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Cavallo e pony – differenze e considerazioni

Cavallo e pony – differenze e considerazioni

 

Quando si dice pony, viene subito in mente il classico pony da compagnia, o proprio lo Shetland. 

Basso, tracagnotto, musetto grazioso, occhi grandi ed espressivi, orecchie da orsetto, zoccoletti piccoli e graziosi, folti crini, gambe sottili rispetto al corpo, vivace, un po’ dispettoso. Questo è il classico pony da compagnia, inconfondibile. Ma non tutti i pony sono così.

Cavallo e pony appartengono alla medesima specie equina, Equus Caballus. Sapendo ciò, diventa ovvio che cavalli e pony possono accoppiarsi generando Equus Caballus fertili, poiché si tratta di incroci tra razze o meticci della stessa specie, ma non ibridi, i quali sono il risultato dell’unione tra specie simili (Equus) ma non uguali (Caballus, Asinus, Zebra).

Il risultato tra un pony o un cavallo  può essere un pony, un doppio pony, o un cavallo, tutto dipende da cosa si incrocia e dalla genetica in gioco.

Sta di fatto che si chiama pony un cavallo di dimensioni ridotte, e non un cavallo giovane. Quello si chiama puledro, non pony.

Si potrebbe dire, senza errare, che l’appellativo “pony” è dato, per convenzione, ai cavalli la cui altezza al garrese va da 149 cm a scendere. Ciò per facilitare la categorizzazione del cavallo nelle competizioni. Alcune razze hanno tale appellativo poiché la loro altezza standard non supera i 149 cm al garrese. Eppure esistono razze, come ad esempio l’Avelignese o il Cavallo Arabo, la cui altezza standard oscilla tra 150 cm al garrese, sia a scendere, reputandoli pony, che a salire, considerandoli cavallo.

Di pony, così come di cavalli, ne esistono di razze diverse, oltre che innumerevoli incroci e meticci, e tutti vengono classificati in una determinata tipologia fisica, non tanto in base a l’altezza, quanto in base alla stazza fisica, ovvero il complesso di caratteristiche legate, non a l’altezza al garrese, ma alla dimensione scheletrica, la tipologia di fibre muscolari prevalenti, ed il tipo di metabolismo. Caratteristiche che conferiscono anche una particolare attitudine. Caratteristiche che classificano indistintamente pony e cavalli in dolicomorfo, meso-dolicomorfo, mesomorfo, meso-brachimorfo e brachimorfo.

Classificazione delle razze di cavalli 

Non tutti i pony sono tarchiati, così come non tutti i cavalli sono longilinei.

Le proporzioni e l’armonia tra esse dipendono esclusivamente dalla genetica del singolo soggetto, e non dal fatto che si tratta di pony o cavallo. Un cavallo, che sia o meno considerato pony, può essere armonioso nella sua forma, o sproporzionato, presentando ad esempio una testa troppo grande o troppo piccola rispetto al resto del corpo, ma ciò non dipende da quanto è alto al garrese.  

Il pony è spesso considerato più rustico e resistente rispetto al cavallo. In realtà le cose non stanno esattamente così. Talvolta ciò che rende cagionevole un cavallo, o pony, è lo stile di vita al quale è sottoposto, la sua gestione complessiva, anche la genetica del singolo soggetto gioca il suo ruolo. Sta di fatto che l’essere cagionevole o resistente non dipende da l’altezza.

I pony vengono considerati fisicamente più forti dei cavalli, nonostante le piccole dimensioni. Effettivamente è così, i pony, o comunque i cavalli di piccole dimensioni, sono tendenzialmente più forti, in proporzione alle loro dimensioni, rispetto ad un cavallo di dimensioni ordinarie e di stazza uguale. Questo per via della mole ridotta, la quale grava meno su se stessa. Prendendo in esame due cavalli mesomorfo, entrambi giovani e ben allenati, ma uno di 380 kg, ed uno di 600 kg, e che portano lo stesso carico, sullo stesso territorio, per via della mole, il primo si sprecherà meno e porterà di più. Naturalmente il carico da portare, va adeguatamente bilanciato e proporzionato in base alle dimensioni, dunque un pony non deve assolutamente essere caricato in egual modo o di più, rispetto ad un cavallo di dimensioni ordinarie, solo perché è tendenzialmente più resistente. Ma ciò non è una prerogativa di quelle razze categorizzate come pony, ma coinvolge tutti i cavalli, non troppo grandi, di stazza sana e robusta. I dolicomorfo, meso-dolicomorfo particolarmente longilineo, i quali sono portati alla velocità e non allo sforzo, che siano nominati pony o cavalli, tanto carico non lo sopportano.

