I sensi del Cavallo – Il Gusto

I sensi del Cavallo

Il Gusto 

 

Il senso del gusto e dell’olfatto nel cavallo sono collegati. Quando il cavallo sente l’odore di un alimento riesce anche a percepirne il gusto se questi sono già conosciuti o meno, e quindi scegliere se mangiarlo o no, anche se su certi alimenti lo scegliere di mangiare oppure no può tanto essere oggettivo perché si tratta di un alimento nocivo, tanto può essere soggettivo, poiché in quel momento il cavallo non sente il bisogno di mangiare quel determinato alimento, o magari non lo conosce, o semplicemente non gli piace.

Anche i cavalli hanno preferenze in fatto di gusti.

Le papille gustative nel cavallo sono concentrate sulla lingua, ma disparse anche per tutta la bocca. I recettori sensoriali del cavallo sono sviluppati in modo da fargli riconoscere se un cibo è dannoso o meno, se è fresco o stantio, il contenuto di calorie, quali sostanze contiene ed in che percentuale, come il contenuto e la quantità di lipidi, di sali minerali, fibre, ecc..
Grazie a questa capacità il cavallo può riconoscere e decidere quale alimento è più adatto per soddisfare il suo fabbisogno giornaliero ed il mantenimento della buona salute; anche scegliere di mangiare un tipo di erba rispetto ad un’altra è un modo per preservare la propria salute.

Ad esempio un cavallo può decidere di mangiare più o meno Tarassaco, che ha proprietà depurative per l’organismo, oltre che un sapore gradevole, o scegliere di ingerire l’Ortica, meno gradevole per via dell’effetto urticante, ma è un’erba ricca di sali minerale, ferro, vitamine, proprietà digestive, lenitive, remineralizzante, ricostituente, tonificante, depurative e diuretiche, quindi il cavallo sceglie di ingerirla e sopportare il fastidio poiché ha necessità di qualcosa che lo aiuta a stare meglio.

Il cavallo dunque è ben consapevole di ciò che c’è nella grande farmacia della natura, e sa farne buon uso.
Ma scegliere il cibo non è solo un modo per mantenere la salute, è anche una ricerca del piacere dato dal senso del gusto, l’ingerire un alimento dal sapore e l’odore molto gradevoli procura una sensazione di benessere nel cavallo, proprio come avviene a noi umani quando mangiamo qualcosa che ci piace molto.


I gusto del cavallo è molto simile a quello dell’uomo, percepisce distintamente il dolce, il salato, l’amaro e l’aspro, ma anche se un alimento è piccante. È bene ricordare che anche la bocca ha recettori del senso tattile, quindi se qualcosa punge o pizzica il cavallo lo avverte e da lì ha una reazione allo stimolo.

Il cavallo a differenza dell’uomo però ha una percezione nettamente inferiore dell’amaro, infatti il cavallo mangia vegetali che sono piuttosto amari senza esserne disturbato. Per far si che l’amaro venga percepito deve avere una concentrazione molto elevata. Anche l’aspro non è così spiccato, ma viene percepito maggiormente rispetto all’amaro poiché serve per riconoscere i cibi acerbi o andati a male. Il gusto che invece è decisamente più sviluppato rispetto a quello dell’uomo è il dolce. Il cavallo riesce a percepire il dolce anche se è in piccolissime quantità. Ciò è molto importante per riconoscere i frutti maturi, fiori ed erba fresca, cibi in generale in buono stato; per questo i cavalli sono molto golosi e ghiotti di zuccherini, miele e frutta matura e tutto ciò che contiene dello zucchero, anche se in piccolissime quantità. Altro senso molto sviluppato è il salato, il sale è molto importante nell’alimentazione del cavallo, e riesce ad invidiarlo negli alimenti che mangia, e cercarlo negli alimenti quando ne ha bisogno. Ciò ci riporta allo scegliere un’erba rispetto ad un’altra.

Da sapere che il cavallo non può rigettare, per questo è attento a ciò che mangia, ma può sputare ciò che si mette in bocca se non è di suo gradimento.


