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Cavalli e carrozze, cosa sapere

 Cavalli e carrozze, cosa sapere

L’attività di traino a scopo turistico è da diverso tempo assai dibattuta e vittima di propaganda distorta e cattiva informazione da parte di chi, con la convinzione di salvare i cavalli, pretende l’abolizione.

Anche se oggi la forza lavoro animale nella maggior parte dei luoghi del pianeta non è più indispensabile, è altrettanto vero che una passeggiata in carrozza conserva il suo fascino. Da tenere ben presente che all’attività di traino sono adibite maggiormente razze selezionati per svolgere tale attività, incroci e meticci con caratteristiche fisiche appropriate molto spesso scartati dall’attività a sella poiché ciò che li rende ideali per l’attività di traino, li rende meno idonei alle attività a sella soprattutto per prestazioni e comodità di cavalcatura. Tra i cavalli che tirano carrozze a scopo turistico e da diporto, dunque non solo attività sportiva, troviamo anche trottatori ritirati dalle corse ma perfettamente in grado di lavorare.

Il cavallo che svolge attività lavorativa deve essere sano per poter lavorare al meglio e nel pieno delle sue potenzialità, dunque non è affatto vero che si utilizzano cavalli irrimediabilmente rotti. Con eventuali piccoli difetti comunque si può convivere al meglio e senza alcun disagio, proprio come avviene per qualsiasi altra attività.

capacità di traino e di carico cavallo

Nel lavoro di traino il peso non è caricato sulla schiena del cavallo, ma viene trainato dal cavallo. La carrozza inoltre non è un peso ancorato a terra da trascinare faticosamente ma ha le ruote, che ne facilitano il movimento ed è costruita in modo tale da essere facilmente trainabile.

Il peso che è possibile trainare è nettamente maggiore rispetto al peso che è possibile portare sulla schiena.

Un cavallo può trainare senza problemi un peso pari al suo e moltiplicato per 3 – 5 volte, dipendentemente dalla preparazione atletica, da quanto il peso da trainare è maneggevole, dalla percorribilità del suolo e le pendenze. Importante non trascurare il fatto che a trainare è un solo cavallo o due o più, e la tipologia fisica.

Tipologie fisiche leggere come il dolicomorfo ed il meso – dolicomorfo sono più prestanti in velocità ma meno in forza fisica, dunque trainano senza problemi un peso pari al proprio o tre volte superiore (il singolo cavallo). I cavalli della tipologia brachimorfo invece sono noti per la notevole forza fisica, dunque trainano senza alcun problema un peso pari al proprio e da cinque fino anche a sette volte superiore (il singolo cavallo). Il cavallo mesomorfo, solitamente la tipologia più utilizzata, porta senza problemi un peso pari al proprio e fino a cinque volte superiore (il singolo cavallo).

Classificazione del cavallo per tipologia fisica

Ovviamente in riferimento è a cavalli adulti e sani, dunque non puledri in accrescimento o cavalli anziani i quali possono svolgere l’attività ma con riguardo maggiore; in buona forma fisica poiché condizioni di sottopeso e sovrappeso compromettono le prestazioni del cavallo riducendole anche in modo significativo. Dunque adulto, sano ed in forma.

Dipendentemente dal modello una carrozza vuota pesa in media dai 100kg ai 650kg e per preservarne la struttura si evita di caricarle al limite della propria portata poiché anche la carrozza ha un limite di carico oltre il quale si rischierebbe di creare danni, anche assai costosi da riparare. Carrozze piuttosto importanti vengono trainate da due o più cavalli dopo un opportuno lavoro di preparazione. Solitamente le carrozze per l’attività turistica vuote non arrivano a pesare 400kg, ed un cavallo mesomorfo di 500kg, in buona salute e preparato traina senza alcun problema 2000kg, e per caricare così una carrozza bisogna aggiungere non poco peso, 4 persone di 100kg sono un totale di 400kg, che aggiunti ai 400kg di una carrozza piuttosto grandicella si arriva ad un totale di 800kg, ben al di sotto del limite tollerabile. Non è così frequente vedere carrozze turistiche sovraccaricate.

Il cavallo che svolge attività di traino turistico lavora su un territorio pianeggiante o con pendenze lievi, il suolo è agevolmente percorribile, ciò rende anche poco difficoltoso il lavoro.

Dal punto di vista atletico la preparazione è sempre graduale ed è richiesta una discreta preparazione atletica poiché non si tratta di un impiego intenso e che richiede notevole sforzo fisico come nel caso dello sport o del traino di pesanti carichi, in cui il cavallo è anche in quel caso opportunamente preparato a sostenere il lavoro, è invece un’attività di intensità bassa – media.