Esempio pratico: in base alle proporzioni, esemplare mesomorfo da

-600 kg porta tranquillamente il 18% del proprio peso (108 kg sulla schiena).

-380 kg porta tranquillamente il 20% del proprio peso (76 kg sulla schiena).

Tutto va bilanciato in proporzione al cavallo, dunque restano comunque due pesi differenti. Il solo peso matematico inoltre non basta, ci sono moltissimi altri fattori in gioco che bisogna tener presente.

Limite di peso in sella

Il tempo impiegato per il completo sviluppo osseo varia in base alle dimensioni che deve raggiungere la struttura da adulto. Inevitabilmente, un cavallo che da adulto sarà alto 120 cm al garrese, completerà l’accrescimento scheletrico mesi, se non proprio qualche anno prima di un cavallo che da adulto sarà 170 cm al garrese. Oltre a l’altezza influisce anche la corporatura fisica. Ovviamente più è alto e massiccio, più tempo impiega.

 Un'idea su l'accrescimento del cavallo

Si crede che i pony, specialmente se da compagnia, tendano ad ingrassare maggiormente rispetto ai cavalli. Non è esatto. Ingrassare facilmente o meno dipende dalla corporatura, dall’attività che svolge, e del cibo a disposizione, sia per quantità che qualità, e dal metabolismo del singolo soggetto. I pony tenuti per compagnia tendono a diventare obesi poiché sovralimentarli è facilissimo, proprio per via delle piccole dimensioni. Se fossero alimentati correttamente, il problema dell’obesità dei pony non sarebbe così diffuso.

Infatti è più facile ed economico eccedere con il fieno con un pony di 170 kg, che con un cavallo di 500 kg. Anche il pascolo a disposizione fa una grandissima differenza. Per mantenere un cavallo, di solo pascolo per una settimana, bisogna avere diverse centinaia di metri quadri a disposizione, per sfamare un pony invece occorrono alcune decine, pensando ovviamente ad un pascolo ricco, poiché meno ricco è il pascolo, più ne occorre. Il problema dell’obesità del pony sta proprio nel fatto che spesso lo si nutre troppo rispetto alle sue dimensioni ed al suo reale fabbisogno giornaliero nutrizionale. Una decina di chili di fieno al giorno vanno bene per un cavallo di cinquecento chili, ma per un pony di centosettanta chili sono decisamente troppi. Lo stesso il mangime, al pony non servono chili di mangime, salvo eccezioni, ma grammi, e sempre e solo se necessario.

Altra nota dolente, che accompagna l’eccesso alimentare e causa sovrappeso e obesità, è la scarsità o l’assenza di attività fisica. Al cavallo solitamente viene chiesto di lavorare, bilanciando così l’alimentazione in base anche al tenore lavorativo, se non lavora si ha premura di equilibrare l’alimentazione. Il pony da compagnia mangia soltanto, non solo non lavora, ma si muove anche poco poiché i cavalli in cattività tendono a muoversi poco, e dunque ingrassa.

I pony impiegati per l’attività in maneggio, sono solitamente più informa rispetto ai pony tenuti in giardino poiché lavorano e vengono alimentati nel modo corretto, come avviene con i cavalli, considerando ovviamente una corretta gestione.

Il pony è spesso e volentieri considerato più intelligente e ribelle rispetto al cavallo. Il più delle volte si tratta semplicemente maleducazione e opportunità offerte. L’intelligenza è qualcosa di molto fine e non la si può ridurre nella capacità di scappare dal paddock o buttare per terra i cavalieri.

Troppo spesso con i pony non si ha la stessa diligenza nell’educare come invece la si ha con i cavalli. Troppo spesso i pony da compagnia sono completamente allo sbando, senza limiti, fanno ciò che vogliono, spesso sono contenuti più con la forza che con l’educazione, questo perché, essendo piccoli, non è poi così difficile tenerli a bada. Eppure basta una differenza di circa mezzo metro al garrese per far cambiare subito idea su quanto sia importante l’educazione, poiché la forza risulta inutile.