Gusto e socializzazione


Il senso del gusto è importante anche nella socializzazione e la conoscenza di nuovi oggetti.

Un cavallo interagisce con l’altro annusandolo, leccandolo e mordicchiandolo, questo è il grooming, e questa operazione che stringe i legami l’un l’altro permette anche il conoscersi e riconoscersi. Olfatto sapore vengono utilizzati contemporaneamente in questa operazione e come già detto sono collegati, quindi il cavallo conosce odore e sapore dei suoi compagni equini, altri animali e umani compresi.

Utilizzare il gusto anche per riconoscere gli oggetti è spesso usato dai puledri, ma lo fanno anche i cavalli adulti. Un oggetto nuovo, con un odore nuovo, può anche essere qualcosa di interessante da assaggiare e toccare, infatti tendono a prendere in bocca vari oggetti, specialmente se attirano la loro curiosità. Il conoscere qualcosa anche in base al gusto ed alla consistenza che ha alla bocca rafforza la sua esperienza e conoscenza di un oggetto, quindi se un cavallo ci ruba le spazzole dal bauletto, o qualsiasi altra cosa, finché non diventa distruttivo, lasciargliela esaminare è buona cosa.

L’assaggiare aumenta la conoscenza e forma l’esperienza, un cavallo per imitazione assaggerà la stessa cosa che assaggia un altro membro del branco. Il puledro apprenderà dalla madre il primo approccio al cibo solido, e anche se poppa ancora, per imitazione proverà a mangiare ciò che mangia la madre, e iniziare a determinare se è di suo gradimento o no, non è difficile vedere puledri di pochi giorni che mettono in bocca fili di erba o fieno perché vedono la madre mangiarli, o essere così curiosi da mettere in bocca qualsiasi cosa che è stata toccata dalla madre, o usata dalle persone che gli stanno attorno, le stesse persone o altri animali possono diventare oggetto di curiosità.

Gusto e sostanze poco gradite


Come già detto i cavalli hanno preferenze in fatto di gusti, e sostanze importanti per la sua salute, come ad esempio integratori alimentari o farmaci quando occorrono, non sono sempre ben graditi. Spesso è perché hanno un odore e sapore sconosciuti o fastidioso per loro, per niente gradevole, quindi se devono essere ingeriti bisogna trovare stratagemmi per camuffarli e abituare il cavallo. 


Cibi nuovi


Di fronte ai cibi nuovi non tutti i cavalli sono entusiasti di provare. Ciò è un fatto caratteriale o dettato dall’esperienza. Se un cavallo ha avuto brutte esperienze con un alimento nuovo potrà essere restio nei confronti di quell’alimento, o a provare le novità. Anche un cavallo molto abitudinario potrebbe non essere entusiasta del cambio alimentare. Se il cavallo invece è tendenzialmente curioso e fiducioso metterà in bocca un po’ qualsiasi cosa gli venga proposta o attira la sua attenzione. Spesso lo fanno i puledri ed il cavallo giovani, perciò bisogna fare attenzione a ciò che è nel paddock e ciò che gli viene propinato.