L’attività stessa è un eccellente allenamento per la muscolatura e la capacità cardiaca e polmonare il quale comunque talvolta non è esente dalla ginnastica a sella, alla corda o in libertà.

Lo sforzo maggiore si compie alla partenza, quando il cavallo deve far partire la carrozza, dopodiché l’attività non è estenuante.

L’andatura prevalente è il passo, di tanto in tanto e per brevi tratti un po’ di trotto, se le condizioni lo permettono un po’ di galoppo. L’andatura sostenuta per lungo tempo (il passo) è un’attività aerobica a bassa – media intensità fisica, ben sostenibile da un cavallo con una discreta preparazione atletica. L’attività aerobica consente sforzi di bassa – media intensità per un tempo molto prolungato, un basso dispendio di energia e non produce acido lattico, il quale in ogni caso, anche quando prodotto con la breve ed inevitabile attività anaerobica, viene smaltito dall’organismo stesso e senza ripercussioni.

Quanto tempo e quanti chilometri al giorno può percorrere un cavallo dipende tutto dalla preparazione che il cavallo ha e dal territorio dove circola, non è possibile fare una precisa stima di tempo e chilometri da adattare a tutti poiché le variabili sono numerosissime. Lo stesso cavallo inoltre in condizioni favorevoli di clima può lavorare un po’ di più, mentre in condizioni sfavorevoli (clima caldo e alto tasso di umidità) si stancherà più facilmente e quindi lavorerà di meno. Chi con i cavalli lavora in modo serio è in grado di valutare le condizioni del proprio cavallo e quando fermarsi.

punti di maggiore stress muscolare

L’impegno fisico inevitabilmente porta a punti in cui è maggiore lo stress muscolare, nel cavallo utilizzato per gli attacchi lo stress muscolare, ovvero quei punti in cui la muscolatura è più sollecitata e maggiormente soggetta ad eventuali rigidità e indolenzimenti, sono principalmente localizzati dietro la nuca, nei muscoli al centro del collo, delle spalle, degli arti anteriori e posteriori, del petto e della groppa, meno stressata è la schiena. Ciò è dovuto a l’appoggio dei finimenti per consentire il traino e l’impegno muscolare per poter tirare. Lo stress muscolare non è un dramma e varia anche dipendentemente dall’intensità dell’attività, la preparazione e la fisicità del cavallo, del suo soggettivo modo di impegnare il fisico. Si limita e si risolve con una corretta gestione dell’attività del cavallo e della gestione del cavallo quando non lavora.


Come qualsiasi attività comporta anche dei problemi fisici legati all’attività stessa.

Nel link Equiformando ci spiega quali sono i problemi più comuni legati all’attività di traino. 

Le botticelle: un’analisi scientifica di Equiformando


Finimenti

L’intera bardatura che indossa il cavallo è necessaria per unire cavallo e carrozza in modo stabile e sicuro. Il cavallo deve potersi muovere agevolmente indossando i finimenti e poggiandosi in essi per poter trainare. I finimenti non comprimono il cavallo quando sono correttamente regolati e indossati, né causano problema alcuno, proprio come per la sella e la testiera, ma è necessario che siano ben indossati, abbiano corretta manutenzione e siano della misura giusta per il cavallo.

Nel cavallo attaccato alla carrozza l’unico mezzo di comunicazione tra cavallo e cocchiere sono le mani e la voce o suoni specifici. L’imboccatura serve a dirigere il cavallo ed è sapientemente utilizzata, il cavallo accuratamente preparato ad essere guidato con essa. Il tipo di imboccatura scelto dipende da molti fattori ma mai scelto a caso. Come a sella anche in carrozza non tutti i cavalli possono lavorare con una non imboccatura ed essendo un’attività che ha un contatto ed una preparazione del tutto differente, gli strumenti utilizzati sono specifici per tale attività, più che per estetica, per funzionalità.

Per proteggere l’udito del cavallo dai suoni urbani, è pratica comune mettere dei tappi alle orecchie in spugna, lana o realizzati anche con dell’ovatta o utilizzare delle cuffiette imbottite. Le cuffiette infatti non servono solo come ornamento o contro gli insetti, queste sono di modello imbottito, o mantengono e nascondono alla vista i tappi per le recchie, assolutamente innocui ma necessari per attutire i suoni della città che in alcuni casi sono davvero forti.

I tappi per le orecchie non sono un’esclusiva dell’attività di traino in città, sono ampiamente utilizzati anche nell’agonismo e per tutti quei cavalli molto sensibili ai suoni forti.

