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La termoregolazione nel cavallo

 La termoregolazione nel cavallo 

La termoregolazione è la capacità dell’organismo di mantenere costante e a temperatura necessaria e ottimale la temperatura corporea, indipendentemente dalla temperatura ambientale, in modo da garantire tutti i processi biochimici indispensabili alla vita. Ciò significa che sia in condizioni di caldo che in condizioni di freddo, la temperatura interna è sempre la stessa.

I processi di termoregolazione sono regolati dall’ipotalamo il quale, in risposta ai recettori di caldo o di freddo, invia impulsi nervosi affinché vengano messi in atto i necessari meccanismi per alzare o abbassare la temperatura corporea. Questi vengono regolati affinché la temperatura sia a livelli ottimali. Dunque si tratta di un monitoraggio ed un lavoro costante e dalla continua riorganizzazione per mantenere l’equilibrio termico. 

I recettori di caldo e di freddo rispondono alla temperatura non esterna, ma a quella del sangue che attraversa il corpo e raggiunge l’ipotalamo. Ciò fa riferimento a condizioni di buona salute.

Ben l’80% dell’energia prodotta è energia termica, cioè calore, mentre solo il 20% dell’energia è utilizzata come energia meccanica. Tutto questo calore in eccesso deve essere smaltito affinché si possa mantenere ottimale la temperatura corporea, che nel cavallo adulto oscilla tra 37,5 °C - 38,5 °C. Oscillazioni della temperatura corporea durante l’arco della giornata sono normali e non un problema a patto che la temperatura sia entro i limiti massimi e minimi.

La temperatura corporea è maggiore in esemplari di piccola taglia e minore in esemplari fisicamente più grandi, non solo per quel che riguarda l’altezza ma anche la tipologia fisica. Tuttavia esemplari minuti impiegano più tempo a produrre calore con il movimento e dunque hanno una maggior resistenza al caldo rispetto ad esemplari più grandi, i quali producono più rapidamente calore con il movimento e la resistenza al calore è tendenzialmente minore.

Esemplari giovani hanno la temperatura corporea più elevata rispetto ad esemplari della medesima razza ma adulti.   

La temperatura corporea si divide in temperatura interna, quella nel nucleo composto dai visceri e dall’encefalo, e temperatura corporea esterna, quella dell’involucro che riguarda sottocute, cute ed estremità quali arti, coda e orecchie. La temperatura a cui bisogna prestare maggiore attenzione è quella interna poiché sono i visceri e l’encefalo che rendono possibile tutti gli indispensabili processi biochimici. La temperatura corporea esterna è altresì importante, ma l’esterno ha il compito di proteggere l’interno e permette di espellere o trattenere e assorbire il calore a seconda delle necessità. La temperatura cutanea è influenzata dall’esposizione a fonti di raffreddamento o di calore, al fatto che il cavallo sia a riposo o meno, al grado di vasodilatazione e vasocostrizione dato dalla necessità di disperdere o trattenere il calore; dunque si può avere una temperatura interna regolare e la temperatura esterna maggiore o minore a quella interna. In genere, quando il cavallo non presenta condizioni di afflizione legate al freddo o al caldo, la differenza di temperatura non è un problema, è invece un primo campanello d’allarme nel caso in cui il cavallo appare sofferente, pur con la temperatura interna entro i parametri normali. In tal caso bisogna intervenire poiché l’organismo sta faticando a mantenere regolare la temperatura interna.  

La temperatura interna si monitora con un termometro rettale. La temperatura esterna si constata in modo semplicistico al tatto, tuttavia per una rilevazione più precisa è opportuno utilizzare un termometro a infrarossi.

Per mantenere la temperatura corporea interna ottimale il cavallo possiede ottime risorse che partecipano a tale scopo. Tali risorse possono essere impiegate singolarmente o sinergicamente, dipendentemente dalla necessità, come già detto è il cervello che regola il tutto in base alle informazioni che riceve, dunque né il cavallo né noi possiamo scegliere quale sistema utilizzare per far abbassare o alzare la temperatura corporea, l’unica cosa che possiamo fare è stimolare e agevolare questo naturale processo e supportare le esigenze del cavallo.