Abituare inoltre un cavallo ad un alimento nuovo, in modo da arricchire la sua alimentazione, è un processo che va fatto gradualmente e spesso si accompagna sempre il nuovo con qualcosa di già conosciuto e gradito. Metterlo nella ciotola e pensare “quando avrà fame lo mangerà” non è la strategia giusta, il cavallo nonostante la fame può essere talmente restio a non mangiare, e ciò nuoce alla salute.
L’importante è assicurarsi che non sia un alimento nocivo alla salute del cavallo, contaminato e sia in buone condizione perché un cibo cattivo il cavallo non lo mangerà né mo’ né mai.
Il non voler mangiare un alimento è un modo per dire che “è andato a male” o “ha qualcosa che potrebbe farmi male”, un cavallo attento a ciò che mangia eviterà accuratamente il fieno inumidito o diverso o perso, quello con la muffa non lo assaggerà nemmeno, e per questo molti cavalli sono infastiditi quando gli viene presentato il fieno bagnato, specialmente nei primi periodi se non sono stati abituati, anche una qualità diversa di fieno potrebbe lasciar perplessi i più suscettibili. Anche il cibo con un brutto aspetto, molle o che non lo convince viene scartato, o magari frutta e verdura ormai persa. Per ogni sicurezza è sempre bene non dare mai cibi muffi e marci ai cavalli, anche se un cavallo attento lo scarterà a priori, ma non tutti i cavalli scuderizzati sono così attenti, quindi attenzione a non fare esperimenti, purtroppo l’ingordigia spesso ha la meglio sull’attenzione, ed il cavallo ingordo ed eccessivamente fiducioso mangia ciò che non dovrebbe.
È vero che per molti alimenti ci vogliono grandi quantità e per un continuato perché facciano male, ma moltissimi tipi di muffa, batteri contenuti nel marcio e sostanze tossiche possono dare grossissimi problemi di salute anche in basse concentrazioni, quindi attenzione.

Problemi legati al gusto

 

Quando il cavallo ha importanti carenze alimentari può cercare di compensare mangiando escrementi o sostanze che gli fanno poco bene, ma che contengono, anche se in minima parte ciò di cui ha bisogno, quindi è bene monitorarlo e prendere provvedimenti.


Un problema fisiologico e sta nell’alterazione dei sapori, è un disturbo poco comune, ma molto importante poiché il senso del gusto del cavallo è alterato, e ciò porta l’animale a nutrirsi scorrettamente, rifiutare cibi e magari mangiare ciò che gli fa male.


Un altro problema, ma sta volta più psicologico legato al gusto, sta nel vizio e nella gratificazione provata nell’ingerire materiale insolito ed inorganico e di proposito, come la lettiera di qualsiasi genere, o anche la sabbia e la terra. Questo è un problema molto serio, legato allo stress e alla depressione. Ingerendo sostanze inorganiche, anche abrasive, il cavallo non solo rischia serie lesioni alla bocca ed all’intestino, che possono prendere infezione, ma rischia coliche causate da ostruzione, spesso mortali.


La ricerca del piacere attraverso il cibo diventa un altro importante problema quando, avendone la possibilità, i cavalli ingeriscono una pianta psicoattiva. Questa pianta è tossica e gli effetti che procura sugli animali sono gli stessi che le sostanze psicoattive naturali (quindi solo vegetali) hanno sull’uomo, la pianta consumata con gravi danni causati dalle sostanze tossiche che possono portare anche alla morte, è la Locoweed. Il problema di tossicodipendenza di questi animali viene chiamato Locoismo.

Purtroppo anche se è la più consumata non è la sola, ci sono stati casi di cavalli che hanno ingerito funghi allucinogeni e varie altre piante con gli stessi effetti. Questo problema è relativamente nuovo poiché è davvero poco tempo che s’è scoperta una cosa del genere, ed è ancora oggetto di studi, anche perché non è un vizio di tutti i cavalli, ma in un branco solo alcuni esemplari hanno questa tendenza, quindi è chiaro che è un comportamento fatto di proposito e non è un ingestione casuale, come avviene a volte con piante che ad un primo esame sembrano commestibili, e poi invece, una volta ingerite, danno disturbi.



Controllare il pascolo dunque è una cosa estremamente importante, perché se il cavallo ha un gusto molto sviluppato ed è attento a ciò che ingerisce, è ugualmente vero che possono esserci delle alterazioni che lo portano a nuocere alla propria salute, e per preservare la salute dei propri cavalli controllare è sempre la più importante prevenzione e la prima garanzia per una buona salute.




Testo protetto da Copyright ©
Il presente testo è proprietà di Lisiana Patalano
Qualsiasi duplicazione senza consenso dei testi contenuti in Il Cavallo – Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano è illegale e punibile con la legge

I post più letti

Limite di peso

Gasterophilus

Gonfiore degli arti

Puoi contattarmi qui

Nome

Email *

Messaggio *