I cavalli che lavorano in città tuttavia sono accuratamente preparati a non temere i rumori, l’utilizzo dei tappi serve a preservare il fine udito del cavallo, proprio come chi lavora con macchinari rumorosi ed utilizza apposite cuffie, e non per evitare che si spaventi dei rumori poiché, anche se attutiti, i suoni gli arrivano lo stesso.

I paraocchi, classici sui cavalli da carrozza, sono necessari per limitare gli stimoli e le distrazioni dovute alla vista binoculare laterale di ciascun occhio del cavallo, e incentivare invece la concentrazione della vista monoculare frontale. Ciò serve non solo per mantenere il cavallo attento a ciò che ha davanti, ma anche per evitare che mezzi di trasporto e persone provenienti dai lati possano distrarlo o turbarlo. In caso di attività di notte i paraocchi servono anche a limitare la quantità di luce diretta proveniente dal lato, come ad esempio quella delle auto, la quale disturba la vista del cavallo poiché abbaglia un occhio ma lascia al buio l’altro.

I sensi del Cavallo - La Vista

Alle gambe del cavallo spesso si indossano stinchiere, paraglomi e campanelle, tutti questi accessori servono a preservare gli arti da urti che il cavallo potrebbe darsi accidentalmente deambulando o ricevere dall’esterno.

Il tipo di ferratura serve per agevolare la camminata durante l’attività di traino e garantire aderenza al suolo. Non è altro che una ferratura necessaria anche per limitare le percussioni nello zoccolo dovute al muoversi per lungo tempo su terreno duro come asfalto e pavimentazione in pietra e per limitare il problema degli scivoloni. Si utilizzano per una maggiore aderenza punte di widiam, ramponi o anche gomme napoletane. I ferri appositamente forgiati e anche scarpette che si indossano all’occorrenza, sia sui ferri ma talvolta anche per proteggere il piede scalzo. Oggi i prodotti a disposizione, anche diversi dalle classiche ferrature sono numerosissimi.

Il problema del suolo caldo non è un reale problema per gli zoccoli del cavallo, non patiscono questo tipo di problema poiché struttura e tessuti sono totalmente diversi da quelli del piede umano, dunque deambulare su suolo caldo non causa disagio o dolore. Gli zoccoli sono una struttura resistente e la parte esterna è naturalmente idonea per proteggere ciò che è all’interno e consentire al cavallo di deambulare su suolo differente per tipo di fondo, durezza e temperatura senza subire danni. Le ferrature e le scarpette inoltre fungono da ulteriore protezione.


Preparazione al lavoro

Il cavallo che svolge attività turistica non solo deve essere ben educato al traino della carrozza, ma il lavoro assai importante è quello di familiarizzazione con tutto ciò che si può incontrare per strada. Si lavora molto anche su l’autocontrollo del cavallo, il quale è importante non reagisca alla paura con la fuga incontrollata o con l’aggressività. Il cavallo dunque non lavora terrorizzato e sottomesso ma svolge l’attività per la quale è stato preparato serenamente tant’è che molto spesso i cavalli in pausa sonnecchiano senza alcun turbamento.

Il lavoro svolto è sempre molto attento, ma naturalmente bisogna tener presente che si tratta pur sempre di animali, dunque episodi singoli con reazione vistosa possono capitare, anche perché oltre agli innumerevoli stimoli ambientali, talvolta bisogna fare anche i conti con la maleducazione delle persone che tendono ad avvicinare il cavallo in modo sbagliato o ad importunarlo, delle volte con buone intenzioni, ma spesso è con le migliori intenzioni che si commettono errori. Alcuni errori comuni sono quelli di smanacciare e urlare attorno ai cavalli, o toccarli di sorpresa. Sono tutte cose che infastidiscono anche un cavallo abituato ad avere gente attorno.

Un’importante insegnamento è quello di cedere alle pressioni e rimanere tranquillo anche nelle situazioni difficili. Fanno il giro del web immagini di cavalli stesi per terra a seguito di uno scivolone, che può capitare a chiunque e in qualunque sede, anche al paddock o in box o nel campo in sabbia, e che non si alzano subito. Situazione scambiata per qualcosa di tragico anche quando non è così.

Moltissime volte i cavalli vengono educati a non muoversi prima d’esser liberati, ciò per evitare che si facciano male loro, persone attorno e anche per evitare di rompere la carrozza. Una volta staccato il cavallo dalla carrozza e allontanata questa, il cavallo si alza agevolmente ed in sicurezza, senza subire o arrecare danni.