Quando bisogna costruire una recinzione, con i cavalli si ha cura di farla in modo corretto, affinché non possano uscire, con i pony invece non c’è sempre la stessa scrupolosità, ancor peggio quando vivono assieme pony e cavalli. Molte recinzioni sono alte abbastanza per contenere i cavalli, ma alte abbastanza da permettere ai pony da compagnia di evadere e andare dove vogliono, magari a rimpinzarsi di cibo. Quando si hanno i pony è indispensabile costruire il tutto anche in base alla loro misura, poiché coglieranno l’occasione. Se mettessimo un cavallo di medie dimensioni in un recinto alto per contenere pony tipo Shetland, questo scapperebbe, semplicemente perché può farlo.

L’educazione nel lavoro. I pony, intesi proprio come i classici pony piccolini, vengono montati da bambini. Un bambino, per quanto bravo, non ha le capacità tecniche di un adulto con lunga e buona pratica equestre alle spalle, di conseguenza talvolta si trova in balia del “dispettosissimo” pony, il quale semplicemente ne approfitta. Accade anche con cavalli di ogni taglia, se non educati per bene, o semplicemente propensi a fare i fatti propri cogliendo ogni occasione, nel momento in cui hanno il cavaliere poco esperto o distratto sulla schiena, ne approfittano. La differenza sta nel fatto che un cavallo, essendo più grande, fa più danni per via della mole, del pony invece si crede ne faccia meno, eppure ne fa. Entrambi però possono essere educati.

Più paurosi. L’essere pauroso o meno dipende da tante cose, dal carattere individuale, da ciò che gli è stato insegnato o meno. Sta di fatto che, essendo prede, le piccole dimensioni rendano un piccolo cavallo più facilmente predabile rispetto ad un cavallo di dimensioni ordinarie. Eppure su ciò si può lavorare, così come si lavora sui cavalli, cercando di limare e contenere quanto più possibile la paura atavica del predatore. Quanto ciò si lima, dipende da come viene svolto il lavoro, ma anche dal singolo soggetto. Così come esistono cavalli alti e grossi irrimediabilmente paurosi, esistono molti piccoli cavalli assai coraggiosi.

C’è anche da ricordare che sul cavallo o i pony impiegati da migliaia di anni per il lavoro e la guerra, la selezione è stata fatta in modo tale da ottenere esemplari sempre più addomesticabili, controllabili e coraggiosi, proprio perché, in passato, il cavallo doveva accompagnare l’essere umano nella sua vita quotidiana, e non limitarsi ad essere da compagnia. I pony piccolini da compagnia hanno invece una storia più recente, la selezione si è incentrata soprattutto su l’aspetto piuttosto che sulla loro utilità.

Il carattere è dato non solo dalla razza, dalla genetica, ma ad influenzarlo c’è anche il trascorso e la vita presente quotidiana del singolo soggetto.

I pony hanno la fama di avere una salute di ferro e di essere più longevo. La salute e la longevità sono date non tanto da l’altezza, ma da fattori interni, esterni e dalla buona sorte. Il pony da compagnia, che non lavora, difficilmente avrà mal di schiena, faccenda comune a molti cavalli che lavorano. C’è anche da tener presente che una massa fisica importante può sviluppare più facilmente problemi ad esempio osteoarticolari, per via della mole. Dunque le dimensioni ridotte permettono al fisico di sprecarsi di meno e logorarsi meno facilmente e meno rapidamente. Naturalmente c’è anche tutto un discorso legato alla genetica ed al tenore di vita. Indipendentemente dalle dimensioni possono insorgere patologie più o meno gravi, così come può godere di ottima salute fino alla vecchiaia ed a l’ultimo giorno. Da sapere anche che cavallo e pony possono soffrire delle stesse identiche patologie, poiché l'unica differenza è l'altezza al garrese. 

In conclusione, pony è, per convenzione, un cavallo la cui altezza al garrese è 149 cm a scendere, né più né meno.


Copyright © 2014 – data odierna
Il Cavallo - Benessere & Bellezza di Lisiana Patalano.
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