La necessità di abbassare la temperatura corporea avviene quando il calore è in eccesso, accade non solo in estate ma anche in inverno, sia durante il lavoro che durante una galoppata frenetica al paddock, o come conseguenza dei processi digestivi.

Ciò che causa l’aumento della temperatura corporea sono il movimento e la digestione, ma anche gravidanza e lattazione, infatti nelle cavalle gravide e/o che allattano una temperatura corporea elevata (entro i limiti) è normale, ma da non trascurare.

Oltre a dover abbassare la temperatura corporea c’è anche la necessità di alzarla per fronteggiare il freddo, non solo invernale, ma anche gli sbalzi termici che si possono verificare nella stagione calda a seguito del mal tempo, o talvolta la differenza di temperatura tra notte e giorno.

C’è da dire che il cavallo affronta molto meglio il freddo rispetto al caldo, naturalmente facendo riferimento ad un cavallo in salute e ben gestito con tutte le risorse naturali necessarie. Non trascurabile è il fatto che l’attività fisica alla quale lo sottoponiamo richiede, più che alzare la temperatura corporea, di abbassarla. Ciò non è affatto un dramma nel momento in cui il cavallo è correttamente gestito e supportato.

Dal punto di vista fisiologico avvengono cambiamenti per quel che riguarda il pelo e anche lo strato adiposo per poter fronteggiare la stagione calda e la stagione fredda, inoltre da animale sociale il cavallo attua anche comportamenti sociali per far fronte sia al caldo che al freddo.

Il periodo della muta

Detto ciò è necessario sapere che la termoregolazione non è influenzata solo dalla temperatura ambientale, dalle stagioni, dai cambiamenti fisiologici; è necessaria per mantenere la temperatura corporea entro parametri vitali, quindi le risorse necessarie alla regolazione della temperatura corporea vengono messe in atto tutto l’anno a seconda delle necessità che l’organismo ha in quel preciso momento.


Le risorse per abbassare la temperatura corporea sono

Vasodilatazione

Si verifica la vasodilatazione dei vasi sanguigni superficiali per permettere una maggior dispersione di calore dall’interno verso l’esterno.

Irraggiamento

Con l’irraggiamento il cavallo disperde il calore corporeo nell’ambiente. Questo sistema funziona nel momento in cui la temperatura ambientale è minore (anche di 1 °C) rispetto alla temperatura cutanea. Con clima caldo pari o superiore alla temperatura cutanea l’irraggiamento funziona solo se sono presenti correnti d’aria, inoltre l’irraggiamento è condizionato da fattori quali la lunghezza del pelo e lo spessore del sottopelo, in quale trattiene calore, e soprattutto dallo strato adiposo il quale ha il compito di isolare dal freddo e limitare la dispersione del calore. L’irraggiamento non richiede alcuni sforzo fisico né causa perdite di liquidi e sali minerali.

Respirazione

Per permettere di disperdere calore con la respirazione le narici devono essere umide. In condizioni naturali e di salute le narici sono umide grazie a secrezioni nasali acquose, le quali spesso diventano più intense man mano che aumenta la temperatura. Secrezioni nasali acquose sono diverse, e non vanno confuse, con quelle mucose, le quali sono dense e presentano colorazione.  

Con la respirazione il calore viene disperso in due modi:

La respirazione profonda ovvero quei profondi e lunghi respiri a narici ben dilatate. Il cavallo espelle il calore con il vapore acqueo.

La respirazione rapida e superficiale ovvero quel modo di respirare rapido e a narici dilatate, la frequenza è variabile e dipende dallo stato di accaldamento del cavallo. Questo modo di respirare raffredda il sangue che irrora le narici, il sangue circolando cede il calore all'esterno, che evapora, e continua il suo circolo refrigerato. Le narici sono una zona ricca di vasi sanguigni superficiali e le naturali secrezioni acquose permettono l’evaporazione del calore. La respirazione superficiale, benché involontaria, richiede, nelle fasi più intense, notevole impegno, seppur involontario, dei muscoli respiratori. Questo sistema causa dispendio di energia e l’attività muscolare intensa tende a produrre altro calore, ciò rende difficoltoso disperdere calore quando il clima è caldo e caldo umido.