In queste situazioni la cosa migliore da fare è stare lontano ed in tranquillo silenzio per evitare di turbare il cavallo e consentire a chi di mestiere di fare il necessario. La folla rumorosa peggiora la situazione e potrebbe turbare anche il più pacato dei cavalli, quindi quando un cavallo è a terra e non si hanno le necessarie competenze per essere utile, è meglio stare lontano e in silenzio


La temperatura

È molto difficile stabilire una temperatura ideale per tutti poiché la tolleranza al caldo è molto soggettiva ed è influenzata da vari fattori, inoltre può variare per lo stesso cavallo.

Il cavallo ha comunque un eccellente sistema di termoregolazione, decisamente migliore di quello umano, che lo aiuta sia quando fa caldo che quando fa freddo. La termoregolazione è la capacità di mantenere entro limiti ottimali la temperatura corporea e fare ciò con stress minimo per l’organismo.

La termoregolazione del cavallo

Anziché guardare l’orologio ed il calendario è decisamente più intelligente guardare il termometro ed il meteo giornaliero.


Suggerimenti pratici da attuare per il benessere del cavallo

Piuttosto che abolire sarebbe opportuno migliorare le condizioni di lavoro dei cavalli.

Innanzitutto chi si deve preoccupare di far rispettare le regole che già ci sono deve avere competenze minime generali sul cavallo ed in particolare l’attività di traino, l’incompetenza è un problema molto grave.

Consentire in più luoghi di girare in parchi e zone a traffico limitato, oltre alla possibilità di spostarsi in vari luoghi della città per seguire l’ombra in estate.

Fornire zone di sosta per le ore di spacco anziché costringere cavalli e cocchieri a fare avanti e indietro per tornare a casa per lo spacco e ritornare a lavorare, che sia una distanza percorribile in carrozza o in trailer. Fermarsi per il caldo e per non affaticare troppo il cavallo quando poi è costretto ad andare e tornare più volte non ha alcun senso logico. L’ideale è garantire zone ombreggiate e lontano dalla folla, o comunque non accessibili liberamente ai curiosi, in cui il cavallo può sostare, mangiare ed avere a disposizione l’acqua per bere e la doccia per poterlo rinfrescare. In questo modo cavalli e cocchieri lavorerebbero anche più serenamente e ci sarebbe davvero interessa al benessere del cavallo. Si potrebbero utilizzare immobili in disuso dopo averli messi in sicurezza a idoneamente allestiti, o costruire ripari anche solo temporanei. 

Importantissimo è un servizio veterinario di pronto intervento per fronteggiare le emergenze di qualsiasi tipo. La tempistica è indispensabile per gli umani e lo è anche per gli animali, moltissimi problemi, come anche un malore per il caldo ad esempio, preso in tempo si supera senza grossi problemi, ma occorrono veterinari che intervengono subito. Purtroppo i pochi veterinari privati che ci sono si trovano sommersi dal lavoro e fanno fatica a fronteggiare le emergenze nei centri ippici, arrivare in città in tempo diventa ancor più deleterio. Proprio per questo istituire un servizio di pronto soccorso per equini in città dove questi lavorano gioverebbe alla salute dei cavalli e li aiuterebbe enormemente almeno per un primo intervento di emergenza, magari in attesa del veterinario di fiducia, e sarebbe decisamente meglio del niente durante la lunghissima attesa.

L’attività con le carrozze non è solo turismo, ma è anche attività da diporto praticata da appassionati ed è attività sportiva, dalle corse al trotto alle competizioni di attacchi.

Nel link l’interessante intervista al mondo degli attacchi di Pillolequestri ad Adamo Martin, driver di attacchi italiano di grande successo e competenze!

Gli attacchi – Intervista a Adamo Martin di Pillolequestri


Un mestiere serio 

Il cavallo è non solo un compagno e collega di lavoro, ma anche un investimento non da poco, molto più di un’automobile. Il cavallo, prima di cominciare a svolgere l’attività, va adeguatamente preparato e per fare ciò occorre il denaro, ma soprattutto tempo e dedizione e queste due cose hanno un valore che non è possibile quantificare in denaro.

Chi svolge l’attività seriamente ha premura per il proprio cavallo, molti hanno due o più cavalli che lavorano a turno.

Il problema non è l’attività e chi la svolge avendo cura del proprio cavallo, il problema sono coloro che maltrattano e sfruttano il cavallo, ma questi sono una piaga dell’intera equitazione e si trovano ovunque, in strada, in piccoli maneggi o in centri prestigiosi, anche gente che ha il cavallo a casa non è da escludere tra i maltrattatori poiché il maltrattamento ha molti aspetti ed alcuni sono davvero ingannevoli.

Dunque, il cavallo che lavora bene ed è gestito correttamente non è un problema, ma un esempio.


Copyright © 2014 – data odierna
Il Cavallo - Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano.
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