, adatte a soddisfare la sua esigenza.

Alcuni modi di agire

#1
Stecca solo per chi è davvero molto sudato.
Quando il cavallo è molto sudato, dopo aver passato la stecca, è opportuno dare una bella bruscata, nel verso del pelo e contropelo, dopodiché ripassare la stecca, e spazzolare nuovamente. Fare ciò fino ad eliminare gran parte del sudore.
Con la stecca si tira via il sudore, proprio come si fa con l’acqua. Steccare via gran parte del sudore permette di eliminare gran parte dell’acqua di cui è costituito il sudore. Spazzolando si solleva il pelo, cospargendo maggiormente il sudore e la laterina che aiuta a far evaporare l’acqua, inoltre si privilegia la dispersione del calore, il quale ha un ruolo importante per permettere l’evaporazione e l’asciugatura.
Visto che il cavallo è esposto al freddo, è bene fare ciò in un posto protetto dal freddo e soprattutto dal vento, magari in box. In questa occasione, a patto che sia davvero ben defaticato e raffreddato, è possibile dargli del fieno, così, non solo non si annoia, ma mangiando da il via alla digestione, la quale contribuisce a produrre calore, la quale più tardi farà comodo.
Una volta che, gran parte dell’umidità sarà evaporata, strofinare con qualcosa di asciutto, paglia, fieno, truciolo, un asciugamano o un panno, sostituirli con quelli asciutti quando ormai bagnati o troppo umidi per assorbire ancora. Spazzolare così da ripulire ed ordinare il pelo. Indossare la coperta in pile, lana o un qualsiasi materiale traspirante e caldo.
Lo scopo è quello di asciugare soprattutto la pelle ed il sottopelo.
Aspettare che l’asciugatura venga ultimata dal calore corporeo, trattenuto anche dalla coperta. Si può passeggiare, così viene prodotto più calore con il movimento maggiormente attivo dei muscoli, o lasciarlo mangiare, ed aspettare la produzione di calore della digestione. Una volta asciutto, togliere la coperta ed indossare la sua normale coperta se ne indossa una nonostante il pelo invernale, o lasciarlo così, su abitudine.

#2
Quanto più morbido e pulito possibile.
Se il cavallo è molto sudato, steccare e spazzolare fino ad eliminare gran parte del sudore, altrimenti cominciare come suggerito di seguito.
Quando si desidera asciugare e mantenere il pelo quanto più in ordine possibile, con la spazzola per la criniera, pettinare contropelo. Così facendo si distrugge la camera d’aria che si forma tra pelle e pelo, ma il caldo coinvolge sia il sottopelo che il pelo superficiale, inoltre, a differenza della brusca che spazza ed ammassa, la spazzola per la criniera separa i peli. Anziché togliere e rimettere asciugamano e coperta (o solo la coperta, dipende quanto è sudato il cavallo), è sufficiente alzarle sulla parte da spazzolare e riabbassarle, in questo modo la dispersione del calore è contenuta ed il cavallo non è troppo esposto al freddo.
Continuare a passeggiare, o lasciarlo mangiare, e ripetere più volte fino a che il cavallo sia asciutto. Sostituire le asciugamani se necessario. Infine spazzolare quando asciutto.
Muovere il pelo aiuta ad asciugarlo modo più omogeneo, a mantenerlo più vaporoso anche superficialmente, ed a pulirlo. Così facendo però si lascia la pelle scoperta e la mette a contatto con il pelo ancora bagnato, e l’aria intrappolata tra pelle e sottopelo viene rilasciata, proprio per questo la coperta non va tolta fino ad asciugatura competa, se bisogna sostituire l’asciugamano, farlo in un posto non troppo esposto al freddo, ma soprattutto, essere rapidi, quindi avere tutto a portata di mano e non partire alla ricerca dell’occorrente, con il cavallo che aspetta, bagnato e scoperto. La coperta protegge dal freddo, trattiene il calore che viene prodotto, ed il pelo si asciuga.
Si può anche sfregare da sopra la coperta, così da contribuire alla maggior produzione di calore.
Importante utilizzare un materiale traspirante ed assorbente.
Fare ciò fino a quando pelle e sottopelo siano ben asciutti, ed il pelo superficiale quanto più asciutto possibile.
In fine, spazzolare come quando lo si pulisce prima di lavorare.
È un metodo un po’ più lungo, se il cavallo si rotola e non indossa una coperta, anche solo protettiva per mantenerlo più pulito, è tanta fatica sprecata, se invece indossa una coperta, questo metodo che aiuta anche a tenere il manto più pulito, è l’ideale.

#3
Passeggiare con accappatoio e coperta.
Se necessario passare la stecca e la brusca, dopodiché mettere sotto la coperta, traspirante, qualcosa che possa assorbire l’acqua come un accappatoio, un asciugamano, anche della paglia o del fieno, e passeggiare.
Non sfregare, ma lasciare che si formi naturalmente lo strato d’aria tra pelle e pelo.
In questo modo si sfrutta il calore corporeo, l’umidità viene assorbita da ciò che di asciutto viene messa a diretto contatto con il cavallo, la coperta trattiene ulteriormente il caldo prodotto e mantiene al caldo. Essendo in materiale traspirante l’umidità evapora. Il pelo non va toccato fino ad asciugatura ultimata.
Il pelo superficiale spesso risulta secco, attaccato e sporco, il sudore che evapora appesantisce il pelo.
Se al cavallo va indossata la coperta allora bisogna spazzolarlo assolutamente, se resta senza coperta, spazzolarlo è facoltativo.