Sudorazione

È il sistema di termoregolazione principale, più efficace, ma anche il più dispendioso dal punto di vista fisiologico. Con la sudorazione vengono persi non solo liquidi, ma anche sali minerali, tuttavia questi possono essere reintegrati con una buona bevuta, la corretta alimentazione e specifici integratori.

Il sudore è prodotto dalle ghiandole sudoripare, nel cavallo le ghiandole sudoripare sono molto attive. Le ghiandole sudoripare si trovano su tutto il corpo, ma la concentrazione è maggiore in aree dove la dispersione del calore, grazie a vasi sanguigni superficiali di maggior portata, è prevalente, come l’interno coscia, sotto l’addome, il collo, il petto e la testa; minore il numero sulla schiena e alle estremità come arti, coda e orecchie. Con la sudorazione il calore viene disperso grazie all’evaporazione. La cute viene bagnata dal sudore, evaporando assorbe e porta via il calore, abbassando così man mano la temperatura corporea. Il sudore del cavallo presenta una glicoproteina che si chiama laterina. La laterina è la responsabile dell’aspetto schiumoso del sudore, la sua funzione è quella di spalmare il sudore sulla superfice cutanea agevolando così la dispersione del calore per evaporazione. Il calore evaporando asciuga il sudore, lasciando così pelo e pelle asciutti. L’organismo produce sudore fintanto questo occorre, dunque fino a quando la temperatura corporea torna ai parametri ideali. Tuttavia, in condizioni di clima caldo e molto umido, l’evaporazione non avviene, e dunque la dispersione del calore diventa molto difficoltosa. Questa condizione climatica causa anche un’eccessiva produzione di sudore. Con clima caldo ma secco e ancor meglio se leggermente ventilato la sudorazione è più che efficace che in clima umido e privo o scarsamente ventilato.

Alcuni cavalli tendono a sudare molto più di altri per naturale attività delle ghiandole sudoripare.

La sudorazione intensa tuttavia è attribuibile anche alla poca tolleranza al caldo, non tutti tollerano il caldo in egual modo, alla forma fisica, infatti, a parità di razza, età, clima, di attività e intensità dell’attività, cavalli in buona forma fisica tendono ad accaldarsi e sudare di meno rispetto a cavalli poco allenati e sovrappeso.

Il sudore non viene prodotto solo in risposta a necessità fisiologiche, è anche una risposta fisiologica a stimoli emotivi, molto comune nei cavalli ansiogeni e nervosi una sudorazione anche abbondante in situazioni di stress più emotivo che fisico. Dunque valutare la qualità e la quantità del lavoro in base alla sola sudorazione, è errato.

Fare la doccia in modo consapevole


Risorse per alzare la temperatura corporea

Vasocostrizione

I vasi sanguigni superficiali si restringono in modo da non disperdere calore interno verso l’esterno, ma trattenerlo quanti più possibile.

Calo della frequenza respiratoria

Con la respirazione viene disperso calore, un calo della frequenza respiratoria serve a conservare il calore all’interno. Il calo della respirazione è un fattore fisiologico assolutamente innocuo poiché in questo caso la frequenza respiratoria rientra nei parametri normali.

Attività muscolare

Il lavoro dei muscoli, tutti, genera calore, dunque l’attività muscolare che va da movimenti ampi volontari a tremori involontari necessari a produrre calore, produce calore.

Piloerezione

 Ovvero l’arruffamento del pelo dato dall’azione dei muscoli piloerettori. Il pelo eretto ha lo scopo di creare una sorta di cuscinetto d’aria che posto tra superfice cutanea o peli, funge da isolante termico contro il freddo e contro la dispersione del calore.  


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Il Cavallo - Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano.
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