#4
Quasi asciutto – una coperta e via.
Quando il cavallo non è eccessivamente sudato, pelle e sottopelo sono già abbastanza asciutti, per eliminare l’umidità dal pelo o asciugare piccole zone, è anche possibile, semplicemente, indossare una coperta calda e traspirante, e passeggiare, o anche lasciarlo mangiare in box o in posta, il tempo necessario per asciugarsi.
Anche con la digestione viene prodotto il calore, anche se impiega un po’ di tempo in più rispetto al calore prodotto dal movimento.
Utile quando il cavallo torna da una passeggiata già asciutto, o dopo il lavoro ha passeggiato abbastanza ed è quasi asciutto, quindi bisogna solo asciugare dove poggiano i finimenti, piccole zone, o poca umidità.
Questo sistema però non funziona granché con un cavallo molto sudato.
Valido invece con i cavalli giusto un po’ umidi, perché non hanno sudato molto, perché si sono asciugati abbastanza durante il defaticamento, o per ultimare al meglio l’asciugatura.
In questo caso il pelo non va mosso sfregando e spazzolando, ma si lascia asciugare per irraggiamento, ovvero, per naturale dispersione del calore, calore che viene trattenuto sotto la coperta ed asciuga anche il pelo superficiale. Importante una coperta traspirante per evitare che l’umidità resti tra pelo e coperta impedendo l’asciugatura.


Il tempo necessario varia, è condizionato da diversi fattori. La temperatura e l’umidità ambientale, quanto è sudato il cavallo, quanto è fitto e lungo il pelo, quanto assorbono le asciugamani, quanto caldo tengono le coperte, quanto calore produce il cavallo camminando o mangiando. Tutti fattori variabili, anche giorno per giorno con lo stesso cavallo.
In genere, in assenza di solarium o phon, occorre minimo un’oretta.

L’utilizzo dell’alcool è più una vecchia abitudine che un metodo valido ed efficace, dunque evitarlo è meglio.

Ricapitolando in sintesi

Prima di poter asciugare il cavallo dal sudore, è necessario defaticarlo e raffreddarlo per bene, non si può asciugare un cavallo affannato e che suda ancora. Durante la fase di defaticamento e raffreddamento si può scegliere di indossare una coperta, dipendentemente dal clima e dalle necessità del cavallo.

Passare la stecca quando è molto sudato.

Spazzolare contropelo e nel verso del pelo per distribuire il sudore e facilitare così l’asciugatura.

Sfregare con qualcosa di asciutto, e sostituirlo quando ormai saturo. Fare ciò quando il cavallo è molto sudato, e sono bagnati anche pelle e sottopelo.

Indossare una coperta, se necessario mettere sotto qualcosa di assorbente.

Sfruttare la naturale capacità di produrre calore con il movimenti e la digestione. Il calore asciugherà pelle e pelo.

Il sudore del cavallo contiene latrina, una proteina che aiuta a far evaporare l’acqua contenuta nel sudore ed asciugare il pelo, dunque, in inverno, è meglio spazzolare il sudore anziché lavarlo via con l’acqua.

Ciò che è assolutamente necessario asciugare sono la pelle ed il sottopelo, così che si possa formare la camera d’aria sotto il pelo, la quale protegge la pelle dal freddo esterno e mantiene al caldo.

Il pelo superficiale impiega più tempo ad asciugarsi, ma non è a contatto diretto con la pelle.

Finché pelle asciutta e pelo superficiale restano separati, il cavallo non è infastidito dal freddo.

Utilizzare materiali caldi ma traspiranti, così da garantire l’evaporazione.

Utilizzare materiali assorbenti e asciutti, ciò che è umido e non assorbe è inutile.

Se dopo l’asciugatura, o anche prima, il cavallo si rotola nella lettiera, nella sabbia o nella terra, asciutti, non è un dramma. Queste assorbono l’umidità, contribuendo a l’asciugatura, meno alla pulizia, ma il cavallo, è un cavallo.

Non utilizzare l’alcool.

Durante le giornate di sole, specialmente da metà mattina ad inizio pomeriggio, anche se l’aria è fredda, il sole contribuisce a riscaldare e produrre calore.

Il vento tende a scombinare il pelo ed è molto fastidioso sulla pelle bagnata, dunque, anche se è una bella giornata di sole, buona abitudine è utilizzare una coperta, almeno fino a che pelle e sottopelo siano asciutti.

Anche se piove e può decidere autonomamente di stare al coperto o fuori va asciugato. Il sudore bagna e raffredda la pelle, la pioggia invece, salvo casi particolari, no. Il pelo e lo strato di aria tra pelle e pelo, proteggono dal freddo e dall’acqua, inoltre il pelo del cavallo tende naturalmente a far scivolare gran parte dell’acqua anziché assorbirla. La differenza principale con il sudore sta nel fatto che il primo viene prodotto da sotto il pelo, l’acqua invece cade sopra il pelo.

Se il cavallo indossa coperta e fasce da riposo, deve essere ben asciutto, dunque dedicare maggior lavoro a l’asciugatura, anche delle gambe.

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